Festa Musica Brescia

Festa Musica Brescia

Intervista al direttore artistico Jean-Luc Stote


18/06/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
La Festa della Musica di Brescia è pronta ad accogliere sabato 23 giugno oltre 480 iscritti e oltre 3500 musicisti, tra artisti noti ed emergenti, busker e bande musicali, grandi e piccoli, spaziando dal pop alla classica, dal jazz al rock, dal reggae al metal, dall’etno al funky, dal soul all`elettronica e al folk. Abbiamo rivolto alcune domande al direttore artistico Jean-Luc Stote sull`evento, sulla scena musicale bresciana, sulla visibilità degli emergenti e di alcuni generi musicali oggi.
Quinta edizione, 23 giugno, un numero provvisorio di 480 iscritti e 3500 musicisti coinvolti, 100 situazioni live: stiamo dando i numeri, sì, ma della Festa della Musica di Brescia, aperta a tutti i musicisti, provenienti da Brescia, come da tutta Italia, senza distinzioni e gerarchie di genere musicale, fra professionisti e dilettanti, fra grandi e piccoli, fra donne e uomini. Brescia si sta preparando anche quest’anno ad accogliere la Festa della musica più grande di Italia, spaziando dal pop alla classica, dal jazz al rock, dal reggae al metal, dall’etno al funky, passando per il soul, l’elettronica, il folk, la musica per banda e il busking. Già, perché se il grande evento musicale si snoderà per le strade bresciane dalle 10 a mezzanotte (prolungandosi nella notte con i ritmi della dance), dalle 14 alle 16 tutti i palchi si fermeranno per lasciare spazio solo ed esclusivamente a quanti vorranno esibirsi come artisti di strada: l’idea è pienamente in linea con una concezione della musica come forma d’arte da portare tra la gente, includendo ogni tipo di artista, senza barriere e divieti. I più giovani invece saranno coinvolti nel progetto “0-18” che mescola musica, teatro e altre arti e guarda ai bambini e ai ragazzi degli istituti scolastici e musicali di Brescia: in questo caso le iniziative avranno luogo negli spazi del MO.CA., che ospitano anche la sede dell`Associazione Festa della Musica di Brescia.

Anche gli amanti del dancefloor troveranno pane per i loro denti con il “Castello Elettronico”: la musica elettronica animerà infatti lo splendido Castello di Brescia a partire dalle 16 del 23 giugno sino alle 3 del mattino seguente. L’evento è stato voluto da RedrumTekno City e Psybrixia, tre realtà bresciane legate ai party e ai loro artisti con tre stage (Techno/Minimal - Tekno/Hardtek – Psytrance/Goa), laser show, food & drink.
Anche quest’anno il 23 giugno si esibiranno esordienti assoluti e nomi noti, band emergenti e artisti di ogni età, ma sta a voi scoprire di chi si tratta, recandovi a Brescia, o spulciando le pagine della Festa della Musica. Un aiutino, come si diceva nel gergo dei telequiz? Immergetevi tra le strade della città nella mappa interattiva che trovate qui e scovate tutti i palchi con la loro line-up: https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?mid=1ppTzmqPM_l561UeL3AZama8coy__XHIv&ll=45.538352439097324%2C10.218372400000021&z=14

Ovviamente l’evento è gratuito ed è pronto a diffondere bellezza fornendo un palco e un microfono a chiunque voglia farsi ascoltare. La manifestazione in programma sabato 23 giugno, organizzata dall`Associazione Festa della Musica di Brescia, ha il patrocinio del Comune di Brescia e il sostegno degli sponsor Fondazione ASMCentrale del Latte di BresciaAON e Brescia Mobilità. Mediapartner sono invece
Bits RebelBlogdellamusica, Eroica FeniceIndie-roccia, Lostingroove, Mescalina, Noise Symphony, Più o meno PopTraks e Viva Low Cost. In attesa di sabato, abbiamo rivolto alcune domande al direttore artistico Jean-Luc Stote, che tra l’altro proprio quest’anno festeggia i 40 anni di attività musicale a Brescia.


Raccontiamo la Festa della Musica a chi non l’ha ancora mai vista: che impatto ha e che effetto fa sui visitatori una città animata da una “massa sonante” di musicisti di ogni genere musicale (dal pop alla classica, dal jazz al rock, dall`etno al funky, passando per il soul, l`elettronica, il folk, la musica da parata, il reggae, il metal e ogni altro genere immaginabile), che suonano dalle 10 di mattina fino a mezzanotte (e oltre con la dance)?
Quando a Brescia c`è la Festa della Musica la città diventa un unico, grande strumento musicale. Ognuno suona la propria musica e girando per le vie del centro, ma anche in periferia, è possibile ascoltare ogni genere musicale, sempre gratuitamente. Nelle edizioni passate, pioggia permettendo, oltre ad un`”invasione” di musicisti c`è stata una non meno intensa invasione di pubblico. Ed è stato bellissimo. Perché la FdMB è una manifestazione bella, popolare, aperta a tutti senza alcuna distinzione.


