Edy

Edy

Roma, Monk


02/06/2019 - di Arianna Marsico
Edy, all’anagrafe Alessio Edy Grasso, è visibilmente contento di essere a Roma. Più volte nella serata lo ribadisce, e che è sincero si vede dal sorriso, dalla voglia di raccontare i suoi pezzi prima di cantarli. Da quanto è felice di presentare e ringraziare la sua band: Gianluca De Rubertis (piano e cori), Sebastiano Forte (chitarre e cori), Tommaso Calamita (basso) e Carmelo Di Paola (batteria).

Tra pop cantautorale, rock e synth, Variazioni, che si avvale della produzione artistica di  Marco Fasolo (Jennifer Gentle), è il suo disco di esordio da solista. E sottolineo da solista, perché il nostro è in giro dal 1990 con i Marketa. E non si è fermato più. Nel 1996 fondò i Youth Against Fascism, successivamente diventati Jasminshock, e nel 2007 gli Ultravixen.

Il set è quasi diviso in due parti, una più raccolta ed una più energica, con le chitarre dense e taglienti.

Si inizia con la delicata Hai ragione tu,per proseguire con gli Yin e Yang di Lento ma forte. La casa di Barbie con il suo refrain “Sei il mio porno senza scene di sesso, sei il mio porno migliore” è irresistibile. Per Immobile sale sul palco Ester Pantano, nella veste inedita di cantante, e l’impasto vocale alterna scosse e carezze. Di Reazioni ci racconta è  stata scritta in un momento che lo mise alla prova, costringendolo a migliorarsi.

Necessario segna il punto di flesso della serata. Arrivano chitarre arabeggianti quasi alla Paint it black. Drama è  in qualche modo dedicato alla sua Sicilia, a chi ci si abbarbica lasciando che i pregiudizi la ricoprano. Estremamente toccante risulta la trasposizione di Se questo è un uomo di Primo Levi. Milano Pastis, ispirata al noir di Davide Pappalardo, stempera nell’atmosfera sognante i riferimenti alla signora Ghigliottina. Catania omaggia la città etnea e l’amore perduto, e da metà brano sorprende rispetto alla timidezza dell’inizio.

Si chiude con Faccia di Luna, dedicata al padre, ha quel verso “Resteremo qui per sempre, un altro po’” che quasi va scemando soffocato in gola.

Edy termina ringraziando ancora la band e i presenti e ci saluta col suo sorriso gentile.

 

 

Foto di Daniele Di Mauro