Blindur

Blindur

Un nuovo inizio


19/04/2019 - di Francesco Malta
Passare dal primo al secondo disco da essere un duo a essere un solista può essere complicato. I Blindur, al momento nel solo Massimo De Vita, arrivano a questo secondo lavoro con questa esperienza sulle spalle. E le cose sono totalmente cambiate, sia nel modo di creare il disco, sia in quello che c`è dentro. Di certo non è cambiato l`entusiasmo nel farlo. Entusiasmo che Massimo De Vita mette anche nel raccontare questo nuovo disco. Abbiamo avuto di scambiare quattro chiacchiere con Massimo, cosa di cui lo ringraziamo infinitamente:
Mescalina: Cosa si prova quando esce un nuovo disco?

Blindur (Massimo De Vita): Sei nervoso, sei felice, cambi di umore ogni dieci minuti, un delirio. Però è un bello sbattimento, non so come dire, per fortuna che c`è.

Mescalina: Immagino che sia pure positiva come sensazione?

Massimo: Totalmente, totalmente!

Mescalina: In questo nuovo disco, rispetto al primo in cui eravate in due, ora sei rimasto da solo. Come cambia la realizzazione del disco da duo a solista?

Massimo: Nel mio caso specifico è cambiato praticamente tutto perché nel primo disco il fatto che noi avessimo, nonostante fossimo in due, una formazione così articolata, quindi suonando io la cassa, lui il rullante, non avendo il basso, abbiamo realizzato i brani in virtù di come puoi venivano suonati dal vivo. Tanto è vero che il primo disco lo abbiamo registrato tutto quanto dal vivo. Nel caso di questo disco, per quanto è stato tutto molto veloce perché è stato scritto, registrato, mixato e masterizzato sostanzialmente in sei mesi o poco più. Il lavoro è stato tutto diverso perché ho lavorato registrando quasi tutto quanto io da solo, uno strumento per volta, non preoccupandomi di cosa doveva succedere poi dal vivo. Ho fatto semplicemente quello che mi andava di fare, come mi andava di farlo senza stare lì troppo a ragionare. Ovvio che nel momento in cui c`era la formazione solita del duo, in qualche modo c`era una sorta di confronto sulla realizzazione dei brani, mentre in questo caso qua sono andato dritto per dritto.

Mescalina: La cosa si sente anche nel suono del disco, mi sembra che vira molto di più sul cantautorato rispetto al primo, sembra più emotivo.

Massimo: Diciamo che il primo, secondo me, è molto più di pancia, più "folkettone" forse anche più festaiolo in qualche caso mentre questo disco nuovo è un attimo più maturo. Ma non nel senso di maturità, nel senso che sono passati quattro/anni e in qualche modo avevo voglia di suoni diversi, di ascoltare delle cose diverse e quindi di suonarle cose diverse. Il disco sembra un po` più oscuro, forse per certi versi anche più minimale del primo per quanto ci sono più stumenti che però fanno meno cose.

Mescalina: A proposito di suono com`è lavorare con un produttore del calibro di Birgisson?

Massimo: Il lavoro è stato fatto così. Io oltre a fare il musicista faccio anche il produttore. La produzione vera e propria del disco l`ho fatta con questi due tecnici: uno è Paolo Alberta che mi ha dato una mano nella "fase uno". Lui lavora con Negrita, Ligabue, ha fatto molto rock e pop mainstream italiano, il suo apporto è stato assolutamente fondamentale, così come quello di Birgi che invece è stato più di gusto. Abbiamo lavorato con lui in più circostanze, sia per il disco precedente sia per altri lavori che abbiamo prodotto insieme a lui. Lui ha un suo modo e tutta una sua visione del suono che è assolutamente personale e molto caratterizzante, quindi sai che qualsiasi cosa gli fai fare lui ha un approccio anche abbastanza invasivo però è un invasivo che a me piace molto.

Mescalina: Mi ricollego chiedendoti: tu parti da Napoli e sei molto legato (nome del gruppo, produttore) all`Islanda. Come ci si arriva da Napoli all`Islanda?

Massimo: In realtà ho sempre utilizzato la musica come scusa per viaggiare, che è la cosa che mi piace di più nella vita. La verità è che la musica è un`ottima scusa da questo punto di vista. A parte i concerti che ti portano ad andare in giro, incroci le collaborazioni, è una di quelle cose che mi fa andare abbastanza facilmente all`estero. Ero e sono innamorato dei Sigur Ros e sono andato in Islanda quasi in vacanza. In quella circostanza ho fatto un concerto a Reykjavik per Sofar Sound, questa organizzazione che organizza secret concert, e da quella cosa là ne sono venute fuori mille altre, da quell`esperienza lì sono venute partecipazioni varie a una serie festival in cui sono stato più volte, sono stato negli studi dei Sigur Ros, ho conosciuto Birgi ed è nata questa amicizia che dura ormai da un po` di anni. Sono cose bizzarre ma che incredibilmente succedono.

