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Intervista Sodastream - SONGS IN UNIFORM
Sodastream

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SONGS IN UNIFORM


02/12/2006 - di Christian Verzeletti e Maurizio Pratelli

      
  SONGS IN UNIFORM
      Intervista Sodastream

Abbiamo incontrato i Sodastream nel camerino de La Casa 139 a Milano, rilassati e disponibili, poco prima di un intenso concerto che ha inaugurato il loro nuovo tour italiano. Ne è uscita una chiacchierata che vi proponiamo come speciale in occasione della copertina a loro dedicata in questo dicembre 2006.


Mescalina: Prima di tutto bentornati in Italia!
Pete Cohen: Grazie, ci troviamo bene qua.
Mescalina: Ho sentito che vi hanno danneggiato la chitarra durante il viaggio …
Karl Smith: Sì, siamo arrivati da Londra e dopo averci fatto pagare cento Euro come bagaglio extra ci hanno consegnato la chitarra danneggiata in più punti: grazie mille!
Mescalina: Però ho visto che avete in programma un bel po' di date per questo tour italiano …
Pete Cohen: Sì e se ne aggiungono di nuove ogni giorno.
Mescalina: Anche al Sud, dove non sono molte le band che vanno a suonare …
Pete Cohen: Sì, per ora abbiamo tre date in Sicilia.
Mescalina: Ci siete mai stati?
Pete Cohen: Ah sì, mia madre è di origini siciliane e così la prima volta che sono andato in quei posti è stato da bambino. Poi siamo stati a suonare a Catania, dove abbiamo trascorso la notte in modo diciamo strano, prima di partire per Lecce. Mescalina: Non vi stancate di tutto questo viaggiare?
Pete Cohen: No, abbiamo appena cominciato! Va bene così!
Mescalina: Ma è più il tempo che passate a viaggiare o a suonare?
Pete Cohen: Se fai un calcolo vero e proprio basato sulla quantità dei minuti, allora bisogna dire che più o meno il 95% del nostro tempo lo passiamo a viaggiare e siamo fortunati se riusciamo a suonare un'ora al giorno. A volta mi sembra quasi ironico, perché quando sei in tour la maggior parte delle volte suoni solo per eseguire la scaletta del tuo set, poi non hai più la possibilità fisica di suonare perché i tuoi strumenti sono rinchiusi coi bagagli e tu sei in albergo: così l'unico momento è quando sei sul palco, ma lì non porti avanti la tua creatività, si tratta piuttosto di reinterpretare canzoni che hai già fatto e alla fine del tour …
Mescalina: È una gran noia?
Pete Cohen: No, non è una noia, ma …
Karl Smith: È una performance, ma non è come lavorare su delle cose nuove: lì ti devi mettere in gioco con il pubblico per creare qualcosa di buono in quel momento specifico, ma non ne ottieni delle nuove canzoni. C'è anche il soundcheck, ma quello è sempre una cosa imprevedibile, soprattutto quando viaggi parecchio.

Mescalina: Per voi che fate un pop-folk molto ricercato com'è quando vi trovate in un posto che non è esattamente l'ideale per suonare? Magari con un pubblico rumoroso e distratto?
Pete Cohen: Mmmhh ...
Mescalina: Non vi capita mai?
Pete Cohen: No, no, è che ci capita quasi sempre! Credo però che le cose stanno migliorando e noi per primi abbiamo più esperienza, anche perché disponiamo di un impianto più affidabile, che riusciamo a controllare meglio, ma qualche volta si creano ancora situazioni difficili. Prima andavo su tutte le furie quando il pubblico faceva casino, mentre adesso mi dà ancora fastidio ma non mi faccio più condizionare così tanto …
Karl Smith: A volte è difficile perché magari su cento persone che ti ascoltano sono solo una ventina quelle che parlano e danno fastidio …
Pete Cohen: È che è sempre la persona più vicina a te quella che fa più rumore!
Mescalina: E che ha bevuto di più magari!
Pete Cohen: Sì, di solito è proprio così.

Mescalina: Se non mi sbaglio questo è il vostro quinto tour in Italia, il che vuol dire che vi trovate davvero bene nel nostro paese, no?
Pete Cohen: Più che bene direi.
Mescalina: Tra l'altro avete parecchi fans da queste parti …
Pete Cohen: Sì, siamo stati parecchio fortunati … Sai, prima ci ha promossi la Rough Trade e poi la Spingo, che hanno fatto davvero un buon lavoro per noi ed è stata una cosa che ci ha aiutato molto. Poi, da quando "Heaven on the ground" ha cominciato ad essere trasmessa su MTV, le cose hanno preso a girare bene e da un certo punto di vista questa è una cosa frustrante perché potrebbe succedere ovunque se solo le cose andassero nella direzione giusta. Finora è successo solo qua in Italia e va bene, ma …
Mescalina: Bè, noi siamo felici che per una volta sia successo nel nostro paese!
Pete Cohen:
Anch'io!
Karl Smith: Meglio qua che in Inghilterra!
Pete Cohen: Ah, quello è sicuro.
Mescalina: … ci sarà anche un motivo se il vostro unico disco dal vivo è stato registrato e pubblicato solo in Italia, no?
Pete Cohen: Eh sì.

