Xavier Pompelmo

Xavier Pompelmo

Valanghe e iceberg


14/11/2019 - di Arianna Marsico
Xavier Pompelmo, all’anagrafe Davide Bastolla è unregista e visual artist, avendo realizzato, ad esempio, l’animazione di “Tengo il respiro” di Rancore & dj Myke e la regia e l’animazione di “Ipocondria” di Giancane con Rancore. Lo abbiamo intervistato in occasione dell’uscita del suo disco autoprodotto, “Valanghe”.
Mescalina: Hai un passato dall’altra parte della barricata per certi versi, ti sei occupato ad esempio dei video di Rancore e Giancane. Cosa ha significato per te questo disco, questo passare dall’altra parte della barricata?

Xavier: Ora in qualche modo sono uscito allo scoperto dal punto di vista musicale, nel sottobosco lavoravo nella musica già da diversi anni. Ho portato avanti parallelamente le due produzioni. Una era quella ufficiale, lavorativa, nel senso che ho fatto i video per Rancore, Giancane eccetera eccetera, però parallelamente producevo parecchio materiale musicale. Non avevo la capacità tecnica di farlo uscire, non avevo idea di come si facesse… ho dovuto lavorare nella musica per un po’ anche per capire quali fossero le dinamiche che potessero portare dalla creazione e composizione di un disco alla pubblicazione. Una volta che l’ho capito ho iniziato a raccogliere tutto il materiale che avevo e l’ho tirato fuori con Valanghe, a cui ho lavorato in due anni, quindi la lavorazione è stata molto lenta. Quando avevo le tracce pronte e avevo capito come si faceva a pubblicarle le ho pubblicate, senza etichetta, senza nulla, ho voluto far tutto da me.

 

Mescalina: Anche con alcuni amici come Andrea Ruggiero al violino per esempio…

Xavier: Esatto, Andrea mi ha dato una mano. Poi ci conoscevamo poco: io conoscevo lui sentendo quello che faceva, lui mi conosceva come video artista ma non sapeva che facessi musica. Gli ho mandato delle cose, lui ha scelto il pezzo che gli era piaciuto e mi ha regalato questi violini fantastici in Che la natura aspetti. Bobo pure… io e Roberto Angelini abbiamo lavorato parecchio insieme per i video. Con lui è più faticoso perchè Roberto lo devi beccare tra i ventimila impegni…

Mescalina: Tra un tour e un altro …

Xavier: Esatto, devi proprio farti trovare sotto casa sua con una pistola e una bottiglia di vino in mano. Con queste due cose poi lo riesci a intercettare (risate ndr). Così abbiamo fatto queste chitarre slide molto fighe di Spediscimi sulla luna, che è l’ultimo pezzo perché secondo me stava bene lì, è proprio un pezzo di chiusura.

 

Mescalina:  In alcune parti di Che la natura aspetti nel cantato ricordi Ermal Meta in pezzi come Ragazza Paradiso… ti offendi se te lo dico? (risate ndr).

Xavier: No, purtroppo o per fortuna non conosco Ermal Meta, non ho quasi sentito le sue canzoni , non guardo la televisione da dieci anni… quindi non lo seguo. Però me l’andrò a sentire, da quel che sento e mi dicono non è male…

Mescalina: No, no, non è un’offesa…

Xavier: Non l’avrei presa comunque come un’offesa, per offendermi devi paragonarmi che ne so a Pupo…per il resto riesco sempre a cogliere il buono che c’è anche dietro il mainstream o una musica più commerciale, non mi offendo e mi piace pure.

 

Mescalina: Visto che hai detto che attualmente tra i tuoi ascolti Ermal Meta non figura… musicalmente da un lato sembri porti tra gli anni ’80 e delle tastiere un po’ anni ’90, cosa pensi che tra i tuoi ascolti possa aver contribuito effettivamente al tuo suono, oppure i tuoi ascolti hanno poco a che vedere con quello che è uscito in Valanghe?

