Carlos Franzetti

Carlos Franzetti

Ameno Blues Festival - 07.07.2019


10/07/2019 - di Vittorio Formenti
Quello che segue é un resoconto di una piacevolissima conversazione con Carlos Franzetti, pianista e compositore argentino naturalizzato USA, organizzata a seguito di un suo concerto in Ameno (Va) nel quadro del Festival Blues 2019. Franzetti é un artista a tutto tondo in grado di spaziare tra tango e musica da film, jazz e blues, classica e folk. La nostra testata ne ha parlato in occasione dell`uscita del suo ultimo lavoro Ricordare, alla cui recensione si rimanda nel caso di interesse (il lavoro é consigliatissimo). Carlos ha regalato agli intervenuti una gradevolissima session basata su standard della musica americana accompagnato da due splendidi giovani, Alessandro Germini (basso) e Patrizio Balzarini (batteria), che lo hanno sostenuto e integrato in modo esemplare nonostante l`esordio del rapporto. Un bel concerto che ha offerto anche un`interessantissima introduzione di circa 20 minuti gestita dalla moglie Allison Brewster e dedicata ad illustrare come il blues, tema del festival, ha ispirato importanti artisti della musica "colta" contemporanea, da Gershwin passando per Milhaud e arrivando a Copland. Un`iniziativa che merita il plauso all`organizzazione sia in termini di idee che di contenuti e che é stata giocata sapientemente tra intrattenimento e qualità, mix difficile da conseguire.
Di seguito l`intervista con il Maestro Carlos Franzetti

 

Mescalina - qual`é la valutazione del concerto appena terminato? C`erano aspettative, obiettivi da raggiungere?

 Carlos - ho preparato il concerto in accordo alla tematica del Festival, il blues appunto. Parlando con mia moglie si diceva appunto di focalizzarsi su questo aspetto partendo però da spunti jazz; da qui la scelta di brani come quelli di Miles Davis o di Oliver Nelson. Oltre a questo la Direzione mi aveva chiesto di inserire qualche spunto di tango, proposto all`inizio, e qualche pezzo cantato come Basin Street Blues o The Minimum of the Blues.

Oltre a ciò c`é stata la "sfida" di suonare con qualcuno con cui é la prima volta che ti trovi; é la bellezza della musica, che si traduce in un linguaggio comune.

Penso che il tutto abbia funzionato piuttosto bene.

 

Mescalina - i musicisti che ti hanno accompagnato (basso e batteria - nda) sono molto giovani.

 Carlos - certo, molto giovani e tieni presente che i contatti preliminari sono stati solo via mail. Abbiamo iniziato "prendendoci le misure", un po` come i pugili quando in un match iniziano con i jabs.... Sono stati scelti standard noti come All the things you are, che ognuno conosce così da avere un riferimento comune. Abbiamo provato per un`ora, il basso in 4/4 e il batterista perfetto; ci siamo intesi perfettamente, senza alcun problema.

 

Mescalina - come sono stati trovati?

 Carlos - sono stati indicati dalla Direzione. Mi si chiese se avrei preferito suonare da solo o con qualcuno e io risposi che sarebbe stato meglio avere dei musicisti con cui suonare, lo trovo più divertente. Mi proposero quindi Alessandro Germini (basso) e Patrizio Balzarini (batteria), due giovani insegnanti professionisti con cui mi sono trovato benissimo.

 

Mescalina - in effetti si é notata una buona sintonia, al di là di qualche comprensibile momento di indecisione.

 Carlos - sì, qualche errorino c`é stato ma era inevitabile. Tuttavia i ragazzi non si sono mai persi; una nota "sbagliata" o in ritardo ci può stare, succede spesso; l`importante é non essersi persi sul percorso dei brani. I due ragazzi sono stati eccellenti ed hanno dimostrato una capacità di sincronizzarsi al volo, dando anche prova di un ottimo orecchio musicale.

 

Mescalina - al di là del blues la scaletta ha comunque incluso altri momenti, come il tango o brani di musica da film, riconfermando la tua propensione a spaziare tra i generi.

 Carlos -  certo, io sono un eclettico. Abbiamo eseguito brani dal film Diva e il Pezzo di Ennio Morricone Una pura formalità, tratto dalla colonna del film di Tornatore. Anche nel prossimo concerto che ho in programma ad Ancona presenterò il mio ultimo disco, Ricordare. Qui non canterò e nemmeno suonerò tango mentre quello che ho fatto oggi é stato tutto sommato qualcosa di diverso da un concerto, é stato piuttosto uno "show" mirato ad intrattenere e anche a spiegare, cosa che mi piace molto.

 

Mescalina - in effetti dare spiegazioni può aiutare il pubblico ad entrare in sintonia con i brani e quindi fruirne in modo più profondo e consapevole. E` un`attitudine molto positiva almeno a nostro avviso.

 Carlos - ne sono convinto. Grandi artisti come Miles Davis o Bill Evans non proferivano parola verso il pubblico. Io sono diverso, mi piace parlare ed interagire con la gente. Tra l`altro non posso pensare che tutti quelli che mi vengono ad ascoltare conoscano Davis, Coltrane o Parker e pertanto trovo utile dire qualcosa riguardo ai pezzi che vado proponendo.

 

Mescalina - volendo parlare dell`ultimo lavoro Ricordare lo trovi un punto d`arrivo, un punto di partenza o un riassunto?