Mescalina: Pochi giorni fa siamo riusciti finalmente a procurarci l'Ep "Take Me With You When You Go" che non ha avuto una buona distribuzione: è un peccato perché è una delle vostre cose migliori!
Pete Cohen: In effetti è stato pubblicato in Australia e poi stampato anche per l'estero, ma tutto si è bloccato a metà strada tra la Germania e Pisa: almeno però abbiamo l'esclusiva per venderlo durante il tour. Purtroppo non con lo stesso packaging, che costa troppo, ma chi lo sta cercando lo potrà acquistare ai nostri concerti.

Mescalina: "Reservations" invece mi sembra un disco meno pop di "A Minor Revival"…
Karl Smith: Sì … è perché quando abbiamo cominciato a registrare queste canzoni, avevamo circa venti pezzi e così abbiamo deciso di fare due dischi separati, uno più introverso e uno invece diciamo più pop. Alla fine abbiamo fatto prima il disco per così dire più spensierato e poi quelle con le canzoni più sofferte …

Mescalina: Difatti le canzoni parlano soprattutto di sofferenza e di rapporti finiti male: in generale affrontano temi più legati alla tristezza … come sono nate queste canzoni?
Karl Smith: Quasi tutte provengono da delle musiche che io e Pete abbiamo scritto un paio d'anni fa in un periodo in cui entrambi ci siamo trovati ad affrontare la fine di rapporti che duravano da tempo … Sai, bisogna sempre che passi un po' di tempo prima di riuscire a parlarne ed è per quello che, quando le cose ci andavano davvero di merda, non facevamo che cantare allegri pezzi pop!
Mescalina: È anche una questione di sopravvivenza, no?
Pete Cohen: Sì, difatti è una cosa che ci è stata d'aiuto.

Mescalina: Di solito scrivete quando siete in tour oppure avete bisogno di un ambiente più raccolto, più riservato? Magari a casa?
Karl Smith: Ah, dipende, perché di solito, quando sei in tour, non hai molto tempo e, se sei in giro con un furgone o in qualche camera d'albergo, non hai nulla a portata di mano, ma a volte, se non sei troppo stressato e se non devi passare tutto il giorno sul furgone, ti resta un po' di tempo per scrivere. La maggior parte delle volte però non è così.
Pete Cohen: Nell'ultimo tour, che è stato prima in America e poi qua, abbiamo avuto un po' più di tempo e speriamo sia così anche stavolta: certo siamo già molto impegnati, ma non è che dobbiamo passare tutti i giorni, dal primo all'ultimo, su un furgone. Poi abbiamo anche un piccolo spazio a nostra disposizione vicino a Pisa, alla casa della nonna del nostro promoter, e dovremmo riuscire a scrivere qualcosa … almeno speriamo.

Mescalina: Ci raccontate un po' come lavorate sui pezzi e come registrate? Entrate in studio con le canzoni già finite?
Karl Smith: Di solito le canzoni sono già complete, anche se per gli arrangiamenti il discorso è ancora molto aperto. Per quest'ultimo disco abbiamo registrato la maggior parte delle canzoni in studio e poi il resto lo abbiamo aggiunto a casa mia. Abbiamo invitato qualche amico a suonare sul disco e siamo riusciti a sviluppare alcune idee senza quella pressione che c'è di solito, sai com'è, di dover finire entro un certo giorno…










Foto di Maria Battagli
e Christian Verzeletti


Mescalina:
I vostri video invece sono spesso girati in bianco e nero: volevo chiedervi se era una scelta voluta che dipende dall'umore della vostra musica …
Pete Cohen: Credo che sia come per gli arrangiamenti: quando abbiamo una canzone, chiamiamo qualche musicista e vi incorporiamo anche le sue idee ed è la stessa cosa con i video, soprattutto quando i registi sono degli artisti visuali, come quelli con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare noi. Ovviamente abbiamo le nostre preferenze, ma in genere lasciamo che sia chi ha una passione veramente cinematografica a portare avanti l'idea. Per l'ultimo video che abbiamo fatto, noi avevamo già in testa cosa volevamo, ma abbiamo lasciato che il regista sviluppasse una sua visione e la portasse a compimento.
Karl Smith: Così lui ha davvero fatto ciò che pensava potesse funzionare meglio.
Pete Cohen: Di solito lavoriamo così, anche con il fratello di Karl che cura l'artwork e il packaging dei cd. Per l'Ep "Take me with you" lui aveva questa idea con i fiori secchi che … mmh, non ci convinceva del tutto (risate), ma a lavoro finito è diventata una delle copertine che preferiamo. Credo sia importante che la gente abbia una visione completa di ciò che deve realizzare e che non venga invece fermata a metà strada, bisogna aver fiducia e lasciarli fare …

