Bob Malone

live report

Bob Malone Roma / Wishlist Club

06/02/2018 di Giovanni Sottosanti

#Bob Malone#Rock Internazionale#Rock John Fogerty

Bob Malone. L'uomo non è alto di statura, diciamo che è piccoletto e grosso, un po' sbilenco e incerto nell'andatura. Però seduto a quel piano diventa una vera e propria macchina da guerra, funambolico e straripante, mette in scena un repertorio molto vario e accattivante, capace di passare con estrema disinvoltura e padronanza dalla ballad pianistica in odore di Elton John a blues sporchi, fumosi e notturni alla Tom Waits, al rock'n'roll boogie woogie modello Jerry Lee Lewis, al New Orleans style di Doctor John, alle ballad immortali di Dylan e The Band passate attraverso il frullatore r&b, fino a rock sanguigni, sporchi e tirati, dall'Inferno al Paradiso senza passare dal via, Rolling Stones, Faces e Black Crowes nelle dita che picchiano incessanti il piano.

La band italiana composta da Stefano Sanguigni alla chitarra elettrica, Mario Guarini al basso e Marco Breglia alla batteria coadiuva perfettamente il pianista del New Jersey, accompagnandolo lungo questo pirotecnico viaggio musicale, in cui, tra i brani autografi, rivivono a vita nuova classici senza tempo come Up On Cripple Creek (The Band), Tangled Up In Blue (Dylan), Oh Well (Fleetwood Mac) e Stay With Me (Faces).

Non ci sono sbavature, tutto fila liscio, come le mani di Bob sulla tastiera, in un virtuosismo mai fastidioso e fine a se stesso. Si respira un'atmosfera rilassata e giocosa, Bob Malone mette in campo la passione e il divertimento, la ricerca del bello e il calore dell'anima. Picchia su quei tasti e scalda questa serata fredda e umida, riscalda i cuori dei presenti e anche stavolta eravamo davvero pochi, però forse brucia di meno (spero...), perché chi non sa apprezzare il bello evidentemente non lo merita.

Foto di: Antonio Ruotolo