Xavier: A volte un po’ me lo chiedo anche io, io vado molto a periodi. Valanghe, a differenza di molti dischi che vengono prodotti in maniera ragionata, in cui tu hai musica e chitarra, vai da un produttore musicale e troviamo una veste insieme per quelle canzoni che vengono registrate tutte in maniera coerente, difetta di questo. Ho davvero prodotto le canzoni in periodi realmente diversi, in cui ascoltavo anche cose differenti, per quanto poi sia abbastanza uniforme. Parto molto dall’elettronica in realtà, però non ho dei riferimenti… per dire stavo sentendo Post Malone ed è uscita fuori NEON BLU. È molto casuale… NEON BLU risente di un momento dei Post Malone “Ammazza che bella l’atmosfera di questo beat, vorrei un’atmosfera simile per questo pezzo”. Quindi ho iniziato a lavorare su NEON BLU cercando di portare a quell’atmosfera. Nebulosa invece è un pezzo elettroacustico, che è un misto tra quello che sono davvero, perché io parto come chitarrista, e la passione che ho per l’elettronica. Però non ci sono dei riferimenti precisissimi, o meglio tendo proprio a scordarmeli. Cerco di non pensarci mentre produco.

 

Mescalina: Un pezzo che ho trovato molto particolare è Uccelli gialli, sia perché c’è un ritmo spensierato rispetto a un testo che parla di rimpianti e di qualcosa che è andato perso, sia perché è piuttosto criptico: Adesso piango come gli eroi/ Uccelli gialli del Paraguay”. Ci puoi raccontare come è nato?

Xavier: Per questo brano pensavo a una persona in particolare, ma non credo che lo potrò dire mai chi è… poi pensando alle persone io penso anche a me stesso, uso tutto quello che mi succede intorno come punto d’allarme per prestare attenzione anche a quello che riguarda me, per capire come è meglio agire nella vita. È legato molto all’idea del passato, in generale spesso si rischia di infatuarsi dell’idea di passato pensando che fosse tutto meglio prima…c’è questa tendenza a dire: “Quanto ero spensierato prima, quanto era meglio prima, quanto ora non posso più fare questo e quell’altro”. È una cosa su cui ragionavo scrivendo Uccelli gialli: “Sì vabbè non lo puoi fare…ma perché non lo puoi fare? Ma chi lo dice che questa cosa non si può fare?”. Magari è un po’ socialmente inadeguata, ci hanno detto che arrivata la maggiore età dobbiamo diventare grandi. Sì puoi diventare grande ma mantenere comunque un modo di vivere che più ti appartiene, che più ti piace. La malinconia del pezzo è anche perché io non sono d’accordo a vivere il legame in quel modo là. Io penso che tutti possano fare quel che vogliono, nel limite dell’elasticità che una persona si può permettere, non è che tutti possiamo fare sempre tutto… però sono un po’ contrario al rimpianto di tutto ciò che è passato, di tutto quello che prima sembrava meglio. Che poi non è nemmeno vero che fosse così, perché uno poi prima c’erano una serie di cose che andando avanti si sono risolte, però uno si scorda e gli pare che fosse meglio quello che c’era prima. Uccelli gialli racconta di questo, del fatto che uno si chiuda nei rimpianti e nei ricordi del passato, anche adesso, che mi manchino tre giorni , tre anni o quarant’anni posso ricostruirmi la vita, vivermi un progetto come pare a me…la facilità di cambiare… invece siamo tutti un po’ stagnanti nei ricordi…ecco racconta di questo.

Mescalina: In effetti c’è la tendenza adire: “Ah come si stava bene a sedici anni”, scordandosi magari che uno all’epoca passasse i  pomeriggi a piangere in cameretta… o cose del genere…

Xavier: Sì, sì… io magari adesso ho più pancia di quando avevo diciotto anni, però a diciotto anni non è che me la passassi così bene, stavo in fissa con altri mille discorsi, complessi…ora comunque me la vivo meglio, cerco di ragionare così. Poi ovviamente se uno avesse una seconda vita, tornare indietro e godersi quello che non si è goduto… magari sì sarebbe tutto perfetto pure prima. Ma non lo è, uno facendo le cose sbaglia

 

Mescalina: Visto che con questo disco hai ufficialmente varcato, perché ufficiosamente già lo facevi, il muro che ti separa i musicisti dai videomaker, pensi di tonare in futuro a farlo? E con chi ti piacerebbe collaborare?

Xavier: Ma dischi o video?