Mescalina: Il titolo del disco "A", da dove viene?

Massimo: (ride, ndr) è una storia un po` bizzarra ma vale la pena raccontarla. Ci sono tre motivi legati a questa scelta: Uno è che il primo disco di Blindur essendo figlio di due anni di tour in cui le canzoni sono state scritte, suonate e arrangiate in giro, di concerto in concerto, solo alla fine di questi due anni siamo andati in studio a registrarle, è stato un po` come un resoconto di quello che era successo fino a quel punto. Questo disco qua è stato fatto nel modo opposto. Si è fermato il tour, mi sono messo a scrivere ed è venuto tutto fuori "a bocce ferme". Quindi è come se questo fosse il primo vero disco, di quelli canonicamente intesi come tali. La seconda motivazione è che io, dal mio incidente, ho smesso per tantissimi anni di scrivere su carta. Quando ho ripreso, dopo molti anni, ho ripreso a scrivere con quello che ricordavo, con le lettere che ricordavo. Quindi questi mini quaderni sono pieni di lettere tutte storte, al contrario, sottosopra. Un po` un delirio. La cosa che avevo totalmente dimenticato è il corsivo. L`anno scorso mi è capitato di riprendere a scrivere, molto lentamente, in corsivo e per me si è aperto un mondo di cose. Ho riscoperto dei ricordi molto lontani che pensavo di aver perso, si sono riattivate una serie di cose che in qualche modo questi ricordi sono stati anche dolorosi, per me sono stati anche l`occasione di guardami un attimo da lontano, capire da dove ero partito, dove stavo andando, cosa avevo tra le mani in quel momento. Quindi quella prima lettera dell`alfabeto in corsivo per me è stato quasi un amuleto, un sigillo per un buon viaggio. Il terzo motivo, molto più banalmente, mi piace che i titoli siano comprensibili in qualsiasi parte del mondo. Se avessi messo un titolo in italiano, una frase, una qualsiasi parola in italiano all`estero mi sarei trovato a doverla spiegare. Invece "A" mi sembra più universale. Poi mi piace che sia la prima lettera dell`alfabeto, è una sorta di minimo comune denominatore linguistico, in qualche modo tutti quanti possono capire che cos`è quel simbolo.

Mescalina: Sentendo il disco hai toccato anche, in 3000X, hai toccato anche temi sociali, che toccano tutti. Tu pensi che la musica serva ancora a livello sociale, abbia ancora quel significato, oppure va vista solo come forma di intrattenimento oppure cos`è per te la musica?

Massimo: Io penso che in ogni caso la musica ha una funzione che è più del puro intrattenimento. Ma così come la moda non è semplicemente vestirsi. Credo che forse c`è una divisione più netta tra la musica e la cultura, in qualche modo. La musica che si fa carico di un messaggio "culturale" o ""artistico"", che è una parola che faccio sempre molta fatica ad utilizzare, credo che quella musica lì venga considerata adesso minoritaria rispetto a quella che invece sarebbe il pure intrattenimento. Però anche un cantautore che va su un palco, voce e chitarra, anche De André faceva intrattenimento a suo modo. Un intrattenimento carico di contenuto ma nel momento che una persona paga un biglietto e viene a vedere uno spettacolo è comunque un intrattenimento, non è un comizio politico, non è una conferenza accademica, è comunque un concerto. Mi sembra che le due cose siano imprescindibili, la musica e l`intrattenimento. Rispetto alla questione del messaggio io avverto che c`è un po` di vuoto di contenuti in un certo tipo di musica ma è un vuoto assolutamente corrispondente a questo periodo storico, è un epoca di questo. Se è vero che l`arte è lo specchio della società che produce quell`arte, mi sembra che sia tutto molto coerente. Se vogliamo provare noi che scriviamo le canzoni, piuttosto che i pittori, piuttosto che gli scrittori, a contribuire a un qualsiasi cambiamento, in qualsiasi direzione esso sia, non ci si può tirare indietro dall`idea di tirare in ballo degli argomenti. Quanto meno tirarli in ballo. Io sono molto contrario al podio, quell`atteggiamento di mettersi a fare i maestrini, a sentenziare, è una cosa che un artista non dovrebbe fare mai. Però dovrebbe aprire delle questioni, lasciarle lì aperte e fare in modo che chi ascolta, chi legge, chi si trova di fronte a una scultura si faccia una sua idea. Che poi è una cosa che in certa parte dei movimenti artistici fa. Penso alle arti visive che è molto più audace rispetto alla musica. Bisognerebbe tenerla a riferimento.

Mescalina: Forse perché l`immagine è più potente della musica?

Massimo: In realtà non so se sono più potenti perché tutto sommato la musica è nei media principali, è ovunque e forse raggiunge più persone dell`immagine. Se penso ai fumettisti, se penso ai writer che fanno i murales è una cosa che gioca un po` in casa. Se sei un appassionato di fumetti vai a leggere Zerocalcare e ci trovi delle cose "fighe", ma sei già un appassionato di fumetti. La musica invece riesce a coinvolgere delle persone che l`ascoltano anche distrattamente. Quindi potenzialmente l`arma che ha in mano la musica è più potente rispetto a quella dell`arte visiva però, per assurdo, è meno coraggiosa.

