Buford Pope

Buford Pope

Rimini / La Bottega della Creperia


07/02/2018 - di Giovanni Sottosanti
Rimini indossa l`abito invernale, in una serata fredda e piovosa, dai colori grigi, strade semi deserte e negozi chiusi. Ci pensa il piccolo svedese, caduto come una stella al centro di Rimini, a riscaldare la serata e i cuori dei presenti. Perché in quel locale si sente a casa ed, in effetti, La Bottega della Creperia è ormai un po` casa sua. Il locale è piccolino, bastano trenta- quaranta persone per riempirlo di calore, birre e piadine, poi il resto lo fa la passione dei presenti, tutti attenti in religioso e rispettoso silenzio. Mikael Liljeborg, al secolo Buford Pope, quarantasette anni di passione rock, resta subito positivamente colpito dall`atmosfera che si crea in sala. Lo accompagna alla chitarra elettrica e al dobro Emanuele J. Sintoni, ormai garanzia di simpatia, amicizia e qualità strumentale per gli artisti stranieri che sbarcano nel nostro paese.

Buford ci introduce subito all`ultimo lavoro, settimo capitolo di una storia musicale iniziata in età adulta e già piena di soddisfazioni. Basta il titolo, Blue Eyed Boy, per capire da che parte stiamo. Se poi un brano dell`album si intitola Freewheeling, allora giochiamo a carte scoperte e l`indirizzo lo troviamo a occhi chiusi.

Still Got Dreams apre la serata, seguita poi da Ribbons In Her Hair, No Man`s Land, Infirmary, la sopra citata Freewheeling e Someone tutte dall`ultimo disco. Si viaggia tra atmosfere sognanti, paesaggi nebbiosi, colori appena sfumati, odore di cose semplici, quadretti familiari e vissuti personali. Il tutto incorniciato in un quadro in cui Bob passeggia a braccetto con Brother Jackson e Neil "Crazy Horse", per strada si unisce il povero Jimmy LaFave, graffia repentino e rabbioso John il Coguaro, immancabili anche Bruce e Tom Petty ad accompagnare il viaggio musicale del piccolo grande Buford.

L`atmosfera ormai è familiare, intima e rilassata, Buford scherza con Emanuele e col pubblico, colpiscono la spontaneità e la semplicità del personaggio. I`ll Get Over That e Sticks In The Throat illustrano Sticks In The Throat del 2014, tiro più rock e tendenza alla ballata blue collar, lavora di fino Emanuele all`elettrica e la resa è efficace anche in versione elettroacustica. Con Visbyville si torna alle atmosfere elettroacustiche dell`ultima produzione, in un alternarsi poi tra pezzi recenti e ripescaggi dai capitoli precedenti della sua produzione discografica. Come per esempio Love Is The Bible, splendida rock ballad contenuta in Too Young To Be Old del 2010, mentre The Long Way Back Home è tratta da Matching Numbers di due anni dopo, altra grande ballad piena di nostalgia e calore.

Arriva la fine e neanche ti accorgi che un`ora e mezza abbondante è già volata, tra sogni ed emozioni, trattieni il fiato e ne vorresti ancora, The Baltic Sea e Streetwise chiudono il cerchio tornando al punto di partenza, perché il Blue Eyed Boy ci porta per mano durante l`ultimo giro, voce strappata agli angeli e atterraggio sulle nuvole. Chi ha detto che la Svezia è fredda e poco rock`n`roll? Finito lo show incontri l`uomo e bastano poche parole per inquadrarne la grandezza d`animo. Fuori ti attende il freddo per riaccompagnarti a casa, ma stavolta quasi non lo senti. And I keep playing the same old tune About a boy and his ride to the moon Well dreams die hard In your backyard.