Sentieri Selvaggi 2018 Crosroads

Sentieri Selvaggi 2018 Crosroads

Teatro Elfo Puccini Milano


07/05/2017 - di Paolo Ronchetti
Il suono come contaminazione, il suono come esplorazione, il suono come ricerca di possibilità.

La ricerca musicale di Fausto Romitelli è stata segnata da questo tipo di ricerca: a partire dai primi lavori di indagine tra i suoni e dei suoni frutto della musica spettrale studiata a Parigi con Gérard Grisey, sino agli ultimi lavori in cui gli echi della musica rock venivano esplicitati senza remore nello spartito. Il tutto con una intensità che, a posteriori, è sembrata presagire la breve parabola della sua vita (1963-2004).

La serata inizia con una delle prime opere di Romitelli La Sabbia Del Tempo scritta a Parigi e intrisa dei sapori della musica spettrale che stava studiando in quegli anni: il suono perfetto di un accordo e l’indagare attorno al suono perfetto di quell’accordo. Grandi dinamiche e grande attenzione esecutiva quella che il sestetto di Sentieri Selvaggi ci regala con sospensioni e riverberi elettronici a creare un ambiente che lotta furiosamente con tentativo di esplorare il suono armonico e il rumore.

Si prosegue con Due Domeniche Alla Periferia Dell’Impero due brani per quartetto (Violino; Violoncello; Clarinetto e Clarinetto basso; Flauto e Flauto basso) in cui, ancora una volta, ha grande importanza la ricerca timbrica e sonora degli strumenti e della loro combinazione. E allora ecco l’uso non solo dei clarinetti e dei flauti, ma anche di armoniche e accordatori per chitarra a formare/costruire suoni che, pur sembrando elettronici, sono totalmente frutto di una ricerca sonora capace di trasportare l’ascoltatore in esperienze al limite della psichedelia.

Ed è esattamene (anche) la psichedelia che entra in campo con la splendida trilogia Professor Bad TripLesson I, II, III (per otto o dieci strumenti) che l’orchestra di Sentieri Selvaggi esegue in chiusura di programma.

Ispirati ai lavori di Henri Michaux, surrealista e padre della psichedelia con le sue opere scritte sotto l’effetto di droghe e allucinogeni, i tre brani sono stati composti tra il 1998 e il 2000 e sono considerate una delle summe della sua opera. Sono brani in cui tutti gli effetti entrano a far parte della tavolozza sonora dello strumento, e tutti gli strumenti possono essere usati: acustici, elettrici e elettronici.

Distorsioni, sordine, riverberi saturati, larsen, kazoo e mille altre soluzioni sonore si affiancano quindi all’uso degli strumenti tradizionali in una vitale e continua contaminazione che passa attraverso momenti tipici di una composizione colta, momenti di lavoro rispetto a nuove timbriche (ad esempio quando fonde all’unisono suoni labiali e suoni percussivi) ad altri più legati ad un immaginario quasi rock. A questo proposito sono da segnalare, al di là delle citatissime chiusure in larsen della chitarra elettrica e del basso, gli straordinari break del violoncello distorto di Aya Shimura in cui vengono palesati, con incredibile forza e credibilità, tutti i fantasmi della distorsione legati alla musica rock come a quella improvvisativa. Altra cosa straordinaria delle tre composizioni è come, nel magma sonoro spesso ricercato da Romitelli, l’intellegibilità dei singoli suoni strumentali si mantenga intatta. Tre brani infine per un unico viaggio affascinante, capace di portare l’ascoltatore per mille strade diverse mantenendo intatti rigore e complessità. Una ricerca sull’energia sonora e sulla sua possibilità; sulla sua distorsione e trasformazione; sul suo entrare all’interno del puro suono senza paura di trasformarlo in altro.

Gli applausi sentiti e calorosi a fine esecuzione raccontano di come Sentieri Selvaggi abbia colto in pieno l’anima profonda della musica di Romitelli e l’abbia saputa proporre senza sconti: cogliendone l’affascinante essenza poetica e lasciandone intatta la complessità.

Prossimo appuntamento con la stagione di musica contemporanea Crossroads di Sentieri Selvaggi Al Teatro Elfo Puccini lunedì 14 con una esibizione per piano solo di Andrea Rebaudengo alle prese con Montalbetti e Ravel.

Si ringrazia Giovanni Daniotti per le fotografie.

Scaletta


La Sabbia del tempo

Due domeniche alla periferia dell`impero

Professor Bad Trip - Lesson I, II, III

 

Sentieri Selvaggi

Marco Sorasio Live Sound Engineer O

Paola Fre Flauti

Mirco Ghirardini Clarinetti

Fabio Codeluppi Tromba

Gilbert Imperial Chitarra elettrica

Alberto Lo Gatto Basso

Lorenzo Colombo Vibrafono E Percussioni

Valentina Messa Tastiera

Andrea Rebaudengo Piano

Piercarlo Sacco Violino

Virginia Luca Viola

Aya Shimura Violoncello

Carlo Boccadoro Direzione

 

Fotografie di Giovanni Daniotti