Mescalina: Come vedi l`attuale movimento musicale che sta prendendo il sopravvento negli ultimi anni, in Italia come all`estero? Tu fai qualcosa di totalmente diverso rispetto a quello che va di moda.

Massimo: Al netto del fatto che sono consapevole del fatto che ci siano sempre stati movimenti musicali più di superficie e movimenti musicali più sommersi, e consapevole del fatto di essere ai livelli più sommersi della musica sommersa (ride, ndr), a me piace il rock alternativo un genere che sempre esistito da almeno trent`anni a questa parte e che ha sempre occupato quella parte di underground. Il punto è che, secondo me, è servito a generare molta confusione. Penso ad esempio all`abuso della parola Indie. La definizione Indie è diventata un caos. Per un periodo, un po` di anni fa, se a qualcuno dicevi che era Pop sembrava quasi un`offesa. Sembrava gli stessi dicendo "ti stai sputtanando", mentre se eri Indie eri figo. Adesso sono quasi più contento se mi dici che sono Pop (Ride, ndr).

Mescalina: Ora l`Indie è ovunque.

Massimo: Sì. E non è più Indie. Questa confusione linguistica crea un po` di caos generale perché si è portati a pensare che anche la musica alternativa sia tiepida come quella lì che è più mainstream, nonostante si nasconda dietro la parolina Indie però sotto sotto se vai a chiedere a quelli che sono nelle Playlist Indie Italia di Spotify, gli vai a dire: "Vi piacerebbe la fine dei The Giornalisti" loro ti direbbero tutti quanti di Sì. Non c`è nessuno che ti direbbe che gli piacerebbe fare la fine degli Afterhours, cosa che io preferirei di gran lunga.

Mescalina: Voglio chiederti una mia curiosità personale. Tu hai collaborato con Damien Rice, hai aperto alcuni suoi concerti. Com`è?

Massimo: Totalmente matto! Io e Damien siamo diventati molto amici. Prima ancora di suonare insieme, noi ci conosciamo da un annetto prima di collaborare. Noi ci siamo incontrati per altri motivi fuori da un bar, una cosa che non c`entrava niente con la musica. Ci siamo incrociati più volte, siamo andati a cena insieme più volte ma non per motivi musicali. Per assurdo quando io penso a lui penso più a questo che all`aspetto musicale. Rispetto alla questione Damien Rice artista quello che mi sento di dire è che è un professionista di un livello incredibile. Anche quando gli ho visto fare le prove è meraviglioso, un livello di professionalità e competenza molto alto. Un performer a cui non scappa mai la situazione di mano, sa sempre dove sta mettendo i piedi. D`altro canto è uno svitato. Ti racconto una cosa, perché questa fa ridere: Lui non mangia carne ma gli piace molto mangiare il pesce. Una sera a Napoli lo porto a mangiare il pesce in un posto molto "selvatico", uno di quei posti con le sedie di plastica ed entra il pescatore con il secchio coi pesci. Un posto dove ero sicuro che nessuno lo avrebbe riconosciuto. Quella cena finì con una finta litigata su chi doveva pagare, e la cosa si è risolta con lui che mi dice: "sai che c`è, non ti porto più in giro" e io: "Cazzi tuoi, questa è la mia città sei tu che sei turista" allora lui mi dice "allora facciamo che ora mi porti tu in giro per Napoli", si mise a occhi chiusi, mi mise una mano sulla spalla e siamo andati in giro per Napoli. Gli dicevo se si rendeva conto che se qualcuno lo avesse riconosciuto lo avrebbero preso per pazzo ma lui diceva che non gli interessava e che si stava divertendo come un matto. Abbiamo fatto una cosa insieme ad agosto scorso a Berlino al festival People. In questo festival c`era Bon Iver, i Nationals, Beirut di tutto, il meglio del meglio che puoi trovare in giro. Non era previsto che io suonassi ed ero lì da spettatore. Damien lo sapeva e durante il suo set mi fece salire sul palco. Io stavo morendo, in platea c`era Bon Iver. Gli chiesi se fosse impazzito e lui mi disse: "Mi piace quando sei così spaventato, è molto divertente"

Mescalina: Meraviglioso. Non sai quanto te la invidio questa amicizia! (Ridiamo, ndr). Ultima domanda: sono stati annunciati già sei concerti per l`estate. Ne vedremo altri, magari all`estero?

Massimo: Quest`estate ci saranno altri concerti che verranno annunciati a breve. Per l`estero quest`inverno sicuramente si farà qualcosa tra novembre e dicembre, ho il sogno di tornare negli Stati Uniti a suonare perché l`anno scorso è stato particolarmente bello, quindi proverò a riorganizzare qualcosa per tornare dall`altra parte dell`oceano.