Psicantria

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Neuropsicantria infantile. Due psicosongwriters abbattono le barriere


16/02/2018 - di Barbara Bottoli
Neuropsicantria infantile è un album che va oltre la musica, ma che sa utilizzare la musica come veicolo efficace per abbattere le barriere dell`imbarazzo riguardanti i problemi psichici, unendo i suoni alle parole di due professionisti: Gaspare “Gappa” Palmieri, psichiatra/cantautore e Cristian Grassilli, psicoterapeuta/cantautore. I due psicosongwriters, col loro progetto Psicantria, riscoprono il ruolo del cantautorato come comunicazione, nello specifico informare chi non conosce il mondo della psicopatologia, presentando ogni caso clinico in chiave poetica e leggera, puntando soprattutto alla dignità che dovrebbe avere ogni persona che ha a che fare con questo mondo che i due professionisti presentano in modo fantastico/fantasioso, senza mai perdere di vista la delicatezza dei temi. Nel video Neuropsicantria infantile, sulle note de La vecchia fattoria presentano in carrellata le professionalità che operano nell`ambito dell`età evolutiva, facendo in modo che ciascuno di loro abbia una propria identità umana, che va oltre la qualifica che, al contempo, descrivono molto bene, costruendo un`equipe nella quale ognuno ha una funzione che, unita alle altre, tende al meglio. Gli Psicantria raccontano di Jessica l`anoressica, della sindrome puerperale in Maternity blues, dell`abuso in Orco zio, dell`autismo ne Il mio fratellino, in questo scorrere di tracce ogni brano ha una propria intensità, anche emotiva, pur trattando tecnicamente ogni racconto, un racconto che riesce ad associare la tecnicità al sentimento, raggiungendo l`obiettivo della comunicazione che spesso è il primo passo per affrontare ciò che il più delle volte è vissuto come limite. Dopo aver pubblicato, nel 2011 Psicantria – manuale di psicoapatologia cantata e nel 2014 Psicantria della vita quotidiana, e partendo dal dato che oggi il 15-20% della popolazione tra 0 e 18 anni presenta una difficoltà psicopatologica e solo il 10-15% di loro viene preso in carico dai servizi, il nuovo album Neuropsicantria infantile vuole offrire lo spunto per contrastare l`indifferenza. Psicantria è anche un`associazione culturale che promuove la canzone come tecnica terapeutica in ambito psichiatrico e questo album ha il grande pregio di arrivare immediatamente alla persone, addette e non ai lavori, e andrebbe messo a disposizione di chiunque per vivere le vite al meglio, diventando uno strumento prezioso. Neuropsicantria infantile, uscito per Meridiana a fine 2017, è disponibile anche con un libro che racconta i casi clinici; i due psicosongwriters hanno cofirmato il brano Notti di Francesco Guccini che con questa frase sintetizza perfettamente l`eccellente impegno di questa iniziativa “la vera intuizione, da parte di Palmieri e di Grassilli, è che la musica, meglio, la canzone, sia un mezzo fantastico, a poco prezzo, per creare empatia, per suscitare partecipazione: sono pronto a scommettere che queste canzoni, orecchiabili, a volte persino ballabili, riuscirebbero a muovere emozioni anche in chi non fosse particolarmente interessato ad indagare la condizione esistenziale propria ed altrui”. In questa chiacchierata Gaspare Palmieri e Cristian Grassilli raccontano come hanno saputo unire le loro passioni per un obiettivo che speriamo abbia sempre maggiore condivisione.
Mescalina: Gli Psicantria sono due professionisti, nello specifico Gaspare “Gappa” Palmieri, psichiatra e cantautore e Cristian Grassilli, psicaoterapeuta, musicoterapeuta e cantautore e si definiscono “psicosongwriters” come nasce questo album “Neuropsicantria infantile”?

Psicantria: Questo album nasce in continuità con i due precedenti: “Psicantria: manuale di psicopatologia cantata” (2011) e “Psicantria della vita quotidiana: fenomeni psicosociali cantati” (2014). Abbiamo sentito il bisogno, personale e professionale, di trattare tematiche che non avevamo ancora trattato nei due dischi precedenti, che riguardassero più nello specifico il mondo dell’infanzia, un mondo a noi caro in questo momento di vita.

Mescalina: Siete riusciti a parlare di anoressia in “Jessica l`anoressica”, di depressione in “Cara depressione” e tantissimi disturbi che solitamente ci si vergogna anche solo a nominare, li avete proposti come favole, facendo apparire ogni problema come superabile, affidandosi ai professionisti e soprattutto avete abbattuto l`imbarazzo. Nel vostro quotidiano avete notato miglioramenti nell`approccio delle persone alle vostre figure?

