Arau

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Un`altra musica .. il punto di vista di Arau


13/03/2019 - di Barbara Bottoli
Arau decide di andare controcorrente, e dopo i brani inediti, decide di presentare Un`altra musica un progetto che parte dal cortometraggio che racconta lo stato d`animo di un cantautore che, affranto, ma pieno ancora di speranze, ritrova nella cover de L`anno che verrà la nuova linfa, poggiando sulle ginocchia la sua  Slide Weissenborn e interpretando un classico di Lucio Dalla che ha segnato generazioni e che tutti, almeno una volta, hanno cantato. Il cantautore sardo decide di ambientare la sua esperienza nella città di adozione, Bologna, respirando l`aria che ha ispirato Dalla, in un locale storico del capoluogo emiliano e che, pare, fornirgli la spinta per fare proprio questo brano. In questa intervista Arau ci racconta che in futuro altri artisti verranno rivisitati, componendo brano dopo brano la forma di questo progetto.
Mescalina: Arau, cantautore sardo, bolognese di adozione, già i soli riferimenti geografici, utilizzando i luoghi comuni più classici e popolari potrebbero lasciar immaginare un insieme di caratteristiche ad ampio spettro, riassumibili in un forte legame alle tradizioni, infatti, proponi Un`altra musica con un cortometraggio che riporta alla mente i musicarelli dei decenni scorsi. Come mai questa scelta?

Arau :Bentrovati a voi di Mescalina! La scelta è stata dettata dallo stato attuale delle cose, dei tempi che cambiano nel mondo della musica e non solo. Mi aveva sempre affascinato l’idea di mantenere un legame col passato, attualizzare il tutto in una chiave moderna e arricchire il tutto con una piccola storia narrante di un musicista un po` sfortunato, con il compito di traghettare e ripercorrere il passato cantautorale dei nostri più grandi artisti italiani.

Mescalina: Proponi un progetto di cover, in un`epoca in cui vanno molto di moda i remake, ma contemporaneamente, il termine cover è stigmatizzato, un forte rischio, non temi di escluderti una gran parte di potenziale pubblico? Come mai la cover, anziché l`inedito? Si rischia in modo diverso?

Arau: Parallelamente al progetto Un’altra musica non ho abbandonato la scrittura di brani inediti, anzi ne approfitto per anticiparvi che siamo alle fasi finali di lavorazione per la pubblicazione del nuovo inedito di Arau. Ci sarà anche un videoclip che spero aiuti a catturare una parte di pubblico che ancora non conosce il mio progetto. Per quanto concerne il discorso cover, credo ci sia da fare delle precisazioni, perché per me cover è un momento di creatività all’ennesima potenza; significa cucirsi addosso un brano, reinterpretarlo e proporlo in una nuova veste con caratteristiche musicali differenti che rappresentino al tempo stesso l’artista che se ne sta “appropriando”.Ad ogni modo non penso mai alla strategia di marketing tra cover e inedito in riferimento al pubblico, seguo semplicemente l’istinto e le vibrazioni positive che mi pervadono durante la creazione artistica. Il progetto “Un’altra musica” mi ha inebriato esattamente allo stesso modo di quando scrivo brani inediti, perché per me il momento creativo rimane esattamente lo stesso, non faccio distinzione.

Mescalina: Un`altra musica inizia con un ipotetico incontro con uno dei pilastri della musica italiana cantautorale: Lucio Dalla. Un incontro fisico, all`interno della trattoria Da Vito a Bologna, uno di quei luoghi storici e, ai nostri occhi, magici perché si è creata la storia artistica negli incontri tra vari cantautori degli anni 60, oltre ad un incontro umano, ma anche popolare perché Dalla è canticchiato da tutti. Perché hai scelto un classico “intoccabile”?

