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Intervista Francesco Camattini -
Francesco Camattini

Francesco Camattini


17/06/2003 - di Christian Verzeletti
Francesco Camattini è un “giovane cantautore adulto”, uno di quei (pochi) che amano scrivere canzoni senza tempo e soprattutto senza tempi discografici. Non a caso, il suo nuovo album, “Ormeggi”, approda ad un’età come quella dell’antica Grecia e della sua mitologia, per ripartire verso l’attualità e verso l’uomo moderno.

  
    Interviste:

                    
Francesco Camattini

Francesco Camattini è un “giovane cantautore adulto”, uno di quei (pochi) che amano scrivere canzoni senza tempo e soprattutto senza tempi discografici. Non a caso, il suo nuovo album, “Ormeggi”, approda ad un’età come quella dell’antica Grecia e della sua mitologia,
per ripartire verso l’attualità e verso l’uomo moderno.


Mescalina: Allora Francesco cominciamo subito con questo nuovo disco, a cui è allegato un libretto d’approfondimento e a cui è connesso anche uno spettacolo, se non sbaglio.
Francesco Camattini: Certamente, “Ormeggi” è un cd, una pubblicazione a carattere divulgativo e anche uno spettacolo…meglio, un recital musicale interamente dedicato al mito, (credo sia il primo realizzato in Italia che “sfrutta” il genere della canzone): ci sono canzoni inedite e brani strumentali originali in un opera che, spero, riesce a fondere musica classica, jazz e musica contemporanea.

Mescalina: L’operazione è già in sé coraggiosa e lo è ancora di più per un giovane emergente …
Francesco Camattini: Il progetto è un autoproduzione: ho investito 20.000 euro iniziali, dopodichè è intervenuta Edicta, una casa editrice che ha creduto nel mio progetto e che ha deciso di “adottarlo”: ora lo sta promuovendo e si sta impegnando per la distribuzione su scala nazionale. Non è facile trovare un editore così sensibile e attento. Soprattutto sganciato dalle mode.

Mescalina: Viviamo in tempi in cui tutto, dall’informazione mediatica alle pubblicazioni musicali, arriva in quantità tali da saturare e sovrastare. Quindi si cerca di farsi notare e di distinguersi nel modo più immediato; tu invece te ne esci con un lavoro piuttosto insolito, che richiede attenzione e impegno, quasi in controtendenza …
Francesco Camattini: Appunto, non credo che il mio progetto abbia un tempo di “uscita”, una scadenza: è sempre valido, è valido da circa duemila anni…è il modo di presentarlo che è nuovo: io sono convinto, con immodestia, che sia un’opera destinata ad essere scoperta piano, piano.

Mescalina: Da dove viene il tuo interesse per la mitologia greca?
Francesco Camattini: Letture, curiosità, incontri con amici intellettuali, le favole di mio padre quando ero piccolo … non ti saprei dire … è una passione più che un interesse, una passione disordinata.


Mescalina: Hai fatto studi classici? So che insegni …
Francesco Camattini: Ho fatto il liceo scientifico, poi legge, mi sono laureato sono diventato avvocato e poi mi sono stufato … non era per me … così ho preso ad insegnare in una scuola superiore: posso sopravvivere dignitosamente e suonare.

Mescalina: Come hai scelto i personaggi e le storie della mitologia greca? C’è stato un criterio?
Francesco Camattini: Innamoramenti: ho scelto chi più mi assomigliava in quel momento, al contrario a volte ho scelto i personaggi in base a qualità che a me mancano: come il coraggio di Antigone, o la faccia tosta di Ulisse.


