Jake Clemons

Jake Clemons

Milano / Serraglio


03/11/2019 - di Laura Bianchi
È la prima volta che suono in questo locale... a Milano ho suonato in un posto molto diverso, anni fa...

Se l`autoironia è dote essenziale per valutare l`intelligenza di un uomo, Jake Clemons, dal palco del Serraglio di Milano, ne sta dando un`ottima prova. L`ultima volta che ha suonato in città, infatti, è stato a San Siro, al fianco di Bruce Springsteen, sostituendo l`amatissimo zio Clarence al sax; un impegno che avrebbe causato attacchi di panico a chiunque, chiamato com`era a un confronto impossibile da reggere. Invece, aveva affrontato anche l`ardua Jungleland in modo egregio, proprio grazie a un`estrema professionalità, all`umiltà e all`intelligenza.

Le stesse qualità che dimostra sul palco, ora, chiamato dal patron Trotta e dall`associazione bergamasca Noi e Springsteen, e circondato da una band che, soprattutto nella sezione ritmica, segue per due ore la performance solista del trentanovenne dall`entusiasmo da ragazzino, che attraversa la vita con consapevolezza e impegno.

Il set, fin da subito, si rivela potente e coinvolgente, anche per le tematiche trattate. Nel solco del Boss, Clemons sa alternare canzoni d`amore ad altre socialmente forti, come in Janine, sulla violenza di genere, preceduta da un`intensa ed emozionante introduzione, oppure come in We the people, oltre a proporre una bella cover della ficcante Democracy, omaggio al migliore Cohen.

Ma la poliedricità delle tematiche, oltre a quella musicale (che spazia dal soul al rock, passando per il funk), non è la sola sorpresa in questo set: i fans di Springsteen, abituati ad associare il cognome Clemons al sax, si sorprendono nel vedere Jake suonare anche le chitarre e la tastiera, anzi, privilegiare questi ultimi strumenti a quello che gli ha dato un posto su uno dei palchi più ambiti al mondo. Anche questo va nella direzione che Clemons intende imprimere al proprio percorso: autonomo rispetto alla E Street, pur nel segno di una coerenza artistica e umana che lo rende vicino a essa.

Infine, richiamato più volte dal pubblico, dopo essere già sceso in platea durante il set, Clemons prima regala due cover preziose, la beatlesiana With a little help from my friends, e Good Lovin`, dei Rascals, ma poi stacca la spina, e, con tutta la band, canta in acustico un pezzo - augurio, insieme agli spettatori, che diventano parte dello spettacolo. Eyes on the horizon, occhi all`orizzonte, a inseguire nuove speranze, all`insegna dell`empatia e della buona musica.

  (FOTO DI GIOVANNA MENTASTI)

SETLIST

1. Where Do We Run

2. Democracy

3. Consumption Town

4. Without

5. Intro//Love’ll Never Change

6. Shadow

7. Janine

8. Nothing Left

9. Regression

10. Overshadowed

11. All I Need

12. You Must Be Crazy

13. ¡Ayuda!

14. Sick, Broke & Broken

15. Just Stay

16. Wherever You Are

17. We The People

18. Song For Hope

Encore

18. With a little help From My Friends (Lennon / McCartney cover)

19. Good Lovin’ (The Rascals cover)

20. Eyes On The Horizon