Arau: Vivo a Bologna da 17 anni, mi è sembrato doveroso cominciare con Dalla come omaggio anche verso questa città che mi ha adottato oltre che verso uno dei cantautori simbolo della nostra storia. L’operazione di scegliere un brano “intoccabile” è sicuramente un’operazione da non sottovalutare, perché Dalla ha tanti estimatori, si rischia di mancare di rispetto alla fede artistica di molti; ma da un altro punto di vista bisogna rendersi conto che le generazioni cambiano, tanti ragazzi non hanno conosciuto Dalla e non conoscono la sua storia artistica, essere troppo innamorati del proprio passato non significa che non si possa raccontarla in una chiave moderna senza mancar di rispetto a chi ha vissuto gli anni di Lucio Dalla.

 

Mescalina: L`anno che verrà ha avuto un`enorme valenza storica, rifacendosi a un momento di sfiducia italiana durante gli anni di Piombo, la perdita dei punti di riferimento dalle dimissioni di Giovanni Leone alla morte di due Papi, e una diffusa difficoltà economica, in realtà non sembra che la situazione attuale sia molto diversa. Il brano di Dalla è uno di quei pezzi che non sempre viene associato a un momento sociale, diventando la “canzoncina da trenino di fine anno”. Da buon innovatore, Dalla, sceglie la forma epistolare per raccontare la situazione italiana e, nell`interpretazione, si sottolineano le pause, il silenzio e l`intimità che sono le lettere sanno creare. La tua interpretazione è molto diversa: più aperta, impattante, ma oggi ha senso riproporre un classico così importante? Come si pone il tuo personale messaggio in questa scelta, anche in base ad una interpretazione completamente diversa?

Arau: Credo che di messaggi positivi ne abbiamo sempre bisogno: il momento storico che viviamo è un momento storico di grosse incertezze e io ho sempre visto in particolare questo brano di Dalla come un gran inno alla speranza e al futuro. Se riuscissi a trasmettere anche a un solo ascoltatore questo messaggio, sarei felicissimo.Comunque la mia versione de L’anno che verrà è semplicemente contestualizzata all’interno del progetto Un’altra musica, come capolavoro tra i più noti di Dalla e perciò perfetto per il messaggio artistico, piuttosto che politico o sociale, che il mio progetto propone.Siamo alle prese con la lavorazione del seguito della storia, con un nuovo cantautore storico e un nuovo brano “intoccabile” reinterpretato e suonato con la chitarra slide weissenborn e vi anticipo che il prossimo cantautore che omaggerò sarà Fabrizio de Andrè. Pian piano, canzone dopo canzone, si delineerà meglio il messaggio finale.

 

Mescalina: Un`altra musica è il tuo attuale progetto, ma nasci come cantautore, chi è Arau?

Arau: Arau sostanzialmente è un progetto solista, negli anni passati ho avuto una frequente attività nei festival, vincendone diversi e suonando nei piccoli club in tutta Italia.Il progetto Arau ha all’attivo due album di inediti, alcuni video e poi questo progetto di “Un’altra musica”. Potete scoprire di più sul mio sito: www.arau.it.

 

Mescalina: Nel video appare il tuo strumento, che usi per ri-arrangiare anche i brani, la chitarra Slide Weissenborn da ginocchia che credo di aver visto, tra gli altri, usare a Harper. Come ti sei avvicinato a questo strumento? E quanto ti identifichi in questa chitarra, come musicista?

Arau: Centro! Harper è stato il motivo per cui ho iniziato ad interessarmi e suonare la chitarra slide. Era il lontano 1995 quando vidi il video di Ground on Down su Mtv e ne rimasi estasiato… Un alieno, un musicista proveniente da un altro mondo!Imparai a suonare la chitarra slide cercando di imitarlo, assorto in un loop emotivo che ancora oggi mi pervade.La chitarra slide da ginocchia penso sia uno strumento ancora tutto da scoprire per il pubblico Italiano, nonostante ci siano tanti validi esponenti nel mondo oltre ad Harper: ad esempio, l’inglese Martyn Harley, gli australiani Andrew Winton e John Butler Trio. E in Italia il grande Roberto Angelini… Il mio progetto musicale s’identifica tanto in questo strumento, infatti nel mio prossimo inedito ci sarà sempre lo slide weissenborn e ovviamente continuerete a vederlo e sentirlo nel seguito di Un’altra musica.

Un saluto a Mescalina e a tutti i vostri lettori