Cristina Dona`

live report

Cristina Dona' Roma, L'Asino che vola

02/12/2021 di Arianna Marsico

#Cristina Dona`#Italiana#Canzone d`autore

Cristina Donà presenta in anteprima a Roma il suo nuovo disco DeSidera, con il fido Saverio Lanza sul palco. È incredibile l’energia che da soli riescono a sprigionare dal palco, come se suonasse un’orchestra rumorista. Perché è vero, come dirà John Vignola, moderatore dell’incontro, questo è il disco più noise della cantautrice. Anche se Cristina e Saverio preferiscono parlare di “elettronica preistorica”, del cercare di dare un certo effetto senza necessariamente passare per i sintetizzatori.

I primi due brani ad essere suonati vengono da DeSidera e sono Distratti e Colpa, pronti a deflagrare in faccia agli spettatori. E a metterli di fronte a tutta una serie di quesiti che già erano presenti. Vignola infatti fa presente che fino a prima di questa pandemia in fondo abbiamo vissuto “colpevolmente distratti”, incuranti, dirà Cristina “di come contaminiamo questo mondo”.

Uno dei principali tema del disco è infatti la responsabilità delle scelte, cosa comporta ogni nostra singola decisione.  Ma è interessate l’approccio narrativo, che Vignola evidenzia più volte nel corso dell’intervista. Non pura autobiografia, ma capacità di osservare, anche gli altri, da una distanza adatta a restituire l’intensità del vissuto.

L’incontro non è mirato semplicemente alla promozione dell’ultimo album. Suonare Stelle buone e Triathlon, oltre a dare a noi la possibilità di riascoltarli, permette a Vignola e Donà di ricordare la vitalità della scena rock italiana di fine anni ’90, quel momento in cui i C.S.I. arrivarono primi in classifica con Tabula Rasa Elettrificata, in cui la meraviglia era continua. E in cui Cristina ebbe modo di lavorare tantissimo con i La Crus e Manuel Agnelli, che produsse il suo Tregua. Con l’occasione ricorda divertita di come fosse alla ricerca di una band, e di come Manuel la supportasse nella ricerca di fidati musicisti.

Torna precede Senza fucile né spada, un brano presentato con molta emozione. È l’unico brano scritto durante post - pandemia, e Cristina vive da molti anni in Val Seriana. Nell’annunciarlo è come se la sua commozione restasse composta e raggelata, ma ascoltandolo è impossibile restare indifferenti: “dopo averti visto sparire in una foto, che ho rimosso poco dopo per paura di caderci dentro e morire ancora, di un morire lento”.

Desiderio e Titoli di coda dovrebbero accompagnarci alla fine, con l’ultima canzone che mette in luce anche l’espressività teatrale di Cristina. Lei però in realtà non ha affatto voglia di scendere dal palco e far scorrere i titoli di coda sulla serata.

Ed ecco che ci regala una stupenda e dolcissima Universo, che si fonde con Across The Universe dei Beatles. Si materializza così un ponte tra la storia della musica, il passato dell’autrice, e il presente e il futuro di tutti i presenti. E passeggiando tra queste campate immaginarie Cristina Donà ci saluta con la promessa di tornare presto.