Mescalina: Non solo come video, anche come dischi…

Xavier: Io continuerò…ho iniziato questa cosa ed è stato un modo per esorcizzarla. Questo disco è la punta di un iceberg che è emerso, ho talmente tanto materiale per tre quattro anni che avrei potuto farne uscire tre di dischi. Però ho avuto paura… ho una quantità di materiale nel sottobosco che devo tirare fuori, sono molto veloce a scrivere cose nuove, è un punto da cui partirò per velocizzare la produzione. Magari farò già uscire tra un mese, tre mesi, un singolo nuovo. Vorrei andare molto veloce, non ho impostato la mia carriera come un musicista standard, non mi interessa nemmeno troppo stare ai tempi della comunicazione, dei tempi giusti della musica, perché non è solo quello il mio lavoro, quindi farò un po’ come mi pare. Sulle collaborazioni… dipende… quelle utopiche o quelle fattibili?

Mescalina: Tutte e due, sognare poi è lecito, sennò poi finisce come il discorso che facevamo prima, che uno si autolimita…

Xavier: Ad esempio scrivere un pezzo con Samuele Bersani mi piacerebbe, per dirne una. In generale adesso collaborazioni specifiche, del genere “Morirei per fare una cosa per lui”, non mi vengono in mente, magari mi verranno in mente tra un po’. Io poi ho questo difetto, mi scordo sempre tutto, non ho una memoria precisissima. Solo che in Italia per ora ho un po’ di difficoltà, non sto ascoltando molta musica in generale perché non ho troppo tempo purtroppo, però mi sembra che siamo un po’ stagnanti nelle stesse cose, non c’è un guizzo che mi affascini particolarmente. Qualche anno fa ascoltavo molta più musica in Italia, ora ne sto sentendo di meno. Sento più roba straniera, elettronica perché mi piacciono molto le sonorità. Adesso ho scoperto Post Malone

 

Mescalina: Per la promozione vista la peculiarità del progetto, il fatto che vuoi darti delle tempistiche un po’ tue hai pensato comunque a una sorta di tour, piccolo o grande che sia, o stai pensando a qualche cosa di diverso per presentarlo al pubblico?

Xavier: Non sono partito con l’idea “prendo e faccio il tour”, non ho iniziato i live ma li sto preparando. Poi mi fa piacere l’idea di portarli, cantarli e suonarli. Sono un po’ complicate, molto elettroniche e non vorrei portare il dj con la voce, vorrei trasporli e rivestirli di suoni di chitarre, basso e batteria, vorrei farli diventare suonati. So che il live è importante, è lì che c’è l’impatto più forte, però sono uno dei primi che non riesce a concentrarsi sulla musica con altra gente intorno. Io per primo ascolto il cd quando sto da solo, devo stare con le mie cuffiette da una parte, lì riesco a entrare nella musica.  Quando sto a una serata con gente a bere qualcosa non riesco a concentrarmi davvero sulla musica sono sempre distratto. Quindi da purista direi quasi che i live non li vorrei fare, ne vorrei fare uno in cui poche persone si sentano la roba, perché vogliono sentirla davvero. Mi rendo conto però che il modo per promuoverla è anche uscire, andare suonare e farlo sentire a tutti, magari dieci vanno in fissa e se lo ascoltano bene mentre altri cento sono distratti a bere o a rimorchiarsi la pischella. Capisco anche questo. Vorrei sicuramente preparare qualcosa di interessante… anche la presentazione del disco non l’ho ancora fatta, ma vorrei unire qualcosa legato al mondo visivo che uso, vorrei cercare di strutturarla bene, una cosa piccola ma curata come è stato il disco e tutto ciò che sto facendo. Ho curato tutto in dettaglio, non ho lasciato nulla al caso, ho messo un pezzetto di cuore in ogni cosa… vorrei fare un live bello ma non pretenzioso, qualcosa di originale anche legato al visuale. Lo sto costruendo man mano perché i tempi mi stanno mangiando, non ero abituato a questo, fare interviste, essere disponibile per varie cose, in questa fase sto cercando di stare appresso a tutto. Vediamo quando ce la faccio, sicuramente non prima di un mese, però c’è tempo

 

Mescalina: Allora un in bocca al lupo per questa nuova attività e un grazie anche da tutti i lettori!

Xavier: Ringrazio te, Mescalina, ci riaggiorniamo presto!

 

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Foto Francesco Casarin