Roberto Vallini

interviste

Roberto Vallini Roberto Vallini Scultore del legno

24/03/2021 di Luigi Lusenti

#Roberto Vallini

Abbiamo incontrato Roberto Vallini che da molti anni lavora le radici degli alberi ridonandogli una nuova vita attraverso interventi scultorei. Roberto Vallini in questi giorni espone una sua personale alla mtartegallery: http://www.mtartegallery.it/ Il sito personale di Vallini: http://www.robertovallini.art/
Roberto Vallini lei è conosciuto come politico, giornalista, scrittore, dobbiamo aggiungere anche scultore?

Direi di sì. Ho iniziato per hobby ma ormai è più che un hobby, visto che il mio primo lavoro è del 2000. Dopo vent’anni è difficile definirlo un hobby. Ovviamente non è una professione. Ne io mi sono ancora misurato col grande mercato. Diciamo però che ho iniziato a tenere delle personali interessanti con un discreto successo, almeno di pacche sulle spalle. 

Da decenni abbiamo riposto l'idea che lo scultore sia quello che con la mazzetta e lo scalpello lavora il marmo, il granito, il bronzo. Infatti da tempo si utilizzano tantissime materie diverse. Lei, in particolare, ha scelto una materia molto originale.

Devo fare una piccola premessa. Io ho ripreso un'attività che già svolgeva mio padre. Fra il 1970 e il 1975 aveva cominciato a lavorare le radici, nella casa dei miei nonni in montagna, in Val d’Ossola, vicino al luogo dove si svolse una importante battaglia nella Resistenza. Di mio padre erano rimaste molte di queste sculture fatte con radici. Cosìnel duemila mi sono detto: perché non provare a fare la stessa cosa? Certo c'è una grande differenza fra come le lavorava lui e come le lavoro io, per lo meno negli strumenti. Lui si usava martello e scalpello e la pompa dell’acqua per ripulirle. Io uso una pulitrice elettrica che toglie tutte le impurità e altri strumenti resi possibili dallo sviluppo dell’elettromeccanica.Non tutte le radici però vanno bene. Devono essere consumate dal tempo, fra i 20 e i 30 anni, si devono togliere facilmente dal terreno, non devono essere vecchissime perché se no  sono marce e si spaccano subito.

Ma le non solo estrae radici ma le lavora anche.

Si certo, altrimenti sarebbero semplicemente delle radici pulite. A me piace elaborarle, estrarre delle forme che comunichino, almeno a me, qualcosa. Non è nulla  di figurativo. Realizzo solo forme astratte nella quali però individuo dei messaggi. .

Queste radici dove le trova e come le trova?

Nella casa che i miei avevano in Val d’Ossola, proprio ai margini di un grande bosco. Lì la materia prima non manca di certo.

Ma sono radici di qualsiasi pianta o si indirizza verso qualche pianta in particolare?

Generalmente basta che sia una vecchia radice, anche se molte sono robinie alle quali si aggiungono rami di edera. 

D: Ho visto che alcune di queste opere sono su tela

Si, io sono partito dalle radici,  poi pero mi sono innamorato del legno e soprattutto dei suoi frammenti. E qui si apre un’altra storia. Da dieci anni ho cominciato a raccogliere legni e radici abbandonate in spiaggia. Il mare, con lo sfregamento delle onde e con la salsedine,  ha già compiuto un primo lavoro di pulitura. Io tolgo solo la salsedine rimasta e osservo la prima forma che il mare dona a questi frammenti. Per me sono forme armoniose, forme  belle. A quel punto metto i frammenti sulle tele e cerco di renderle, col colore e il movimento, meno “ferme” possibili. Mi piace farle entrare e uscire dalle tele. Così evito la staticità. Per ragioni familiari frequento molto le isole greche. Isole battute da un vento tremendo. Lì la vegetazione non èenorme. Parliamo di bassi cespugli già lavorati dal vento che soffia impetuoso.  Io raccolgo alcuni di questi frammenti, che inserisco nelle tele.

D: In questi giorno lei inaugura una mostra.

Si la mostra inizia il 21 marzo. Abbiamo voluto legarla al primo giorno di primavera. E si chiuderà il 21 aprile. Saràovviamente visitabile on-line ventiquattr'ore su 24. E’ sul sito di Maria Teresa Briotti, una gallerista che cura una serie di artisti, normalmente proposti in contemporanea. La mia sarà invece la prima personale esposta sul sito. Diciannove opere. Ogni opera ha una presentazione con le origini del legno e le caratteristiche tecniche dell’opera. 

D:  Un'ultima domanda: non è la prima delle mostre questa che lei tiene.

No. Ho fatto una importante esposizione a Lugano, a Villa Ciani. E poi una all’Auditorium della Orchestra Verdi in largo Mahler a Milano. Ho anche scoperto di avere molti “colleghi” che nel mondo lavorano le radici. Sono soprattutto cinesi. C’è poi da ricordare che al Museo d’Arte Contemporanea di Sidney sono esposte due grandi tele, di otto metri per quattro, che presentano, su una cromaticità di grigi, tantissimi frammenti di legno. Questo per dire che l’idea di elaborare il legno e le radici ha molti seguaci. E’ la voglia di scoprire storie nascoste e sconosciute.. Storie che si ripetono e troppe volte scorrono nell’indifferenza generale.