Sid Griffin

Sid Griffin

Roma / Black Market


05/04/2018 - di Giovanni Sottosanti
Serata romana in cui la temperatura strizza l`occhio alla Primavera, nell`aria indugiano odori e sapori che parlano il linguaggio semplice e spontaneo delle serate preziose. Il Black Market non urla, non fa clamore, ma, se sai trovarlo, svela il tesoro nascosto al proprio interno. Una porta sul fondo e un mondo incantato di musica che si spalanca, uno spazio molto piccolo ma caldo, familiare e appassionato.

Sid Griffin è alto e grigio di capelli, sulle spalle porta un carico di Paisley Underground da poterci scrivere un trattato. Nella stagione d`oro dei Green On Red, X, Dream Syndicate, True West e Rain Parade, i suoi Long Ryders andarono in soffitta a rispolverare le Rickenbacker, ridando piena vitalità e diritto di cittadinanza ad un suono figlio diretto dei Byrds, dei Buffalo Springfield e dei Flying Burrito Bros del genio Gram Parsons. Un`esperienza breve, intensa e adrenalinica, una manciata di dischi nel giro di circa sei anni, dall`EP 10-5-60 a Metallic B.O., in mezzo un live alla BBC e altri due live a testimoniare successive reunion.

Sid from Louisville ne era la mente, la penna e la voce, sciolti i Long Ryders continuò il viaggio con i Cole Porters, fautori di un suono più roots rock, folk e bluegrass. Parallelamente al progetto Coal Porters, iniziò un`avventura solista bagnata con l`esordio di Little Victories nel 1997 e contrassegnata da uscite discografiche molto parsimoniose, se si pensa ai soli quattro album totali incamerati. Un suono più intimo e cantautorale contraddistingue questi lavori, il fantasma di Gene Clark e lo spirito di Dylan a disegnare il cammino.

Stasera l`atmosfera è intima e familiare, rilassata, quasi informale. Sid parla molto, inframezza le sue canzoni con episodi di vita musicale, scherza e ride, come quando racconta di Jimmy Reed, il grande bluesman, celebrato nella canzone che porta il suo nome e fautore di un suono divenuto un marchio di fabbrica inconfondibile. Il repertorio solista ha toni prevalentemente folk e si interseca con perle tratte dall`epopea Long Ryders. In ordine sparso scorrono Good Times Tomorrow Hard Times Today, Ivory Tower dedicata a Gene Clark, Capturing The Flag, Spectacular Fall e Gunslinger Man rivestite per l`occasione di un abito acustico molto affascinante, che le priva però della primordiale energia rock`n`roll unita alla carica di spensieratezza e spirito sixty. Il pubblico partecipa con cori chiamati da Sid stesso e quando irrompe Feel A Whole Lot Better, come per magia l`orologio ci riporta indietro nel tempo e la California dei Byrds risplende al suono di quegli accordi immortali, semplici e cristallini.

The Reason Why, la ragione per cui siamo lì è nella capacità di saperci ancora emozionare. Come si emoziona Sid quando esegue Everywhere, scritta a quattro mani con l`amico Greg Trooper all`inizio degli anni `90. La voce è spezzata dalla commozione quando canta "Over here over there/It`s the same everywhere/A young boy cries out for his Momma/Before he dies for his home". "Era un caro amico" si scusa e ne illustra la grandezza come uomo e songwriter, menziona Steve Earle e Billy Bragg tra i suoi più grandi estimatori. Chi, come il sottoscritto, ha avuto la fortuna di incrociare più volte Greg Trooper sulla propria strada musicale, apprezzandone la grandezza in tutti gli aspetti, non può che condividere l`emozione manifestata da Sid Griffin.

Il concerto prosegue, c`è qualche momento di stanca, sul finale Sid viene raggiunto sul palco da Emma Tricca, folksinger italiana ormai trapiantata da anni a Londra. I due eseguono chitarra acustica e mandolino Love Minus Zero e You Ain`t Goin` Nowhere, versioni intense e molto classiche, sul secondo pezzo il pubblico canta il ritornello, chissà, forse l`eco sarà arrivato anche a Dylan, impegnato nella sua terza serata romana. "Whoo-ee! Ride me high/Tomorrow`s the day/My bride`s gonna come/Oh, oh, are we gonna fly/Down in the easy chair!". Finisce così, forse ci stava ancora qualche pezzo, qualche altra incursione in territorio Long Ryders non mi sarebbe affatto dispiaciuta, però...che cavolo? Non ti accontenti mai?

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