Mescalina: Quando la stampa parla di voi spesso fa riferimento al Nord Europa, che non è esattamente lo stesso posto dell'Australia … forse è per via dei Kings Of Convenience e del fatto che anche voi suonate acustico?
Karl Smith: Noi abbiamo sempre fatto questo tipo di musica poi ognuno ha il suo modo di suonare, ma a Melbourne c'è davvero una scena molto interessante di musica acustica. Non è la stessa cosa invece a Sydney forse perché Melbourne è più europea come città: fa freddo, piove spesso e non è una città particolarmente bella così la gente frequenta parecchio le gallerie d'arte, va ai concerti, insomma è più ricca dal punto di vista culturale.

Mescalina: Sempre a proposito di paragoni vi accostano spesso anche ai Belle & Sebastian …
Pete Cohen: Sì ed è una cosa strana, che faccio davvero fatica a capire perché proprio non vedo dove stiano i punti in comune: loro sono una soul-disco-party band anni Sessanta. Credo che queste siano tutte invenzioni dei giornalisti che hanno sempre bisogno di catalogare tutto ed è una cosa molto triste perché così facendo ti chiudono in una scatola. Cioè finchè è solo un paragone va bene, ma a volte è come se ci facessero dire che noi vogliamo essere come questi o come quelli, bla bla bla …

Mescalina: Forse è perché anche i Belle & Sebastian ogni tanto sono acustici e più o meno introspettivi e ai media basta quello …

Pete Cohen: Sì, però per me la loro musica viene da un posto diverso: si sente molto l'influenza del Northern Soul negli arrangiamenti e in tutto quanto. Soprattutto adesso che sono diventati più dance: non che sia per forza un difetto, ma è una cosa diversa.

Mescalina: Sì, la penso così anch'io: sono diventati più ruffiani e più dance soprattutto ultimamente … ma tornando a voi: sono ormai passati dieci anni da "Enjoy", la vostra prima uscita che risale ormai al 1997 …
Pete Cohen: Sì, l'anniversario vero e proprio dovrebbe essere a gennaio dell'anno prossimo.
Mescalina: State invecchiando …
Pete Cohen: Eh sì!
Mescalina: Che aspettative avevate quando avete cominciato?
Pete Cohen: Ero molto naive all'epoca e non credo di aver nemmeno immaginato tutto questo. Cioè è probabile che abbia immaginato ancora di diventare famoso, quello sì, ma non sapevo che sarebbe stato possibile andare in tour a questo livello per ben sette volte e avere così tanti amici e nonostante tutto … essere ancora povero! (risate) Chi l'avrebbe mai detto? Comunque personalmente sono molto contento anche perché siamo riusciti a costruire molti rapporti importanti come quello con il nostro promoter che è di Pisa e che ormai per noi è come un fratello. Provo molta gratitudine per tutto quanto ci è successo.
Karl Smith: Noi abbiamo sempre preso le cose come venivano: magari hai un periodo fortunato dopo di che le cose cominciano a non andare più così bene e per un po' tutto va di merda fino a quando la situazione si risolleva. In fondo vivere di musica è come vivere di qualunque altra cosa: hai periodi buoni e meno buoni … Devi goderti il viaggio e non fermarti, perché comunque è sempre meglio che lavorare in ufficio.
Mescalina: O in fabbrica …
Karl Smith: Esatto.
Mescalina: Che lavori avete fatto prima di potervi dedicare in modo esclusivo alla musica?
Karl Smith: Ah, un sacco di lavori di merda … Io ho fatto il benzinaio, ho lavorato in una ditta come magazziniere, poi ho fatto anche qualche lavoretto come tecnico del suono e altre cose che mi vergogno a dirti!
Pete Cohen: Anch'io più o meno lo stesso. Ho lavorato in una tipografia, roba di scartoffie, poi ho fatto anch'io il tecnico del suono che non era male se non per il fatto che non si prendeva niente e poi negli ultimi due anni ho lavorato in un ufficio. Hai presente quel tipo di lavori che arrivi alla fine della giornata e hai voglia solo di andare a casa, non hai più le forze necessarie per essere creativo o per desiderare qualcosa, così ti accontenti d sederti a guardare la tv poi vai a dormire, ti svegli, vai al lavoro e si ricomincia … non sono mai riuscito a vivere in questo modo e ora che ne sono fuori non voglio rischiare di tornare indietro.

