Cristiano De Andrè

Cristiano De Andrè

Lugano / Palazzo dei congressi


04/05/2019 - di Laura Bianchi
"Sono fiero di portare avanti l`opera e il pensiero di mio padre, perché lui è sempre stato vicino a quanti sostenevano la libertà e l`opposizione a un potere che ci vuole schiavi. E, se voi siete qui stasera, significa che anche voi pensate che la sua opera sia una Tachipirina per l`anima!"

Cristiano de Andrè è visibilmente emozionato, al termine della prima parte di un lungo concerto, che prende le mosse dell`esecuzione integrale del concept album Storia di un impiegato, per poi percorrere le tappe più significative del percorso artistico e culturale del padre.

Il Palazzo dei congressi di Lugano è gremito di un pubblico trasversale, dai coetanei di Fabrizio a quelli di Cristiano, fino a ragazzini, tutti incantati dalla nuova veste che il figlio, insieme a Stefano Melone, ha cucito sulle trame immortali delle canzoni del padre.

Sorretto da una band di fuoriclasse, dal versatile chitarrista Osvaldo di Dio, all`energica sezione ritmica di Davide Pezzin al basso e Davide Devito alla batteria, fino alle imprescindibili tastiere di Riccardo Di Paola, con qualche contributo della giovane virtuosa della chitarra Anna Mancini, Cristiano si muove, con convinzione e scioltezza, fra i molti strumenti che padroneggia alla perfezione, acustica, bouzouki, violino, pianoforte, kazoo e naturalmente voce, che mai come stavolta si discosta dal timbro paterno, quasi a rimarcare l`avvenuta emancipazione dal modello, e la conseguente acquisizione di una cifra interpretativa originale e convincente. 

Sfilano dunque le sempre attuali canzoni di Storia di un impiegato, sottolineate da immagini non solo d`epoca, ma accostate ad altre contemporanee, sotto l`attenta regia di Roberta Lena; e senza soluzione di continuità, dopo un breve discorso di Cristiano, che invita tutti i partecipanti di questa "messa laica" a "scambiarsi un cinque di pace", sono ripercorsi brani indimenticabili, da `A Cimma ai maestosi bis di Creuza de mà e Il pescatore, passando per un`emozionante La domenica delle salme e per un Testamento di Tito, in cui il figlio rende omaggio a Fabrizio, modificando in modo minimo, ma significativo, il verso sulla morte del padre, cantando quando a mio padre si fermò il cuore ho provato dolore.

La cura degli arrangiamenti è evidente, nella ricerca di donare consistenza contemporanea ai brani più datati, e insieme di rispettare quelli i cui suoni appaiono già moderni; al progetto bifronte danno un contributo fondamentale i musicisti della band, bravissimi nel donare allo spartito lo spessore voluto da de Andrè,mantenendone intatto il significato dirompente. 

Oltre due ore ininterrotte, quindi, di autentica, taumaturgica, terapeutica musicamedicina, densa di spunti e scevra da sterili nostalgie; ricca di gioia di suonare e di consapevolezza nel continuare un percorso coerente e sempre incisivo.

SETLIST

Esecuzione integrale di Storia di un impiegato
Introduzione
Canzone del maggio
La bomba in testa
Al ballo mascherato
Sogno numero due
Canzone del padre
Il bombarolo
Verranno a chiederti del nostro amore
Nella mia ora di libertà

`A Cimma
Mégu megún
Don Raffae`
La domenica delle salme
Smisurata preghiera
Khorakhané (A forza di essere vento)
Disamistade
Il testamento di Tito
Amore che vieni, amore che vai
Quello che non ho
Fiume Sand Creek

Bis:

Creuza de mâ
Il pescatore

 



 



 

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