Giovanni Succi

Giovanni Succi

Carne di balena a colazione


25/09/2019 - di Arianna Marsico
In occasione dell’uscita del disco da solista “Carne Cruda a Colazione” l’intervista a Giovanni Succi, già nei Bachi da Pietra rivela diversi risvolti inattesi, incluso quello di trovarsi quasi nelle vesti dell’intervistato. Uomo dai pensieri densi e dalle infinite collaborazioni (Ivan A. Rossi, Giulio Ragno Favero, Xabier Iriondo, Emidio Clementi, Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli solo per citarne alcuni), lasciamo a lui il piacere di accompagnarvi in alcuni episodi dell’album.
Mescalina: La prima cosa che colpisce è il titolo, cupo, sarcastico, sembra quasi uno schiaffo alla mania di adesso di fotografare il cibo, di far sembrare tutto sempre più bello di quello che sia. C’è questo o c’è anche altro?

Giovanni: Beh c’è quello che c’è…nel senso che quello che ci ho messo è semplicemente della carne cruda a colazione, poi che questo suoni cupo…forse…o semplicemente realistico, un po’ come la vita ti presenta le cose. È un po’ il piatto forte della casa dal momento che sei fatto di carne e ossa. È un po’ una metafora e una proposta fuori dagli schemi, ma non fuori dal mondo. È una proposta per stomaci un po’ forti sicuramente, però chi ascolta la mia musica non è di primo pelo.

 

Mescalina: Quello che colpisce infatti oltre al titolo, che è il primo impatto, è un brano come grazie  per l’attesa che miscela synth, per certi versi i Sex Pistols e atmosfere alla Waits. Com’è nato il brano?

Giovanni: Musicalmente parlando è nato mischiando il mio basso distorto con il synth di Ivan Antonio Rossi e la base ritmica di Tristan Martinelli e Giovanni Stimamiglio. Quindi sì, è un incrocio tra i synth e il rock di estrazione punk – new wave. Poi guarda, la cosa strana è che in questo momento mi trovo esattamente nelle condizioni di cui parla la canzone: sono senza connessione e non so per quale motivo il modem sia morto, non ho nessun contatto con il resto del mondo da due giorni (ride ndr). Quindi è veramente strano che appena uscito il disco mi si presenti questa situazione che è esattamente quella di quando avevo scritto la canzone.

 

Mescalina: Questo non è l’unico aggancio involontario tra testi e realtà. Sentendo i Melliflui può venire in mente qualche formazione di recentissima scissione. Chi sono e chi potrebbero essere i Melliflui del brano?

Giovanni: Beh sicuramente Lindo Languido e Gino Melenso. Lindo Languido e Gino Melenso sono due grandi del panorama del pop italiano e sanno farti piangere con così poco eccetera eccetera… e commuoverti con il loro sentimento puro eccetera eccetera… (si mantiene tra il diplomatico e il divertito ndr).

 

Mescalina: Che rapporto hai con Alessandria, di cui canti in "Grigia"?

Giovanni: È un rapporto di amore e odio, come con tutti i posti in cui nasci, un po’ li ami un po’ li odi. In realtà ci sono nato e non ci sono mai vissuto, forse ci ho vissuto per qualche anno, ma mi sento molto più Astigiano che non Alessandrino. Verso Alessandria noi della provincia di Asti abbiamo sempre uno sguardo un po’ interrogativo. È una città che non riusciamo a comprendere, perché, nonostante sia a soli trenta chilometri, è completamente un altro mondo. Tipo che so…nella carta dei vini nei ristoranti c’è scritto “vino bianco” e “vino rosso”, punto, quando da noi il mondo del vino è un universo…

 

Mescalina: Accidenti, è tra le migliori produzioni d’Italia… (risate di entrambi ndr)

Giovanni: Che strana città Alessandria, non si è accorta che a quaranta chilometri c’è Barolo per esempio. E quindi è la città che chiamo “più incantata” nel senso che non la canta nessuno, perchè è impossibile da cantare, è veramente una città anonima. Infatti quando ti dico Alessandria tu visualizzi subito?

Mescalina: Ehm niente in effetti…

Giovanni: Esattamente quello, niente…

Mescalina: Ora non ce ne vogliano gli abitanti di Alessandria…

Giovanni: No no ma gli Alessandrini lo sanno, tendono anche a essere molto ritrosi. Che so, Il Borsalino, tu sai che cos’è?

Mescalina: Sì è il cappello…

Giovanni: Esatto, è così famoso che il nome del Borsalino che ha sostituito il nome del cappello. Ma tu lo sai che lo fanno ad Alessandria?

Mescalina: No, devo essere sincera, confesso la mia ignoranza…

Giovanni: Lo tengono nascosto, non è che sei tu ignorante, cercano di non farlo sapere al mondo! Comunque a parte gli scherzi è davvero una città strana… essendo una bella sfida cantare Alessandria, io nelle sfide mi ci tuffo. E poi soprattutto è successo quel che è successo, chi ascolta la canzone lo può capire senza che io glielo dica.

 

Mescalina: In assoluto il mio brano preferito è “Cabrio”. Dove porta quel viaggio che descrivi?

Giovanni: Mah, porta in giro sulle colline qua intorno, nella zona di Asti, io vivo a Nizza Monferrato. Non c’è il mare ma si va a cercare il mare dove una volta probabilmente c’era, il mare preistorico. Tra l’altro sotto i vigneti si trovano ancora i fossili delle balene, questo è interessante. Infatti alla fine del disco c’è anche “Balene per me” perché io ho visto i fossili, ma per ora le balene vive mai. Se guardi il video su Youtube, c’è il video di quando ci siamo imbarcati in uno dei quei “whale watching” che partono da Genova e vanno nel Golfo del Tigullio. Volevamo fare il video filmando almeno la coda di una balena, invece sfiga ha voluto che quel giorno lì le balene non si siano viste. È stato perfettamente coerente con la canzone, così com’è coerente la realtà in questo momento senza connessione, insomma ho paura che quel che scrivo accada, quindi devo stare attento a quel che scrivo… (risate ndr)

 

Mescalina: Occhio sennò finisci come quel calciatore che quando segna… (Ramsey, ndr) Il disco è pieno di collaborazioni, per esempio quella con Rodrigo D’Erasmo, pensi di riuscire a portarle nel tour o di organizzarti diversamente?

Giovanni: No, penso di organizzarmi diversamente, anche perché il tour coinciderà con quello di Rodrigo insieme a Manuel Agnelli, quindi no, sarebbe impossibile. Però sono in un certo modo evocati i momenti dal vivo. Il contributo di Rodrigo è stato fantastico, a scatola chiusa gli ho detto: “Guarda, senti queste canzoni”. E lui: “Mi piacciono da impazzire, cosa faccio?”.  Io: “Ovviamente quello che ti pare!”. E il risultato è quello, non avevo dubbi.

 

Mescalina: Allora quindi un in bocca al lupo per il tour e grazie da tutta la Redazione e i lettori!

Giovanni: Grazie, grazie a voi. Nel disco se non l’ho ancora detto ci sono anche…sì Ivan Antonio Rossi l’ho detto… Tristan Martinelli e Giovanni Stimamiglio…e poi ci sono io che suono qualche basso e qualche chitarra e canto.

Mescalina: Robetta così da niente…

Giovanni: Sì a latere…

E con un’altra risata di cuore si chiude questa interessante chiacchierata, esaustiva non solo sul disco.  

 

 

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