La Festa coinvolge solitamente anche nomi del panorama musicale nazionale: ci saranno grandi nomi anche quest’anno?
Sì, ci saranno, ma non li rivelo perché tradirei lo spirito della Festa, che è “orizzontale”. Non ci sono grandi nomi e piccoli nomi, ci sono persone che suonano e contano tutte allo stesso modo. Chi vuole scovare i grandi nomi può farlo spulciando la pagina della FdMB oppure le liste dei palchi che saranno in ogni angolo della città.


Quali sono i motivi che spingono un artista noto a immergersi e quasi confondersi nella folla musicale della Festa?
La voglia di suonare, di stare insieme, di portare la propria esperienza e la propria musica – gratuitamente – alle persone, siano esse altri musicisti o il pubblico che viene per ascoltare, scoprire e incuriosirsi.


Dalle 14 alle 16 c’è anche una Pausa buskers in cui i musicisti potranno esibirsi solo per come musicisti di strada: qual è lo stato dell’arte per quanto riguarda i buskers in Italia? Personalmente ne ho conosciuti di molto talentuosi, italiani, stranieri, alle prese con strumenti artigianali o con orchestre jazz portate per strada…
Quello dei buskers è un mondo che nasconde delle perle. Musicisti di altissimo livello che per scelta di vita o necessità hanno deciso di esibirsi in strada. In Italia la situazione varia da città in città. Si passa da festival più o meno grossi come quello di Ferrara o quello di Sarnico vicino a Brescia e si arriva alle città dove è vietato suonare per strada. La scelta di fermare tutti i palchi dalle 14 alle 16 per lasciare spazio ai buskers serve per comunicare che Brescia è una città aperta ai musicisti di strada, senza divieti.


La manifestazione è pensata come una grande festa popolare dedicata a tutta la musica, senza esclusioni e preclusioni di generi, ma a tuo avviso oggi quali generi musicali in Italia hanno minore visibilità e quali godono di migliore “salute”, producendo i dischi più originali e interessanti?
È evidente che oggi va di moda il pop, declinato come canzone d`autore oppure no. In quel genere si trovano cose buone e altre meno, in entrambi i casi con molta visibilità mediatica. Se rimaniamo su questo piano è evidente che altri generi hanno poco spazio (il metal, il reggae) e altri sono in declino (il rock). Tuttavia non esistono solo la tv, le radio, i social network. Esiste anche il passaparola, la passione e le nicchie di pubblico che tanto nicchie non sono. Pensate al metal: poco visibile mediaticamente, ma grazie ad una tradizione molto credibile e ad un pubblico molto fedele e disponibile a “fare rete” (cosa che artisti di altri ambiti dovrebbero imparare) è difficile trovare concerti metal dove non ci sia pubblico, anche quando ad esibirsi non sono i nomi principali del genere. Per quanto mi riguarda conduco da anni su Radio Onda d`Urto una trasmissione dove faccio ascoltare tutti i generi e intervisto tantissimi artisti, senza distinzioni particolari. Perché in fondo la musica non è rock o pop, ma bella o brutta.


Oggi è possibile registrare un disco anche a casa, ogni band può crearsi una pagina sui social e promuovere le sue canzoni e i suoi concerti, eppure il mondo della musica non sembra davvero “democratico” ed offrire le giuste vetrine a quanti lo meriterebbero: di cosa soffrono soprattutto la mancanza ai musicisti di oggi? Sentono la mancanza della grande visibilità che tocca a pochi grazie al consueto potere della televisione e dei grandi network radiofonici, della possibilità di fare molte date se non sono inseriti in una delle scene musicali che vanno di moda, o di cos’altro?
Certamente un musicista “soffre” la mancanza di visibilità e forse una maggiore curiosità e disponibilità a ciò che è differente da parte degli addetti ai lavori sarebbe utile. Credo però che la prima cosa di cui i musicisti, spesso inconsapevolmente, sentono la mancanza è la pazienza e la dedizione: grazie alle facilitazioni tecnologiche si forma un gruppo e dopo tre mesi di sala prove si registra un ep, sull`onda della velocità con cui procede il nostro mondo. Ma a meno che non siano coinvolti dei fenomeni, in tre mesi è difficile trovare la propria cifra personale, il proprio suono. Ci vuole tempo e spesso prendersi del tempo paga: magari non in visibilità mediatica, ma nella soddisfazione di esprimere sé stessi. Essendo un “vecchietto” conosco band che suonano insieme da dieci-quindici anni e, nonostante il successo non sia arrivato, continuano e lo fanno con molto entusiasmo. In fondo la musica serve anche a stare bene.


Storica voce di Radio Onda d’Urto, tour manager, giornalista musicale...compi quarant’anni di attività musicale a Brescia: quali sono le novità più rilevanti che puoi notare nella Brescia degli eventi musicali del 2018, facendo un bilancio di questi anni?
Brescia, grazie anche all`attuale Amministrazione, è diventata una città molto ricca: di locali, di band, di eventi più o meno grossi. C`è sempre qualcosa da ascoltare. Il Comune ha da subito sostenuto la Festa della Musica di Brescia, che oggi corre con le sue gambe e siamo arrivati alla quinta edizione continuando a crescere. Vorrei che la Festa diventasse sempre di più una fotografia di cosa è la scena bresciana, ma che evolvesse pure in una rete, che è ciò che inseguo da qualche anno e prima o poi, grazie anche ai collaboratori indispensabili, ce la faremo.

 

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