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Intervista Mirko Guerrini - Il giocoliere
Mirko Guerrini

Mirko Guerrini

Il giocoliere


16/07/2006 - di Christian Verzeletti

      
  Il giocoliere
      Intervista a Mirko Guerrini

Mirko Guerrini è un musicista jazz che all'attivo parecchi collaborazioni aperte.
Ha da poco pubblicato "Cirko Guerrini", un disco in cui mette in scena le diverse
sfaccettature della sua musica.


Mescalina: Mirko, ti seguo da tempo e ti vedo come un sassofonista piuttosto atipico nel mondo del jazz: non per le tue collaborazioni con cantautori e musicisti più pop, ma perché ti ho visto salire sul palco con un vaso di nutella da 3 chili!
Mirko Guerrini: Per parafrasare Celentano direi che la Nutella è jazz, ma anche pop ... ma anche rap ... ma anche ... lenta ... anche lenta-rock ... anche ...

Mescalina: Mi sembra che hai un approccio allo strumento e alla musica diciamo anche vivace, nonostante una formazione su studi classici, no?
Mirko Guerrini: Cerco sempre di pormi in modo umile di fronte alla musica. Anche perché "esige" rispetto, vuole essere trattata bene. Appena si fanno cose che servono a placare personali bisogni di facile successo la musica ti tradisce. E poi c'è musica e musica. Una cosa che non ho mai capito degli insegnanti classici (non tutti per fortuna) è che non tengono minimamente conto dell'autore. Ecco: se vado a un concerto e vedo entrare il pianista che si appresta a suonare Mozart, con l'espressione di chi ha appena preso una multa mi viene voglia di andarmene.

Mescalina: E come sei arrivato al "Cirko Guerrini"?

Mirko Guerrini: L'idea mi è venuta dopo aver visto uno spettacolo circense. Ho cercato di immaginare come fare per trasformarlo in musica. Forse la cosa più facile è stata scegliere i musicisti. Sono tutti dei "folli illuminati" che possono rendere bene in un progetto di questo tipo. Spesso fatico a tenerli a freno!

Mescalina: Hai scelto il tema e il simbolo del circo proprio per la sua componente ludica?
Mirko Guerrini: Il "Cirko" vuole essere un mondo, un contenitore, un tendone immaginario nel quale c'è spazio per ogni tipo di emozione, così come avviene nei veri circhi. Ci si commuove, si ride, si ammira, ci si impaurisce etc. L'intento è quello di far "vivere" all'ascoltatore uno spettacolo circense virtuale, dove gli acrobati e i pagliacci li disegna chi ascolta, immaginandoseli sulla base della musica associata al personaggio.

Mescalina: Credo che il disco ti rappresenti bene perché è contenuta sia molta musica jazz sia più di un accenno alla tradizione popolare italiana …
Mirko Guerrini: Ti ringrazio. Adoro fare dei gran minestroni, dove però quello che fa da collante è la mano di chi compone e il suono che il gruppo ha. Di conseguenza credo che il cd, nonostante contenga numerosi richiami a vari stili e generi, arrivi come un qualcosa di unitario. La presenza di Tesi e Migliardi come ospiti arricchisce ancora di più la commistione di mondi musicali.

Mescalina: Dì la verità che tu sei un po' un saltimbanco e hai sempre sognato di lavorare in un circo!
Mirko Guerrini: Sì, lo ammetto! Mi ha sempre affascinato molto quel mondo, fatto di artisti girovaghi che ogni sera mettono in scena la pantomima della vita.






Foto di Roberto Ugolini


Mescalina:
Prima del "Cirko" infatti ci sono stati "I diavoli del ritmo" … un altro progetto un po' "monello"?
Mirko Guerrini: I riferimenti a Charlie Chaplin sono molto calzanti. Non a caso è uno degli artisti del passato che preferisco in assoluto. I Diavoli del Ritmo avevano un odore diverso. Lì volevo ricreare le atmosfere di un periodo storico ben preciso, ma filtrate attraverso la caratterizzazione di quattro musicisti vissuti presumibilmente nella Chicago anni '30. Se poi siano veramente esistiti nessuno lo sa ...

Mescalina: Anche Stefano Bollani in certi frangenti ha un'attitudine tra il folle e il giocoso: mi chiedevo se è per questo che suonate assieme …
Mirko Guerrini: No, con Bollani suono perché ... lo pago! A parte le battute, non so se lo sapete già, ma io e Stefano siamo stati compagni di banco al Liceo Musicale di Firenze. Lo eravamo almeno quando il professore non buttava fuori dalla classe uno dei due (il che accadeva spesso). Finito il liceo, ci siamo un po' persi di vista fino a quando non mi ha richiamato per il disco "La gnosi delle fanfole". Da lì in poi abbiamo lavorato molto assieme. Siamo anche l'uno il testimone di nozze dell'altro. Affinità elettive? Boh! Forse la cifra che sborso è adeguata!

Mescalina: Tu fai parte del suo nuovo quintetto ed hai suonato anche sul suo ultimo album "I visionari" che sembra avere qualche punto in comune con il tuo "Cirko", no?
Mirko Guerrini: Se c'è qualcosa in comune fra i due lavori può essere l'aspetto compositivo e l'arrangiamento. È un tentativo di non fare mai qualcosa che precluda eventuali scorribande fra i generi. Il coraggio di suonare una marcettina felliniana in un disco di jazz, o un brano jazz in un disco che forse non lo è.

