Maestro Pellegrini

interviste

Maestro Pellegrini Mondo fragile

28/10/2020 di Arianna Marsico

#Maestro Pellegrini#Italiana#Alternative

È un momento estremamente particolare, quello che vale un giorno il giorno dopo potrebbe non valere più. Un settore come quello della musica è tra i più colpiti. Eppure i dischi continuano a uscire, continuano a fare capolino piccole perle come “Fragile” del Maestro Pellegrini, con cui abbiamo avuto occasione di fare una chiacchierata qualche giorno fa in anteprima rispetto all’uscita dell’album. Purtroppo l‘aggravarsi della situazione sanitaria ha messo in pausa tanti auspici di cui leggerete, e certe cose sono stati ahinoi superate dai tempi.
Dopo due EP finalmente Fragile, l’esordio solista del Maestro Pellegrini, trova la piena concretizzazione nell’album intero, anche su supporto fisico. Allo Yin e Yang dei due volumi precedenti (di cui potete leggere qui Fragile, Vol.1 e Fragile, Vol.2), puntinati di tremore e stupore nell’affacciarsi al mondo, si aggiunge Francesco, cantato in duetto con Francesco Motta. Ascoltandolo sembra che ognuno si specchi nell’altro, ripercorrendo un vissuto comune. Gli arrangiamenti sono ancora più elaborati, il Maestro ha veramente messo in luce tutte le sue capacità da polistrumentista. C’è una complessità che sarebbe possibile senza il suo sguardo in disparte ma sempre attento. Un qualcosa che davvero sarebbe bellissimo vedere inverato sul palco.  Ed è bello sentir raccontare da lui come tutto sia nato piano piano, senza alcuna fretta, uscendo fuori in modo autentico e senza forzature.

Mescalina: Partiamo dall’inedito. È un brano che ci sta bene come coronamento rispetto agli altri due EP perché ha una dimensione tutta sua, molto autobiografica, anche nei suoni più notturna. È sembrato anche un po’ un ripartire dai tuoi inizi per certi versi, visto che comunque hai duettato con Francesco Motta. Come sono nate queste scelte?

Francesco: C’è una volontà di scoprirsi, di mettersi a nudo e superare i propri limiti per scoprire le proprie paure e scoprirne di nuove. Perché quando ci si guarda dentro e si va in profondità si trovano sempre nuove fragilità. Il titolo (dell’album ndr) è dovuto a un processo che è molto personale, parte dall’esigenza di raccontarsi, di raccontare quello che appunto è dentro di me. Ovviamente in questo processo sono venute fuori non solo delle emozioni ma anche delle persone. Alcune di queste persone sono proprio gli ospiti del disco. Le collaborazioni non sono solo quello che potrebbero sembrare, gli ospiti fanno parte dei racconti del disco in qualche modo.

Mescalina: Fra l’altro tu, soprattutto nel primo EP oltre che in quest’ultimo duetto, eri quello che aveva amici più che ospiti, perché forse definirli ospiti è quasi riduttivo. Nel secondo EP ti sei proprio scoperto totalmente, sei andato avanti solo tu, oltretutto sei anche polistrumentista. Visto che sono brani molto personali, che effetto ti ha fatto sentirli con la tua voce, dopo tanti anni durante i quali hai lavorato, egregiamente, però un pochino più in disparte?

Francesco: Certo certo… quella è stata proprio la novità. Mi ha fatto un effetto bellissimo, nel senso che ho scoperto la mia voce, che come racconto in A volte di capisco “ho perso la voce o l’ho messa in un cassetto” in qualche modo. C’era già in anni precedenti la volontà di scrivere, qualcosa ho scritto, cantato poco perché poi appunto ho sempre partecipato come chitarrista alle varie realtà che mi hanno coinvolto. Sicuramente quello che sto facendo mi ha emozionato molto, mi sta smuovendo tanto. Sapevo che sarebbe successo questo, perché racconto la mia vita. L’idea di dividere il disco in due volumi è nata durante l’emergenza sanitaria. Con Black Candy Produzioni, che è l’etichetta, abbiamo scelto comunque di far uscire una serie di brani in digitale, ma in realtà il disco doveva uscire l’8 maggio e doveva uscire tutto intero.  La divisione nei due volumi è stata progressiva. Nel primo volume abbiamo scelto di mettere Boxe perché era già uscita. Poi abbiamo scelto di mettere Cent’anni perché ci tenevo che uscisse quel brano là, e poi sono andato di conseguenza. Nel secondo volume effettivamente c’è stata l’esclusione degli ospiti, ma semplicemente non ho scelto di mettere l’ultima traccia, che aveva l’ultimo ospite. Anche perché comunque a quel punto volevo avere un volume tutto mio, dove non ci fossero altre figure che agli occhi di altri potevano sembrare ingombranti. Non ai miei sicuramente.

Mescalina: Sai però che questa scelta, dettata da un lato anche da queste contingenze disgraziate, dal lato dell’ascoltatore ha creato un po’ di tempo per sedimentare le canzoni dentro di sé. Anche perché adesso come ascoltatori si è bombardati dai singoli, dall’anteprima su Spotify, anteprima di qua ...anteprima di là…anche dall’altro lato la vita a volte è difficile (risate ndr). Invece così c’è stato tempo … mi godo il primo, me lo sento, me lo risento, con calma e un pochino alla volta

Francesco: Guarda…è stata un’idea… abbiamo pensato a varie opzioni. Questa poi è stata l’opzione che abbiamo scelto. Ti ringrazio, perché comunque appunto è una cosa che ho pensato anch’io e quindi mi fa piacere che sia arrivata così. Sicuramente l’idea iniziale era quella di farlo uscire tutto insieme il disco. Comunque son contento della scelta che abbiamo fatto.