Mescalina: Il mito è una simbologia che rimanda alla realtà. Mi sembra che gli episodi recuperati nelle tue canzoni possano anche collegarsi con l’attualità … era nelle tue intenzioni?
Francesco Camattini: Assolutamente sì: il mito non è nient’altro che una lente attraverso la quale si vedono le cose che accadono oggi, a noi, alla nostra società: il mito ci offre letture sorprendentemente attuali dell’oggi. Basta provare a leggere una storia: è una sorta di incantesimo. Si sciolgono nodi che credevamo intricatissimi…

Mescalina: La canzone quindi potrebbe essere intesa come il mito dei nostri tempi?
Francesco Camattini: In parte la canzone “trasporta” il mito, dice quali personaggi animano le nostre fantasie, i nostri desideri; la canzone dice cosa vorremmo essere e cosa siamo.
Ma ormai oggi la canzone ha ridotto la sua funzione: nessuno dice più la verità. Il mito invece, dice sempre la verità (nel senso che è sincero, non mente) … ti potrei sfidare a trovare canzoni che sono sincere …






Mescalina: Non a caso, forse inconsciamente, le (rock)star vengono considerati dei miti …
Francesco Camattini: Le rock star in parte hanno la funzione che aveva Orfeo nella grecia classica: cantano è in-cantano. Quelle/i bravi…

Mescalina: Certo che però tutto avviene ad un livello più frivolo, nel senso che è andato smarrito quello sguardo interpretativo che era proprio della cultura greca e non solo … oggi i miti sono più fini a se stessi …
Francesco Camattini: Ma anche i greci erano profondamente frivoli: un conto è essere frivoli, di contenuto leggero, un conto è essere privi di contenuto : quello che succede oggi. Non c’è più niente da dire …

Mescalina: “Il naufragio dell’umanità”: stiamo andando alla deriva!?
Francesco Camattini: L’umanità è sempre una nave alla deriva: noi brindiamo sempre sull’orlo dell’abisso … ma questo non vuol dire che tutto è perduto: la Fine non possiamo cambiarla, neanche con le migliori intenzioni.

Mescalina: Potremmo dire comunque che il ruolo dei cantautori dovrebbe essere un po’ quello di Omero, ovvero di fornire uno sguardo diverso sulla realtà … dicono poi che Omero era cieco, forse proprio perché non vedeva come gli altri …
Francesco Camattini: Sono perfettamente d’accordo: mi identifico molto in Omero, non per la bravura naturalmente, perché credo che chi canta sia una sorta di cieco che racconta una cosa essendone all’oscuro, almeno in modo superficiale, ma cogliendo aspetti che neanche i protagonisti riescono a cogliere: ognuno dovrebbe “cantare” i suoi amici, i suoi parenti … ognuno dovrebbe raccontare la sua storia …

Mescalina: Già nel disco precedente, si notava questo tuo sguardo verso la realtà, penso per esempio a “Iraq” … che poi quei versi (“C’era un paese / oltre il sole d’oriente / dove il cielo incurvava / gli ulivi degli orti / e il silenzio dei campi / intonava altri mondi / inondava altri mondi / E ora, distesa di niente / ma calma di sangue e / di neve / tra gli sguardi del vento / E ora distesa di morte / e corpi di cenere e pane / concimano il campo”) si sono rivelati tristemente profetici … sei stato davvero un po’ Cassandra
Francesco Camattini: Non so se prenderla come un complimento visto che io adoro Cassandra … certo era una facile profezia … purtroppo..

Mescalina: Comunque ne “Le nove stagioni” tutto era molto più cantautorale e “derivativo”, se me lo concedi … come se allora avessi più il bisogno di parlare di te, di dire chi sei, mentre ora sei più libero di concentrarti su quello che sta oltre …
Francesco Camattini: Sì è vero: ma devo dire che è solo una questione di stile. Cantare altri è sempre una scusa per parlare di sé stessi. Il tentativo è effettivamente di “trascendermi”… operazione, credo, impossibile! Tento ugualmente …

Mescalina: Questo trascendere, partire, questo “mettere se stesso per l’alto mare aperto”, come dici citando Dante nel pezzo conclusivo del disco … qua c’è l’uomo che non si accontenta mai, condannato all’inquietudine dalla sua ambizione, ma è anche lo stimolo sano a andare oltre e a scoprire prima di tutto se stessi …
Francesco Camattini: Per scoprire se stessi penso che si debba fare come Ulisse: prendere di forza e costringersi ad affrontare il nulla … ecco perché mettersi in alto mare aperto … prendersi quasi come fossimo un'altra persona e costringersi a prendere una nave che non avremmo mai il coraggio di prendere: una nave che non ha una meta certa.

