Malcolm Holcombe + Emanuele J. Sintoni

Malcolm Holcombe + Emanuele J. Sintoni

Modena / Lambruscheria di Ca` Berti


05/12/2018 - di Giovanni Sottosanti
Un viale alberato e una casa. Come nei migliori film. Il calore di un camino, profumi e sapori di cucina. Come nella migliore tradizione emiliana. La Lambruscheria Ca` Berti ti accoglie in fondo ad un viaggio alla ricerca delle cose semplici e vere. L`ambiente è caldo, familiare e cordiale, le travi in legno del soffitto e la pietra grezza delle pareti raccontano storie contadine di lavoro, fatica e passione, trasmettono forza e protezione. Tavolini e posti in piedi, non servono i grandi numeri.

Emanuele J. Sintoni scende dalle colline romagnole di Mercato Saraceno con una chitarra sulle spalle, un nuovo disco tra le mani, Alabama e Louisiana nel cuore. Anni di tour con Grayson Capps e un recente viaggio nel Sud degli States hanno forgiato anima e songwriting del giovane romagnolo. Le dita scorrono leggere e veloci sulle corde della chitarra e leggono appunti di un viaggio che non è solo geografico, ma è un punto di partenza e una strada tracciata per chi cerca risposte lungo il proprio cammino. L`ultima autoproduzione discografica si intitola Relief, che vuol dire sollievo, conforto, ristoro, come le note di Make You Happy, con cui apre la sua breve e convincente esibizione. Seguono The Weight Of My Soul e Diggin` A Hole, melodie scarne ed essenziali, risuonano da qualche parte tra New Orleans e Baton Rouge sui ritmi di un blues pigro e sonnolento. The Moaning Of The Sea è stata invece registrata con il conterraneo Antonio Gramentieri e aggiunge colori mexican alla tela predisposta da Emanuele, che prosegue con Time On Your Side e The Miracle, acustic blues venati di malinconia. Chiude Relief In Between, occhi chiusi e una barca che scende lungo il Mississippi, a bordo un uomo e la sua chitarra, una manciata di canzoni ed emozioni da regalare.

Malcolm Holcombe spunta non si sa da dove, senza preavviso e presentazione si siede, imbraccia la chitarra e inizia a cantare. A quel punto è come se ti arrivasse addosso una sassata, perché, pur avendolo già ascoltato live diverse volte, la voce del cantautore di Asheville, Carolina del Nord, ti scuote e ti percuote come fosse la prima volta. Un rantolo rabbioso e profondo, dritto dalle viscere della terra risuona all`interno della Lambruscheria e ammutolisce tutti i presenti. Quel piccolo uomo curvo, magro e macilento, sdentato e trasandato, con addosso vestiti vecchi, unti e bisunti, continua da anni il suo pellegrinare attraverso le strade tortuose della vita, spesso accompagnato da demoni subdoli e insidiosi. Non ha mai scelto percorsi facili, non chiede sconti, chiude gli occhi, abbraccia la chitarra e parte per un viaggio di cui nessuno conosce le coordinate, ciondola sulla sedia e lascia fluire storie disperate, incastonate all`interno di blues sghembi e straccioni.

Da qualche tempo Malcolm ha trovato la ricetta giusta per assaporare un po` di serenità, e l`ultimo disco Come Hell or High Water ne certifica un discreto benessere. È anche abbastanza loquace stasera, scherza e sorride, racconta frammenti di vita biascicando parole in un linguaggio poco comprensibile, per fortuna il buon Paolo Ercoli si esibisce brillantemente anche come traduttore. Dalle iniziali Way Behind e Goin` Home è tutto chiaro, Malcolm è partito e devi solo stargli dietro. Si unisce Paolo Ercoli al dobro, a lui il compito, con la classe e la maestria che gli riconosciamo, di cucire e supportare il chitarrismo spesso selvaggio e istintivo di Malcolm.

Dall`ultima fatica discografica Malcolm estrae Left Alone, malinconica e struggente ballad di un reduce del Vietnam, poi I Don`t Want Disappear, fautrice di speranza e riscatto. In ordine sparso arrivano il blues alcolico di It Is What It Is, le ballads Black Bitter Moon e Merry Christmas, figlie di un cantautorato in cui ritrovi l`imprinting di Dylan, John Prine, Townes e Steve Earle. Ma soprattutto fuoriesce il suo tratto, unico e inconfondibile, come testimoniato dal repertorio recente e passato, stasera brillano in particolare Another Black Hole, Down In The Wood, A Far Cry From Here e Down The River, perle preziose dal valore inestimabile. Come è comparso, Malcolm se ne va, accenna un saluto e via. Non avrà mai le luci della ribalta, viaggerà come clandestino sui vagoni merci, vestirà male e sarà sempre più ciancicato e sdentato. Sarà sempre Malcolm Holcombe.

Le foto a Emanuele J Sintoni sono di: Fabio Furlotti