Pinomarino

live report

Pinomarino Milano / Germi - Luogo di contaminazione

04/11/2021 di Laura Bianchi

#Pinomarino#Italiana#Canzone d`autore Pinomarino

Quale posto migliore di un locale che si chiama Germi - Luogo di contaminazione, a Milano, per celebrare la (si spera) definitiva ripresa dei concerti, finalmente liberati dalla contaminazione negativa, per aprirsi a quella benefica della musica? E quale artista più ironico, elegante, intelligente e poliedrico di Pino Marino, per inaugurare una stagione che (si spera) non subisca più nessuno stop?

Ma noi lo chiamiamo ancora Pinomarino, anche se una causa esterna gli ha imposto di separare il proprio nome (“perfino mia madre mi chiamava tutto attaccato...anche Mauro Pagani, vent’anni fa…”), per ribadire la continuità e la coerenza di un artista superlativo, che anche stasera ha modo di esprimersi in tutte le sue altissime qualità.

Pinomarino è uno dei pochi in Italia, nella sua generazione, in grado di spaziare, nelle composizioni e nella dimensione live, dai toni intimistici, pianoforte e voce, della recente, splendida Roma bella o della ormai ventenne Centrifuga e risciacquo, a quelli decisamente più rock della altrettanto recente, splendida Calcutta (“uno ci prova con gli anni a calmarsi, ma poi viene fuori il rock…”) o della ormai altrettanto ventenne Sparafucile, bis graditissimo di un set arricchito dall’apporto al synth, alla batteria e al controcanto del “fratello” Fabrizio Fratepietro, che ha prodotto e arrangiato con lui il nuovo, importante disco, Tilt, nato durante la pandemia, e candidato a ben due Targhe Tenco (“ma ci vuole talento per non vincerne nessuna!”, ironizza caustico Pinomarino, facendo insieme riflettere sull’asfissia che minaccia anche il mondo della musica d’autore).

Il minimalismo della strumentazione (tastiere, batteria, synth, chitarra) non tragga in inganno: il set, come il disco, rivela molteplici sfumature, a chi le sa ascoltare con il giusto raccoglimento, anzi, con “misura”, come più volte ripete l’artista, rivolgendosi al pubblico, e invitandolo a seguire un percorso comunicativo, che si snoda agile e profondo, presentando sette brani del nuovo lavoro, e aggiungendo, senza soluzione di continuità, canzoni del suo ventennale percorso, iniziato nel 2000 con Dispari proprio a Milano, nelle Officine Meccaniche di Mauro Pagani.

Se possibile, la voce di Pinomarino è ancor più espressiva e ricca di chiaroscuri, e l’uso degli altri suoi due strumenti, chitarra e tastiere, è ancor più preciso e sensibile; così, l’ascolto si rivela un viaggio emozionante attraverso l’anima di un artista vibratile, attento alla realtà, pronto a riflettere e fare riflettere sulla necessità di saper gestire con attenzione e cura il flipper che ci è stato affidato - il mondo, la società, la nostra vita - per restituire, ad esso e a noi, la dignità che rischia di essere cancellata, prima che accada il definitivo Tilt.

In questo senso va interpretata la scelta sia della suggestiva Aliante, testo scritto per l'amico Niccolò Fabi, sia dell’omaggio a Lucio Dalla, con una L’ultima luna di grande impatto, madre di tutte le canzoni che rendono in immagini indimenticabili la nostra comune esistenza su questo pianeta, come anche Pinomarino fa, da vent’anni a questa parte; e in questa direzione va anche l’ultimo, trascinante bis, Sparafucile, che attraversa intatto questi vent’anni, per aiutarci a vivere e resistere. Non a caso, a Milano il cantautore è premiato con la targa Artista per la Mente #2021; perché pochi altri, in Italia, sanno fare del bene alla nostra mente come Pinomarino.


SETLIST


Caterina volentieri

La statua della libertà

Io non sono io

Calcutta

Crepacuore

La mia velocità

Roma bella

Aliante (scritta per e con Niccolò Fabi)

L’ultima luna (Lucio Dalla cover)

Centrifuga e risciacquo

Canzone N. 8

Lo strozzino

L’acqua e la pazienza

 

BIS

Sparafucile