Mescalina: Fra l’altro ha creato un pochino di attesa. Adesso, non è il caso tuo e di artisti come te, c’è molto la cosa dell’usa e getta, dell’avere tutto disponibile subito, senza un minimo di attesa, il piacere che arrivi un brano per gustarselo. Ha contribuito secondo me a scardinare questo approccio …

Francesco: Sì più spazzatura via diciamo…più usa e getta in qualche modo. Sì sono contento, va benissimo così. Domenica (25 ottobre ndr) annuncerò l’ultimo brano, il brano che non è stato inserito in alcun EP finora e che sarà presente inizialmente soltanto nel disco che esce il 30 ottobre finalmente in formato fisico e annuncerò l’ultimo ospite che fa parte di questa canzone, che ha cantato con me questo brano. Su questa collaborazione non credo ci sia bisogno che aggiunga troppo, nel senso che il motivo è evidente, un po’ come con Andrea. Con Francesco anche di più, perché non ci suono da un sacco di tempo, quindi c’è ancora più piacere di fare una cosa insieme.

Mescalina: Di tutti i brani a quale sei più legato? Sentendoli e vedendoti a volte viene da pensare a “Boxe”, a volte a “Francesco”, a volte a “Inattaccabile”. Sono solo impressioni, ma a volte ascoltando i dischi viene da pensare, come se in questo campo si potessero avere certezze: “Ah sicuramente è quello il brano a cui è più affezionato” invece qui sembra che ne siano diversi…

Francesco: Guarda, tengo a tutti i brani, e non te lo dico per ovvietà, è veramente così. Sono nove, quindi non sono tantissimi. Sono proprio nove perché sono tutti importanti. Ovviamente spesso ogni canzone ha un riferimento a un rapporto, a una relazione. Sicuramente tengo molto a Cent’anni perché è l’ultimo brano che ho scritto e che mi ha dato in qualche modo il via per quello che sto scrivendo adesso, quindi sicuramente è quello che mi sento più addosso ora. E poi all’opposto Semplice perché è una canzone che ho iniziato a scrivere dieci anni fa. La strofa ce l’avevo da un sacco di tempo non in un cassetto ma in un registratore. Poi l’ho fatta sentire a Lodo, soltanto la strofa, ti parlo già di due o tre anni fa, e lui mi disse di finirla perché era bella. Quindi ci sono affezionato perché è un testo che mi ricorda di quando avevo venticinque anni, perché l’ho scritta a quell’età.

Mescalina: Per la promozione pensi in questo periodo di muoverti sempre in formazione ridotta, come stai pensando di organizzarti?

Francesco: Guarda, purtroppo non so niente. Dovevo essere già in tour questa estate con la band a presentare il disco. La situazione non lo ha reso possibile. Per fortuna io sono un emergente atipico, e quindi sono riuscito a continuare a suonare, andando purtroppo in giro da solo. Anche se è una cosa che mi piace, è comunque molto molto impegnativa, ma ho scelto di farlo per vari motivi. Anche perché credo sia importante mandare il messaggio che le cose devono continuare a esistere, e quindi sto continuando. Ovviamente in questo momento non riesco a dirti altro, perché la situazione è veramente surreale, nel senso che non so neanche se il 29 ottobre suonerò a Milano e il 30 a Firenze. Siamo a questi livelli qua…Sicuramente c’è una volontà, sia da parte mia che da parte degli Zen, che sono un po’ appunto la mia famiglia, la mia band, nel senso che io sono un po’ il fratellino minore…

Mescalina: Ti avevano preso perché hai i denti ancora bianchi (risate ndr)

Francesco: Esattamente…

Mescalina: Mi ricordo che lo disse Ufo dopo Sanremo, quando veniste alla Feltrinelli a Roma…

Francesco: Esatto esatto, quindi sono comunque il fratellino. C’è la volontà sia da parte mia che da parte loro di lasciarmi spazio per fare questo percorso, pertanto quando ci saranno cose con loro questo non escluderà che io intanto continui a fare delle cose mie, se ci sarà la possibilità di farlo. A quel punto mi piacerebbe cercare di riprodurre gli arrangiamenti del disco, al quale ho lavorato due anni, e che poi purtroppo non posso eseguire dal vivo. C’è la volontà di continuare a scrivere, sto continuando a scrivere altre cose e vorrei sviluppare live in qualche modo.

Dobbiamo capire fino in fondo quali siano le restrizioni, cambiano continuamente e i gestori non riescono a organizzarsi, ci sono continui cambiamenti d’orario. Se la cosa si fissa almeno capiamo di che morte morire

Mescalina: Tra un po’ faremo concerti col the…

Francesco: Sì esatto, per me va bene  lo stesso nel the se vuoi ci puoi anche mettere in whisky…(risate ndr)

Mescalina: Sì sì basta solo saperlo… Ti ringrazio tantissimo per la disponibilità, ti faccio un grosso in bocca al lupo oltre che tanti complimenti. A presto!

Francesco: Grazie!

 

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