Margherita Vicario E Tre Allegri Ragazzi Morti

live report

Margherita Vicario E Tre Allegri Ragazzi Morti Roma, Giardino delle Cascate Eur

03/10/2020 di Arianna Marsico

#Margherita Vicario E Tre Allegri Ragazzi Morti#Italiana#Alternative

Il Giardino delle Cascate all’Eur, fresco di restauro, ospita Videocittà 2020, seconda edizione di un festival che incrocia musica, arte, giochi di luci e suoni. In questo 2020 avaro di concerti per ovvie cause di forza maggiore è davvero una gioia assistere ai due set, pur brevi, di Margherita Vicario e dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

La cantautrice e attrice romana, fresca di premio per il miglior video, assegnato la sera precedente per Pincio (regia di Francesco Coppola), tiene il palco con entusiasmo e dolcezza. Il video è stato girato durante il lockdown “per il motivo per cui ora siete qui seduti e non in piedi”, sui tetti di una Roma svuotata e desertificata.

 Con Abaué (Morte di un Trap Boy) e Pincio culla il pubblico, mentre sulla sorridente Mandela e sull’estiva Piña colada ci sarebbe da alzarsi e ballare, ma lo si rimanda a momenti migliori.

La cover di Is this love di Bob Marley, che proprio quest’anno avrebbe compiuto 75 anni, si regge sulla vocalità della Vicario, ma avrebbe meritato più supporto musicale.

Emozionata e felice di essersi esibita Margherita ringrazia tutti i presenti.

Prima che il meteo decida di infierire, si corre verso il palco dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Con la sua consueta sottile ironia Davide Toffolo sottolinea però la gioia di esserci, perché fino a qualche mese fa un concerto sembrava un evento impossibile. Dopo Puoi dirlo a tutti arriva il momento di un brano “da dopoguerra come un po’ sono questi tempi”, una Bengala mai come ora sentita.

Quando è stata composta dalla band durante il lockdown, ciascuno chiuso in casa in una parte diversa d’Italia. Un perfetto ritratto di quel periodo assurdo, di paure, straordinario per certi versi come lo definì Ezio Bosso, sottolineando che per un motivo più alto si fosse completamente andati contro la natura umana. Quella che su Mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll ci avrebbe fatti saltare e (anni permettendo) pogare, che su Occhi bassi ci avrebbe fatti abbracciare. Il principe in bicicletta quasi consola la ragazza dagli occhi bassi e accompagna a La mia vita senza te.

C’è del tempo extra per un ultimo brano. Qualcuno chiede a gran voce Il mondo prima, che in effetti non ci starebbe male. La scelta del gruppo però alla fine mette d’accordo tutti. La tatuata bella, cantata tutti insieme, solo voce, nessuna nota.

“E non avrò paura, padrona mia è la luna ed altro io non ho”.

Quasi un auspicio che la paura che tanto ha segnato questo 2020 sia presto un lontano ricordo.