Paolo Bonfanti E Alex Gariazzo

Paolo Bonfanti E Alex Gariazzo

Canegrate / Soundtracks Jazz & Blues Festival 2018


02/09/2018 - di Aldo Pedron
Paolo Bonfanti ed Alex Gariazzo presentano The Civil Rights band, la lunga marcia per i diritti civili. Una maratona iniziata nel pomeriggio e poi continuata egregiamente in serata con la full band a quintetto.  

Blues on the Road, III° Edizione

Ore 17.00 presso i campi da tennis, Via Toti, Canegrate, Paolo Bonfanti alla chitarra e voce e Nicola Bruno al basso hanno presentato per circa un’ora un repertorio ampio e variegato e con alcuni pezzi tendenzialmente funky come Fiyou on the Bayou dei Meters di New Orleans.

Ore 18.30 sul sagrato della chiesa in Piazza Matteotti, Canegrate, Alex Gariazzo alla chitarra, ukelele e voce accompagnato da Roberto Bongianino alla fisarmonica. Un prezioso set acustico davvero pregevole con tocchi di classe da parte di entrambi e una selezione di brani assai equilibrata ed azzeccata.

Ore 21.30 Paolo Bonfanti band a quintetto ai Giardini della contrada Baggina, Canegrate, con Paolo Bonfanti come voce solista e chitarra elettrica, Alex Gariazzo alla chitarra elettrica e voce, Roberto Bongianino alla fisarmonica, Nicola Bruno al basso e Alessandro Pelle alla batteria.

A 50 anni esatti dalla Rivoluzione Culturale del 1968 Paolo Bonfanti e la sua agguerrita formazione arricchita dallo storico chitarrista e cantante della Treves Blues Band, Alex Gariazzo, ha proposto un concerto con i fiocchi improntato sulla rivisitazione di alcuni dei brani più rappresentativi dello straordinario fermento musicale a stelle a strisce dei gloriosi anni ‘60 legata alla lotta per i diritti civili da Woody Guthrie a Pete Seeger, da Bob Dylan a Joan Baez, dai Byrds a Crosby Stills & Nash. La Civil Rights Band in uno spettacolo multimediale con tanto di proiezione con immagini storiche dell’epoca rigorosamente in bianco e nero, si è lanciata in un lungo viaggio di canzoni di protesta: folk, rock, blues degli anni ‘60. A dar forza alle parole e alla musica ci sono state le immagini, a cura di Ivano A. Antonazzo e Luca Cavallero che hanno proposto il continuo e serrato confronto tra un passato di rivendicazioni e conquiste ed un presente in cui queste ultime vengono spesso messe in discussione. In una simile occasione le canzoni non sono semplici canzonette ma diventano manifesto civile, lo strumento attraverso cui intere generazioni hanno lottato per affermare con convinzione la parità razziale e di sesso, l’emancipazione, il diritto al lavoro e alla giustizia.  I brani sono stati arrangiati e reinterpretati da Paolo Bonfanti e soci accompagnati da letture di testi e immagini significative, attuali e dell’epoca.

Una serata fredda e piovosa a favore di Emergency che non ha certo fermato né i musicisti né il numeroso pubblico estasiato e meravigliato dalla bravura della formazione e da un repertorio che fa ormai parte dell’immaginario collettivo, della tradizione musicale e che comprendente canzoni meravigliose, autentici classici ed evergreen da pelle d’oca. Paolo Bonfanti e la band vista dal vivo a Canegrate è composta da validi musicisti da sempre attenti alle tematiche sociali e civili.

Ancora una volta, ma era quasi scontato, Paolo Bonfanti si è dimostrato chitarrista mancino eccelso e ottimo cantante con una dizione inglese pressoché perfetta, quasi non fosse di Genova Sampierdarena ma nato nel New Jersey. Bonfanti si fa particolarmente apprezzare in maniera perentoria cantando in apertura Chimes Of Freedom di Bob Dylan del 1964 e Long Time Gone scritta da David Crosby per l’album Crosby Stills & Nash pubblicato nel Maggio del 1969, una risposta allora al recente assassinio di Robert F. Kennedy. Alex Gariazzo indiavolato alla Fender Stratocaster e alla Danelectro è stato voce solista in A Change Is Gonna come di Sam Cooke del 1964, People Get Ready di Curtis Mayfield in una versione da brividi, Swing Low Sweet Chariot, uno Spiritual nero  inciso per la prima volta dai Fisk Jubilee Singers nel lontano 1909 e Take This Hammer, una prison song ed una railroad work song che risale al 1915 ma che fu incisa e pubblicata da Lead Belly su 78 giri nel 1940 e nel 1942, qui ri-arrangiata in chiave reggae con l’ukelele. La sezione ritmica ha funzionato alla perfezione e Roberto Bongianino ha aggiunto quel tocco di classe alla fisarmonica che per l’occasione era collegata via midi per ottenere suoni di organo Hammond o pianoforte.

  Fotografie per gentile concessione di: Fabio Tosca

TRACK LIST / SET LIST

Chimes Of Freedom

The Times They Are A-Changing

A Change is Gonna Come

He Was A Friend Of Mine

(lettura testo: If  I Had A Hammer)

If I Had A Hammer

We Shall Overcome

Swing Low, Sweet Chariot

Black Glove

(lettura testo: Blowin’ In The Wind )

Blowin’ In The Wind

President Kennedy’s Gone Too Soon

People Get Ready

Take This Hammer

How Can A Poor Man Stand Such Times And Live

(lettura testo: Long Time Gone)

Long Time Gone

BIS:

Rainy Day Women 12 & 35

Pay Me My Money Down