 Carlos - certamente un riassunto. Contiene elementi della musica che mi ha emozionato durante gli anni della mia lunga carriera; qualcuno lo ha definito "crepuscolare", cosa che non mi é dispiaciuta tenendo presente gli aspetti di ricordi molto legati alla musica cinematografica; When you wish upon a star o Over the Rainbow sono elementi basilari nel mio essere stato appassionato di musica.

 

Mescalina - nel brano del film Pinocchio ci ha colpito principalmente la natura di "ricomposizione" emergente dalla versione del disco; non una semplice esecuzione e nemmeno una reinterpretazione, appare piuttosto come una rielaborazione completa.

 Carlos - in effetti mi sono posto la domanda: come l`avrebbe concepito Miles Davis con Wynton Kelly? Quel punteggiato molto diverso dall`esecuzione orchestrale ufficiale. Questo ha dato vita alla diversità che dici. Mi succede spesso di pensare così; per esempio la canzone Sooner or Later, scritta da Sondheim per il film Dick Tracy, mi piace immaginarla come l`avrebbe cantata Frank Sinatra invece che Aaron Carter. E` un bel gioco, così come pensare cosa avrebbe fatto Bach se gli fosse piaciuto Mozart....

 

Mescalina - pensando a riferimenti pare importante l`esserti immedesimato in Bill Evans con il trio di Ricordare...

 Carlos - Evans é come una gabbia, molto difficile uscirne. Non a caso ho scelto la batteria di Eliot Zigmund che suonò con Evans negli anni `70; é uno dei batteristi che preferisco per lo spazio che lascia. Non é come Jack De Johnette, pur bravissimo ma che marca molto la strada; lui é sopra il brano, sembra un pittore. Un po` come Paul Motian ai tempi del grandissimo trio con Scott La Faro. Penso al lavoro Sunday at the Village Vanguard, un autentico disco da isola deserta; il repertorio registrato di pomeriggio fu riproposto la sera dello stesso giorno e non suonava nella stessa maniera.

 

Mescalina - al di là del jazz in Ricordare ci sono anche spunti di folk, come il brano irlandese Danny Boy....

 Carlos - certo e la cosa ha sorpreso anche qualche critico. Semplicemente il pezzo mi é sempre piaciuto molto. Fa parte della mia storia, delle mie memorie, come peraltro evocato dal titolo del disco stesso.

 

Mescalina - l`impressione che ne abbiamo avuto é che, essendo legato a vicende di emigranti, volesse rievocare parte della tua storia....

 Carlos - il brano, che tra l`altro non ha un autore conosciuto,  ha avuto molte esecuzioni e ha fatto parte anche di molti film, questo é il punto di entrata del pezzo nel disco. E` vero, io sono nipote di immigranti che lasciarono l`Italia alla fine del secolo XIX; sono di sangue lombardo e campano, il mio cognome viene da queste parti (Varese - Novara, nda). A questo bisogna aggiungere anche una parte di DNA irlandese, nella tipica tradizione argentina che ha visto importanti immigrazioni di italiani, irlandesi, ebrei e polacchi...sembrano quasi degli Stati Uniti in sviluppo..... Però la sostanza é che a settant`anni (portati benissimo - nda) posso permettermi il lusso di fare una sintesi della mia esperienza, senza dover pensare che sia la conclusione ma un riconoscimento alla ricchezza di quello che ho vissuto. In un momento avevo pensato di intitolare in disco Legacía (eredità) ma l`ho trovato pretenzioso, molto meglio e più giusto parlare di ricordi.

 

Mescalina - oltre ai tanti riferimenti esterni quali la musica da film, folk e classica, tu sei anche un compositore. Che valenza hanno i tuoi brani originali all`interno del tuo percorso artistico?

 Carlos - riguardano principalmente la componente jazz. Esemplificativo é il mio brano Sausalito, che risale a quando avevo vent`anni. Ero innamorato di Clare Fisher (tastierista americano noto per la sua Bossa Nova - nda) che poi arrivai a conoscere diventando suo amico; non gli parlai mai di questa composizione ispirata a lui ma l`ho ritenuta un punto importante da inserire proprio come mia creazione in riferimento a un elemento importante nella mia esperienza jazz.

Ricordando questa storia mi viene in mente che quando avevo sette anni dicevano che suonavo per la mia età; adesso che ne ho settanta dicono lo stesso.... sono evoluto!!

 

Mescalina - andando oltre i ricordi cosa ci riserva il futuro?

 Carlos - ho in programma due dischi; il primo si intitolerà Mambo Tango e il secondo In the Key of Tango. Usciranno per la discografica Sunnyside e saranno di piano solo; l`orientamento sarà al jazz, una musica che mi dà allegria e che in definitiva ha motivato questo mio viaggio passando da qui per andare ad Ancona. Suonare da solo é un`esperienza particolare; manca il basso e la batteria ma ti compenetri con la musica in altro modo, sfruttando appieno le risorse che il piano ti concede. Il piano é uno strumento completo, non comporta la necessità di altri strumenti; puoi coprire sia la parte ritmica che armonica e melodica. Vedremo cosa ne sortirà..

P.S.: un  ringraziamento particolare a Helga Franzetti che non ha solo il merito di portare lo stesso cognome del Maestro.

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