Psicantria: Una bella domanda, ma molto difficile! Crediamo sia difficile poter valutare un cambiamento di questo tipo, così importante. Sicuramente le canzoni hanno un forte potere penetrativo e anche le nostre hanno raggiunto utenti e famigliari di persone che soffrono di disagi psichici, luoghi di cura, luoghi di formazione, tante persone interessate a questi argomenti. Quello che speriamo sempre è che i nostri brani possano incuriosire qualcuno, emozionare o far riflettere qualcun altro, creare anche empatia e condivisione in chi ascolta. Questo come conseguenza può migliorare il rapporto tra chi cura e chi riceve le cure, ma come dicevamo prima non è semplice dimostrarlo in modo diretto.

Mescalina: Neuropsicantria infantile è il vostro video della title track dove raccontate le personalità che operano nell`età evolutiva, sulle note della Vecchia fattoria e, lo dico da educatore, finalmente qualcuno è riuscito a darci un volto e auspicate il tanto agognato approccio multidisciplinare. Neuropsicantria infantile è uscito per Edizioni La Merdiana in cd e cd con libri coi casi clinici che hanno dato spunto ai brani e dovrebbero essere a disposizione di chiunque dall`ospedale alla scuola, ma in realtà chi è il vostro pubblico? 

Psicantria: Inizialmente il nostro pubblico è ruotato intorno a quello che amiamo definire “psicomondo”, cioè utenti, famigliari, colleghi e tutti coloro che hanno un interesse per la salute mentale. Dal 2010 abbiamo suonato spesso in occasione di eventi legati alla salute mentale, congressi e convegni, festival creati da associazioni che hanno a cuore il tema in questione; non per ultime anche nelle scuole superiori, con finalità preventive ed educative. Prossimamente partiremo col nuovo tour, da febbraio in poi, anche in qualche locale…vedremo come reagirà il pubblico e che emozioni si porterà a casa. Sicuramente ci piacerebbe allargare sempre di più il nostro pubblico e incuriosire sempre più persone rispetto ai temi della mente e della salute mentale.

Mescalina: Avete unito leggerezza, poetica, musica di contrasto e linguaggio “tecnico”, trasmettendo un messaggio chiaro, con originalità e grandissimo sentimento. C`è un episodio che vi ha permesso di capire che la vostra comunicazione è stata efficace?

Psicantria: Uno nello specifico sarebbe riduttivo, nel senso che alla fine dei concerti spesso ci fermiamo a chiacchierare e ad ascoltare racconti, riflessioni, in prima persona o di genitori, di parenti, di colleghi che hanno voglia di condividere la propria esperienza a proposito di questo tema: ecco, per noi, questo è già una piccola grande soddisfazione e a volte addirittura fonte di nuove ispirazioni. Sono incontri davvero importati che si presentano dopo ogni concerto e ormai sono un appuntamento fisso.

Mescalina: Col vostro progetto siete riusciti a dare dignità al disagio e, musicalmente, avete cofirmato un brano dell`ultimo disco di Guccini che ha, insieme ad altri cantautori del passato, dato voce a chi non ne aveva, oltre ad aver curato in precedenza la prefazione di un vostro lavoro. Come è stata questa esperienza e come è essere a fianco di un simbolo del cantautorato italiano?

Psicantria: Per noi è stato un grande onore: la prima sensazione è stata di incredulità, poiché entrambi siamo stati affascinati fin da adolescenti dalle canzoni di Francesco, che riteniamo un maestro della canzone italiana. Le sue canzoni sono un pezzo importante della nostra identità musicale: aver avuto la possibilità di conoscerlo e di passare qualche serata assieme ci ha arricchito, come persone e come musicisti. Il 17 marzo suoneremo alla mitica “Osteria delle Dame”, da lui co-fondata a Bologna negli anni settanta e sappiamo già che sarà una data che non ci scorderemo facilmente.

Mescalina: Già Gaber, Lauzi avevano dedicato dei loro brani a delle problematiche medico-sociali, voi l`avete fatto dedicando il vostro intero lavoro, cosa c`è nel futuro?

Psicantria: Nel futuro ci sarà, come sempre, lo sforzo di scrivere canzoni che raccontino l’uomo con i suoi misteri, i suoi dubbi, i suoi desideri e le sue emozioni. Ecco le emozioni con la loro storia e le loro funzioni potrebbe essere l’argomento di un nostro prossimo concept…chissà!