Mescalina: In un certo senso, l’uomo non è cambiato poi tanto, nonostante tutti i suoi affanni e i suoi interventi … le tragedie di un tempo con le loro guerre, tradimenti, ambizioni, invidie ne sono una prova … penso a una canzone come “Il canto di Antigone” dove si parla di una legge che opprime il sentimento umano: lo stesso succede oggi, quando in nome di presunte leggi si schiaccia quello che è l’umanità, al punto che le guerre diventano legali e le bombe giustificate …
Francesco Camattini: Antigone è la prima “obiettrice di coscienza” che la storia del mito ci tramanda: disobbedisce alla legge perché pensa che ce ne sia una, nel cuore, più giusta … è una donna straordinaria e coraggiosa. Vorrei che i nostri stati potessero conoscere tante donne e uomini con questo senso morale … il movimento no-global è molto in linea con le aspirazioni ideali di Antigone …

Mescalina: Un chiaro invito ad opporsi?
Francesco Camattini: Certamente. Un invito a seguire la legge della coscienza: che viene prima di quella dello stato.

Mescalina: Oggi la cultura, soprattutto quella antica, viene considerata alta, quasi fosse una cosa da intellettuali o da “secchioni” per dirla come gli studenti … in realtà siamo noi che l’abbiamo relegata e allontanata, presi come siamo dal nostro “stare al passo coi tempi”, anzi quasi siamo vittime del tempo …
Francesco Camattini: La cultura è saper far partorire un vitello, sapere come gira il sole, sapere “l’infinito” del Leopardi, sapere come mia nonna faceva il pane, come funziona una Ferrari e perché esiste l’art. 18 dello statuto dei lavoratori: la cultura è curiosità. Nient’altro. Il resto è intellettualismo, la speculazione fine a se stessa. L’intellettualismo interessa a pochi: la cultura è solo entusiasmo per le cose … e dovrebbe interessare a tutti. Chi manca di entusiasmo è un ateo della vita …

Mescalina: È vero che tu poi la rappresenti usando la leggerezza della canzone, ma alla musica leggera unisci anche sfumature che vanno dal jazz alla musica da camera … un approccio colto, sotto ogni punto di vista …
Francesco Camattini: Colto sì, ma non gioco a fare l’intellettuale, mi piace dire la verità: anche se è complessa … solo la verità. Forse è per questo che l’approccio è “colto”.

Mescalina: Difatti il tuo suono è molto raffinato: clarinetto, piano, flauto a traverso, violoncello, chitarra classica, contrabbasso e batteria.
Francesco Camattini: Certamente il suono è curato nel particolare … i musicisti che hanno arrangiato i pezzi sono di formazione classica; chi ha suonato unisce invece la formazione classica a quella jazz e ad esperienze di musica contemporanea.

Mescalina: I musicisti che ti accompagnano da che tipo di esperienze vengono? Conservatorio? … forse, partendo dal disco, mi sono fatto un’idea troppo da “classico” …
Francesco Camattini: Effettivamente sono insegnanti di conservatorio e di una prestigiose accademie internazionali, molto aperti e disponibili alla ricerca.

Mescalina: Come è partita l’idea di questo disco? Ti è stato commissionato per lo spettacolo o lo hai sviluppato partendo da qualche canzone che avevi già sul tema?
Francesco Camattini: Tutto per caso: avevo dichiarato che avrei fatto un disco sul mito e mano a mano che provavo a fare le canzoni ci prendevo gusto: ed eccomi qua…!

Mescalina: Ora avete concerti in programma?
Francesco Camattini: Tanti, da qui ad Agosto: spero di trovarne anche ora, nonostante rispetto alle programmazioni delle stagioni estive siamo fuori tempo massimo.

Mescalina: Alla fine cosa ti senti di più: un cantautore? Un insegnante? Un curioso? Un aedo? Un cantastorie? Un osservatore?
Francesco Camattini: Un uomo che cerca di emozionare … il mio tentativo è questo: emozionare.

Mescalina: “Ormeggi” quindi è un punto di approdo, ma anche di partenza?
Francesco Camattini: E’ senz’altro una partenza: spero di fare una navigazione lunga e di avere coraggio per far vela verso terre che sembrano ostili … chissà, non si sa mai che si arriva oltre se stessi…

Mescalina: Buon viaggio!