Supersuckers

Supersuckers

Cantù / 1e35


06/12/2018 - di Giovanni Sottosanti
Possiamo dire che ci sta. In un anno, per quanto mi riguarda, musicalmente strapieno di grandi concerti, può  succedere. Giorni di amicizie forti, ottimo cibo, negozi di dischi e giradischi, a questo punto inciampare nella serata musicale più deludente degli ultimi anni, passa quasi in secondo piano.

Dispiace che il luogo del delitto sia All`una e Trentacinque Circa di Cantù, locale sempre molto accogliente e sede insostituibile di tanti indimenticabili concerti. Inoltre dispiace che gli imputati principali rispondano al nome di Supersuckers, storica band di Tucson, Arizona, attivi dal 1988. Partiti dal punk, dall`hardcore e dal garage, virarono poi verso sonorità più squisitamente roots e southern rock. Il loro anno spartiacque può essere considerato il 1997, uscì il disco Must`ve Been High, che appunto strizzava l`occhio a suoni più morbidi e anche Steve Earle si accorse di loro, tanto che realizzarono insieme il Maxi-Single Creepy Jackalope Eye. Seguì nel 2002 lo splendido Must`ve Been Live, a ulteriore conferma della nuova strada intrapresa da Eddie Spaghetti e soci. Anche il disco Holding The Bag del 2015 percorreva gli stessi sentieri, al suo interno pregevoli brani e duetti con Heyes Carll e Lydia Loveless. C`erano quindi tutte le premesse per una bella serata all`insegna del miglior rock`n`roll.

Invece i ragazzi di Tucson, complice il 30th Anniversary Tour, sono tornati ad indossare i panni punk e hardcore di inizio carriera, tosti e cattivi, senza concedere purtroppo nulla a sonorità più fruibili. Eddie Spaghetti al basso, Marty Chandler alla chitarra e Christopher Von Streicher hanno pertanto dato vita a circa novanta minuti di devastante e, a tratti, terrificante assalto all`integrità delle nostre orecchie, proponendo a un suono urticante, tirato allo spasimo e urlato selvaggiamente.

Autoproclamatisi “The Greatest Rock`n` Roll Band In The World”, hanno presentato alcuni brani dall`ultimo disco Suck It, per poi passare all`esecuzione full album di The Evil Powers Of Rock`n`Rolli del 1999. Difficile francamente cogliere qualche differenza saliente tra un brano e l`altro, forse solo il finale ha regalato qualche briciolo di melodia, alleviato l`artiglieria sonora e la personale sofferenza di ascoltatore. Chiudono con Cowboy Song, cover dei Thin Lizzy, seguita da Born With A Tail. Il tutto condito anche da gestualità e slogan mutuati a piene mani dall`iconografia più sguaiata, volgare e scontata del rock`n`roll. Così è stato. I concerti vanno raccontati anche quando deludono profondamente. Io mi tengo i Supersuckers con i cappelli da cowboy, quelli che non urlano come animali tarantolati e suonano canzoni che riesco a capire.