Mescalina: Tra l'altro anche Stefano come te ha all'attivo parecchie collaborazioni "leggere" …
Mirko Guerrini: Credo che la risposta possa stare nel fatto che tutti e due amiamo il concetto di "leggerezza". Quella di Calvino per intendersi. Il non prendersi mai troppo sul serio. Spesso gli artisti che usano questa chiave nella propria espressività vengono criticati duramente e messi alla stregua dei giullari di corte. Forse perché si diventa un po' meno definibili. Ma se non ricordo male un noto giullare italiano è stato premiato con il Nobel!

Mescalina: Ci racconti qualche aneddoto della tua esperienza con Gaber?
Mirko Guerrini: Ce ne sono molti. Uno che ricordo in particolare spiega la sua infinita signorilità. Finiti gli spettacoli riceveva le persone in camerino, e fino a che l'ultimo non se ne era andato non veniva via. Questo lo umanizzava molto, a differenza di molti artisti del pop che oggigiorno scappano dalle porticine laterali per non incontrare il pubblico e sentirsi importanti. Poi a cena se si avvicinava al tavolo una donna lui si alzava in piedi in segno di rispetto. Gliel'ho visto fare mille volte.

Mescalina: E con Fossati invece?
Mirko Guerrini: Con Fossati sto vivendo quasi un piccolo deja-vu. Da ragazzino suonavo in un gruppo rock dove si facevano molte cover sue e ora mi ritrovo con l'originale! Mi sbilancio? Lo faccio? Lo faccio: credo sia uno dei più bravi cantanti che ci sono in Italia. Tutti lo lodano per come scrive ma ti assicuro che canta benissimo, non l'ho mai sentito stonare o entrare fuori tempo. E i suoi brani non sono proprio semplici. Certo, quei testi li potrebbe anche imparare a memoria ...

Mescalina: Parlami invece della Millennium Bugs' Orchestra: io vi ho sentiti suonare in un disco con Marco Parente …
Mirko Guerrini: La Millennium Bugs' Orchestra è un piccolo incantesimo che è nato otto anni fa dalla voglia di un gruppo di giovanissimi musicisti dell'area fiorentina di far parte di un organico esteso. Abbiamo all'attivo quattro cd, partecipazioni in importanti festivals (Umbria Jazz nel 2003) e tantissimi concerti anche all'estero. Mi piace perché è facilmente plasmabile. Abbiamo inciso un omaggio a Oliver Nelson, due cd con Marco Parente insieme a un sestetto rock e un cd tributo a Frank Sinatra con tanti cantanti. Poi se ci metti che io amo scrivere e arrangiare la ricetta è perfetta.

Mescalina: Mi incuriosisce questo tuo approccio perché da una parte hai collaborazioni molto nello specifico del jazz e dall'altra hai suonato in dischi di musica elettronica (Timet), di musica leggera e anche più concettuale …
Mirko Guerrini: Per la serie: cosa non si fa per campare! Se consideri che ho iniziato studiando il pianoforte, poi mi sono diplomato al Conservatorio in sassofono, poi ho studiato composizione classica e allo stesso tempo improvvisazione e arrangiamento jazz, forse già si capisce che uno stile o un solo contenitore artistico mi sta stretto. Ma è il mondo di oggi che è fatto di milioni di piccoli specchi che riflettono la società, dipende come vogliamo essere riflessi.

Mescalina: È anche un bisogno fisico di fuggire verso una musica più fruibile e divertente per poi tornare a strutture più serie e complesse?
Mirko Guerrini: No, questo mai. Non ho mai pensato che esistono musiche più fruibili e altre meno. Sono sovrastrutturazioni che fa la gente o la critica. Io cerco di pormi sempre come se fossi a una mostra di pittura contemporanea. Non essendo un esperto l'unico parametro possibile è quello del gusto personale. Nella musica (dove forse sono leggermente più esperto) cerco di fare lo stesso. Se un'idea mi piace mi ci butto a capofitto. Poco importa se si tratta di un allestimento sonoro in un giardino tecnologico o se si tratta del festivalbar.

Mescalina: Ora hai in corso di svolgimento anche uno spettacolo sempre con Stefano intitolato "Sette motivi per amare Mozart" … ce li elenchi?
Mirko Guerrini: Come dice Stefano non necessariamente devono essere sette motivi che te lo facciano amare di più. Trattandosi di musica originale scritta apposta per questo progetto possono anche essere buoni motivi per continuare ad ascoltare Mozart invece della nostra musica. Comunque i brani si intitolano: Logorio della vita moderna; Requiem braziliano; Qualcuno inventò il valzer; Wolfunk; Pompei; Mozartino e Divagazioni. Cinque sono di Stefano e due sono miei (non ti dirò mai quali) e li ho arrangiati per pianoforte e orchestra d'archi.

Mescalina: Mi hanno detto che hai collaborato anche con Kenny Wheeler: ce ne parli?
Mirko Guerrini: È successo molto tempo fa. Lo chiamammo come ospite per un concerto a Prato nel quale suonarono Bollani al pianoforte, Antonio Licusati al contrabbasso e Andrea Melani alla batteria oltre me al sax. Un bravissimo musicista e fine compositore, che nonostante l'età spinge ancora nello strumento come un ragazzino.

Mescalina: Mi domandavo come riesci a gestire tutti questi progetti e queste collaborazioni così diverse … come fai?
Mirko Guerrini: Guarda: delle volte me lo chiedo anche io! Forse sarà che mi piace così tanto questo mestiere che la fatica spesso non si fa sentire.

Mescalina: Non è vero: il segreto sta solo nelle quantità di Nutella che assumi!

Mirko Guerrini: Acc! Mi hai beccato ... entrerò in comunità per disintossicarmi lo prometto!