Massimo Bubola

Massimo Bubola

Como


04/02/2007 - di Luca Meneghel
Massimo Bubola

04 febbraio 2007 - Cineplex Astoria - Como "La guerra in fronte" ha una storia molto particolare: Natalina Montalbano, una centenaria donnina milanese di origini palermitane, chiama la Cineteca Italiana e propone la propria trascrizione del diario di guerra del padre, Salvatore Montalbano, uno sceneggiatore, scrittore e giornalista che partì volontario, assieme ad un gruppo di amici patrioti, per combattere durante la prima guerra mondiale sul fronte dell´Isonzo. La cineteca legge gli scritti di Salvatore (trascritti da Natalina per far conoscere il nonno al proprio figlio), si appassiona e ne approfitta per restaurare alcuni filmati inediti della Grande Guerra.
La decisione di mettere il tutto in scena, all´interno di uno spettacolo multimediale fatto di recitazione-musica-cinema, nasce infine dalla collaborazione con il Teatro Filodrammatici di Milano, con Massimo Bubola (che aveva recentemente interpretato le canzoni della prima guerra mondiale in "Quel lungo treno", Eccher Music/Edel 2005) , con l´attore Marco Balbi, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che accetta di curare e stampare il libretto di accompagnamento (che presenta, per altro, i testi originali di Salvatore, morto sul lago di Garda negli anni venti per i gas respirati durante il conflitto).
Il risultato, molto intenso (anche se dal punto di vista tecnico il Cineplex lascia molto a desiderare), è un´ora di viaggio che riporta ad un tempo in cui si moriva in trincea, nel fango, e gli occhi potevano guardare il mondo soltanto attraverso la feritoia di un fossato mortale. La rievocazione della prima guerra mondiale, nelle parole di uno sceneggiatore che era abituato a sognare scrivendo il cinema, affiora attraverso la recitazione di brani di Salvatore e filmati d´epoca, accompagnati dalla musica di Bubola. E proprio quelli affidati al cantautore veneto sono i momenti migliori della rappresentazione: chitarra acustica, voce e armonica a bocca come unici strumenti per raccontare una guerra in Italia troppo spesso dimenticata (a differenza della Francia, sottolinea Bubola, dove il cinema è molto più attento a quel frangente storico). Il contributo di Bubola a "La guerra in fronte", mentre sullo schermo scorrono cannoni, lettere, addii e arrivederci, è fatto di alcune delle canzoni di un album recente, "Quel lungo treno", nel quale raccontò le storie degli Alpini inviati a combattere per la prima guerra globale della storia. Ecco allora i soldati innamorati, che sanno di non poter tornare, che pensano alle proprie vite di fronte alle montagne e alle pianure in cui l´uomo sta dando il peggio di sé: Bubola canta, interpretando al meglio quel dolore, e dando voce a sentimenti lontani che ritornano, inesorabili, in ogni guerra, da Caporetto a Tora-Bora, passando per My Lay 4.
Alla fine della rappresentazione, in cui una guerra che doveva essere gloriosa diventa atroce anche agli occhi di fervidi patrioti, Bubola regala due bis a tema, entrambi molto sentiti: il primo, "Rosso su verde", è la storia del proprio prozio morto sul Grappa, lasciando però l´ultima lettera d´amore per l´amata, lontana e clandestina; il secondo, più "soft", è invece la bella serenata "Tre rose", ispirata a quella che il nonno di Massimo commissionò al barbiere e al maniscalco per poi cantarla sotto la finestra dell´amata.
Andare a sentire Bubola e i racconti di Salvatore Montalbano significa fare un salto indietro di cento anni, ai tempi dei nostri nonni e bisnonni, e godere contemporaneamente di ottimo cinema, teatro e musica. Se studiare la storia fosse sempre così bello, anche la scuola sarebbe tutta un´altra cosa ...

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