Daniele Biacchessi

Daniele Biacchessi

L`altra faccia di Guthrie: non solo folksinger


14/11/2018 - di Riccardo Santangelo
Giornalista attento alle tematiche storiche e sociali, ma anche esperto e collezionista di musica, Daniele Biacchessi ha recentemente pubblicato un libro su Woody Guthrie.
Per alcuni è l’alpha e l’omega. L’inizio e forse anche la fine (visto che molti artisti hanno cercato di raccogliere inutilmente il suo “scettro”) di una stagione che travalica l’aspetto puramente musicale, e si intreccia con una parte del secolo scorso che non trova soluzione ancora oggi. Certamente Woody Guthrie nell’ambito della cultura folk, e di un modo di fare politica legato a doppio filo con la cultura, è stato una delle figure più importanti e di riferimento. Credo che non abbia bisogno di presentazioni per chi legge gli articoli su questo portale, per cui concedetemi di non dilungarmi nel farlo. Ma se proprio vi manca qualche pezzo per poter capire meglio l’importanza dell’arte del folkisinger statunitense, vi può venire in aiuto il nuovo libro del giornalista e scrittore Daniele Biacchessi: L’altra America di Woody Guthrie. Il volume oltre a ripercorre la vita di Guthrie (e a ospitare la prefazione scritta da Marino Severini dei Gang), affronta anche gli aspetti sociali, storici e politici che le sue canzoni hanno affrontato. Per capire meglio cosa ha spinto Biacchessi, esperto di musica ma molto più spesso indagatore degli scandali e della storia dell’Italia del dopoguerra, a occuparsi di Guthrie, gli abbiamo posto alcune domande.

Cosa ti ha affascinato così tanto da voler scrivere un libro su Woody Guthrie?
«Seguo il corso e le evoluzioni della ballata da oltre 40 anni. Guthrie l`ha reinventata miscelando la tradizione bianca hillybilly (Carter Family in primis), e il talking blues (Leadbelly, Sonny Terry, Brownie McGhee). Guthrie è stato anche uno dei precursori della ballata politica e di impegno sociale. Nonostante ciò l`America ha dimenticato a lungo la sua arte e la sua poesia per poi celebrato solo in tempi più recenti con l`avvento di Donald Trump e del ritorno dei suprematisti dall`altra destra fascista e xenofoba».

Quello che presenti tu nel libro è un uomo che va oltre alla sua professione di musicista. Quanto pensi sia stato consapevole durante la sua vita del valore delle sue canzoni?
«Guthrie ha scritto tremila canzoni e ne ha incise solo un decimo. Era conscio del suo talento di cantastorie moderno, di storyteller. Era consapevole di possedere doti notevoli che ha indirizzato verso il sindacato e la ricerca di una verità e di una giustizia sociale. Penso ai brani dedicati alle stragi di lavoratori italiani a Ludlow e Calumet, penso alla morte innocente degli anarchici Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco, alla morte dei lavoratori stagionali messicani, ai neri impiccati dai suoi concittadini in Oklaoma».

Secondo il tuo parere l`esperienza musicale di Guthrie e successivamente di altri folksinger ha contribuito a cambiare la coscienza sociale degli Stati Uniti? E qui in Italia si puoi dire che qualche musicista ha ricoperto lo stesso ruolo?
«Senza Guthrie non ci sarebbe stato Dylan, non sarebbero emersi musicisti straordinari come Ramblin` Jack Elliott, Cisco Houston, Pete Seeger. La canzone politica americana deriva anche da Guthrie. In Italia l`unico che può dirsi erede della tradizione di Woody Guthrie è Marino Severini dei Gang».

Guthrie si muove in una nazione prima sconvolta dalla Grande Depressione, poi in prima linea durante la Seconda Guerra Mondiale, anni di enorme sofferenza che però hanno saputo creare in ambito artistico una rivoluzione culturale. Si può pensare che possa essere una "stagione" unica?
«La rivoluzione culturale è dipesa dall`evoluzione del New Deal negli anni della New Left. Dopo gli anni della Grande Depressione l`America era un paese “on default”. La disoccupazione aveva raggiunto cifre record, non c`era alcuna crescita, ogni fondamentale economico era saltato. Quindi Roosevelt prese le redini di un paese a pezzi ma ancora in piedi. Una stagione unica».

Durante le "purghe" del maccartismo Guthrie ha avuto dei problemi, ma essi sono stati inferiori rispetto al trattamento riservato ad alcuni compositori, registi e attori. Pensi che gli sia stato riservato per qualche motivo un trattamento di favore?
«No. Fbi di Hoover, i cui documenti desecretati pubblico nel libro, aveva investigato a lungo sulle attività di Guthrie, ma lui si ammalò nel 1954 per morire nel 1967. Venne anche interrogato su Pete Seeger».

Anche questo libro sarà il protagonista di un progetto che va oltre le sue pagine. Cosa puoi raccontarci…
«Le esperienze cinematografiche con Giulio Peranzoni sono importanti e qui con il film illustrato su Guthrie compiamo un nuovo passo in avanti rispetto ai lavori precedenti grazie al montaggio di Luca Guerri».

Studiando Guthrie, e perciò ascoltando le sue canzoni, a quelle di esse sei più legato? E perché?
«This land is your land. E` il vero inno dell` Altra America».