Mescalina: So che il vostro primo Ep è stato trasmesso da John Peel? L'avete mai incontrato?
Pete Cohen: No, abbiamo fatto una session, ma lui non c'era. Però in un certo senso sono contento per lui perché è uno che non si è mai fermato …
Karl Smith: Sì, è meglio vivere e magari anche morire facendo ciò che si ama.

Mescalina: Posso chiedervi qual è la musica che più amate? Cosa state ascoltando in questo periodo?
Karl Smith: Ah, molte cose diverse, ma soprattutto Johnny Cash.
Mescalina: Quello anch'io! È uno dei miei preferiti di sempre!
Karl Smith: Io sono sempre stato stregato dalla old music. Certo, ho anch'io amici che mi fanno sentire parecchia roba e mi sono piaciute molte cose tra quelle uscite negli ultimi due anni, ma per me le canzoni di Townes Van Zandt hanno qualcosa in più …
Pete Cohen: Io non saprei, sto ascoltando parecchio Herman Dune, è un grande, e anche gli Okkervil River.
Mescalina: Loro li ho visti dal vivo pochi giorni fa e mi sono piaciuti molto.
Pete Cohen: E poi cos'altro? Il nuovo disco di Richard Buckner e il nuovo di Bonnie Prince Billy, anche se non è il suo migliore …

Mescalina: Ora vorrei scegliere una canzone per ognuno dei vostri dischi, nell'ordine "Songs in uniform", "Fresh One" e "Brass Lines". Ora tocca a voi scegliere la vostra preferita dal nuovo disco …
Karl Smith: Oh, ci devo pensare … forse "Firelines".
Pete Cohen: Mmhh …
Mescalina: Credevo che era la domanda più stupida invece è quella più difficile!?
Pete Cohen: Eh sì, per me … forse "Warm July".
Mescalina: C'è qualche motivo particolare?
Pete Cohen: Per via di quello che dicevamo prima sulla fine dei rapporti, è una canzone che sento in modo speciale.

Mescalina: E invece il pezzo strumentale? È una specie di spartiacque o è capitato nel mezzo della scaletta per caso?
Karl Smith: È un pezzo che abbiamo scritto quando eravamo in Texas un paio d'anni fa e ci è sembrato che quello fosse un buon posto dove metterlo nel disco … come ben sai, non abbiamo mai messo troppi pezzi strumentali nei nostri dischi, ma questo non so, forse perché i testi di questo disco sono abbastanza tristi e magari potrebbero appesantire l'ascolto facendo sentire il bisogno di una pausa …
Pete Cohen: Quella canzone poi è importante per noi perché è stato il primo pezzo in cui abbiamo suonato la sega e anche quelle persone che avevamo incontrato in Texas sono ancora importanti nella nostra vita.

Mescalina: Voi siete anche venuti prima del New Acoustic Movement che è durato solo un paio d'anni …
Pete Cohen: Allora è proprio finito! Morto e sepolto!
Karl Smith: Dobbiamo festeggiare!
Mescalina: Era un'altra delle cose che dicevano sempre quando parlavano di voi …
Pete Cohen: Un'altra delle categorie che piacciono tanto alla stampa …
Mescalina: Voi però siete ancora qua!
Pete Cohen: Sì, dopo dieci anni: wow!
Mescalina: Non avete mai pensato di fare un dvd dal vivo?
Pete Cohen: Un dvd dal vivo? Non ci è mai venuto in mente … è una buona idea! Hai una telecamera per filmarci stasera? Non è affatto una cattiva idea, adesso poi abbiamo … quanti video abbiamo fatto finora? Sette, credo. Sai, fino a poco tempo fa i video erano una cosa impossibile perché costavano troppo ed erano difficili da realizzare, ma ora con i dvd è più facile e sarebbe davvero una bella cosa, ti faremo sapere.
Mescalina: Di sicuro fareste contenti i vostri fans.
Pete Cohen: Il problema è il suono: bisogna riuscire ad avere un buon suono quando si registra, ma l'idea è giusta. Dici che sarebbe meglio un concerto completo?
Mescalina: Io di solito preferisco un dvd che comprende un concerto completo e magari poi degli extra …
Pete Cohen: Ok, facciamo così (in italiano, NDR)! Ti metteremo nei credits!
Mescalina: Allora mi pagherete anche i diritti d'autore?
Pete Cohen: Certo, sono un sacco di soldi!
Mescalina: Ah, questa intervista sta dando risultati che non mi sarei mai aspettato!
Karl Smith: Ci siamo trovati bene, è stato un piacere parlare con voi.
Mescalina: Lo stesso vale per noi, grazie davvero.

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