Il Dubbio

Il Dubbio

Spoken intenso per non nascondersi


11/06/2019 - di Barbara Bottoli
Sintetico nelle risposte, ma esaustivo nella sua Evoluzione, Il DUbbio racconta la nascita di questo album che riesce ad analizzare l`intera società utilizzando spoken ed elettronica per testi di elevato livello. Niko Lotti esprime chiaramente l`obiettivo de Il DUbbio: la libertà di esprimersi, vivere e provare, cioè tutto quello che si ritrova in questo lavoro intenso che riesce a unire poesia e rabbia in modo indissolubile ed esprimendo perfettamente entrambe. Evoluzione è denso di significati, è un percorso verso la scoperta tra "la ricerca della meta e l`incontro con l`ignoto", è riflessione, emozione, complessità, provocazione, forza propositiva, ma è sicuramente uno degli esordi intoccabili che lasciano senza parole
Mescalina: Ciao, iniziamo col presentarvi: il progetto pugliese di Niko Lotti con la collaborazione di Gianfranco “Mode-G” Chieppa e Fabio Lotti prende il nome de Il DUbbio, scritto esattamente così, innanzitutto perché e da dove nasce la collaborazione?

Il DUbbio: Ciao a te e a chi sta leggendo. Il DUbbio nasce dalla mia necessità personale di fare musica e di raccontare storie o comunque qualcosa di sensato, stanco delle canzonette con testi vuoti che ci bombardano tutti i giorni. La collaborazione nasce per esigenza, per scambio di idee e quindi per fare ciò ho fortemente voluto farmi aiutare dai musicisti che mi hanno accompagnato nei precedenti progetti musicali (La Musa e Il Demone Meschino).

 

Mescalina: Siete un progetto giovane e avete presentato l’album Evoluzione che risulta molto maturo, con un forte spirito di osservazione bilanciato tra un senso di malinconia in Vecchio cinema e la rabbia nel meraviglioso L’asta, avete unito la poesia e la riflessione, un esordio indubbiamente impegnativo. Come si arriva ad lavoro così intenso? E cosa sperate rimanga dopo l’ascolto?

Il Dubbio: Nella maniera più naturale possibile. Ho scritto i testi senza vincoli e senza forzature, spesso lasciandoli integri, così come venivano. Ho scritto quello che pensavo e vedevo nel mio Paese. Vorrei rimanessero due cose: la voglia di riascoltarlo e far nascere almeno un dubbio su tutti i preconcetti che ci vogliono fissarci in testa i mass-media.

 

Mescalina: La prima traccia è strumentale, Garden è una scoperta, un misto di adrenalina, nata dal piacere del proibito, di paura per l’ignoto e il silenzio del passato che ci parla. Garden riesce a dipingere nella mente questo percorso tra arbusti che scricchiolano e un cuore che pulsa, cosa rappresenta per voi questo “giardino misterioso”?

Il Dubbio: Il cammino in sé e per sé, la ricerca della meta e l’incontro con l’ignoto. La paura della scoperta ma la voglia di non fermarsi e tirare dritto fino ad arrivare a Conto i Passi.

 

Mescalina: In queste undici tracce ci avete inserito tutto: politica, società, media, passaggi culturali, sfogo, voglia di ribellarsi, come se aveste il bisogno di “vomitare” addosso a ogni ascoltatore il bisogno di sfogarvi, ma anche di scuoterlo, aprendogli gli occhi. Quanto la musica può avere un valore sociale? Chiaramente Evoluzione non è uno di quegli album che passa inosservato, voi che funzione date a queste tracce?

Il Dubbio: La necessità di scuotere la testa, di ragionare con il proprio cervello, di uscire fuori dagli schemi, anche perché gli schemi stessi sono talvolta imposti irrazionalmente. E soprattutto di provare tutte le sensazioni appieno senza avere paura che ci facciano male.

 

Mescalina: Avete scelto uno spoken elettronico per parlare di evoluzione che diventa involuzione, di radici, di bisogno di ripartire dalle piccole cose e concludete con Sorriso, il gesto più semplice e, forse, uno dei primi che l’essere umano fa, ma la vostra evoluzione come sarà? Il DUbbio come si evolverà?

Il Dubbio: Il DUbbio si evolverà cercando di restare lo stesso… Abbiamo già sette brani nuovi ed alcuni li stiamo già suonando nei live, privilegiamo sempre l’elettronica ed il raccontare storie…

 

Mescalina: Il video di Conto i passi, realizzato da Domenico Velletri che non ci si stanca di vedere, rappresenta appieno la libertà che voi esprimete in Evoluzione, e riprende le varie forme che l’uomo può assumere a seconda delle situazioni. L’album sembra nascere da un vostro impellente bisogno di comunicare la situazione attuale, ma essere liberi ha solo vantaggi? Anche musicalmente avete seguito una vostra strada che rischi vi siete assunti?

Il Dubbio: Ci sono sempre rischi nelle scelte che si fanno, ma anche non scegliere comporta i suoi rischi. Il nostro rischio è continuare a fare ciò che ci piace senza troppi fronzoli e senza pensare ad essere troppo di nicchia o troppo commerciali… Se quello che fai non piace prima di tutto a te stesso è impossibile che possa piacere a qualcun altro….