A PHP Error was encountered

Severity: Warning

Message: getimagesize(https://www.mescalina.it/foto/musica/interviste/old/big/intervista_2345.jpg): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found

Filename: controllers/musica.php

Line Number: 977

Intervista Thomas Dybdahl - IL SUONO DI QUEL GRANDE OTTOBRE
Thomas Dybdahl

Thomas Dybdahl

IL SUONO DI QUEL GRANDE OTTOBRE


01/08/2005 - di Christian Verzeletti
In attesa che anche in Italia venga pubblicato “One day you`ll dance for me, New York City”, ultimo capitolo della sua trilogia dedicata ad un’ideale spirito autunnale, abbiamo intervistato Thomas Dybdahl, cantautore che in Norvegia è già più che una promessa.
      
  IL SUONO DI QUEL GRANDE OTTOBRE        Intervista a Thomas Dybdahl In attesa che anche in Italia venga pubblicato “One day you`ll dance for me, New York City”, ultimo capitolo della sua trilogia dedicata ad un’ideale spirito autunnale, abbiamo intervistato Thomas Dybdahl, cantautore che in Norvegia è già più che una promessa.
Mescalina: Thomas, dove ti trovi?
Thomas Dybdahl: Sono a Stavanger, in Norvegia, ho un paio di giorni liberi prima di cominciare le prove con la band per i festival estivi.

Mescalina: Qua siamo in piena estate, un pomeriggio di quelli caldi, e abbiamo in mano “That great October sound” e “Stray dogs”. Stiamo invece ancora cercando il tuo terzo disco … è una trilogia?
Thomas Dybdahl: Sì.

Mescalina: So che in patria hai raggiunto il traguardo del disco d’oro e anche di platino, così mi chiedevo perché i tuoi dischi non sono così distribuiti da queste parti …
Thomas Dybdahl: In verità io credevo che i primi due dischi fossero reperibili in Italia … hmm, mi sa che dovrò fare qualche telefonata …

Mescalina: Non preoccuparti, i primi due dischi si trovano, è solo il terzo che ancora non è arrivato … infatti qua chi ti conosce è più che altro per “That great October sound” che risale ormai al 2002 … raccontaci invece del tuo ultimo disco…
Thomas Dybdahl: Si intitola “One day you`ll dance for me, New York City” ed è uscito in Norvegia nell’ottobre dell’anno scorso. Mi piace descriverlo come un disco ambizioso che cerca di non essere troppo ambizioso. È un album molto pacato.

Mescalina: Ho visto che è arrivato al primo posto delle classifiche norvegesi, il che vuol dire che ti sei già fatto un nome nel tuo paese …
Thomas Dybdahl: Sì, in effetti le cose qui in Norvegia per me stanno andando davvero bene da un paio d’anni a questa parte. Adesso è giunto il momento di vedere se anche in Europa la mia musica riesce a trovare chi la apprezzaJ

Mescalina: Hai pubblicato anche un dvd, no? È un concerto o altro?
Thomas Dybdahl: Bè, si tratta di un concerto, ma contiene anche un documentario che parte dal periodo in cui le cose hanno cominciato a smuoversi qui in Norvegia. Come dvd è molto sincero e non vuole essere sensazionale.

Mescalina: C’è qualche differenza nel tuo suono rispetto a “That great October sound” e “Stray dogs”?
Thomas Dybdahl: Direi di sì. Le mie influenze classiche e cinematografiche emergono di più in questo terzo disco per quanto sia molto tranquillo ed intimista.

Mescalina: Mi ha colpito il modo in cui lavori sullo spirito e sulla struttura delle canzoni con arrangiamenti delicati e carichi di soul: questo dà ai tuoi pezzi un’atmosfera che si avvicina davvero a quell’idea malinconica di “October sound” …
Thomas Dybdahl: Sì, questa era infatti l’idea che sta dietro alla trilogia: sentivo che c’era abbastanza materiale che si poteva ottenere lavorando su quel tipo di sensazione e di umore e così ho voluto esplorarne ogni dettaglio in questi tre dischi.




Mescalina: So che alcune delle canzoni del primo disco sono state registrate a New York … poi anche il titolo del tuo ultimo disco fa riferimento a New York: sembra proprio che hai un legame particolare con quella città … è così?
Thomas Dybdahl: Sì, New York è stata la mia musa negli ultimi quattro o cinque anni. Continuo a tornarci per trovare nuova ispirazione, ma anche per passarci il mio tempo libero e non mi delude mai. È una città che è piena di solitudine e che allo stesso tempo ha ritmi frenetici, esasperati dalla competitività.

Mescalina: Alcune delle tue canzoni sono state influenzate dall’Undici Settembre?
Thomas Dybdahl: Non in modo così diretto e specifico, semmai si può dire che quello che è successo ha avuto sicuramente un forte impatto su di me. Quel giorno credevo fosse la fine del mondo … è stato pazzesco!

Mescalina: Forse il titolo del disco, con quell’“October sound”, è un riferimento allo spirito con cui si è vissuto subito dopo la tragedia?
Thomas Dybdahl: No, più che altro il titolo è un modo per descrivere molto alla lettera lo spirito con cui e su cui stavo lavorando … è qualcosa che si sente nell’aria qui in Norvegia quando arriva l’autunno, sai, quando si sa che sta per arrivare un inverno davvero lungo …

Mescalina: Un inverno che sarà lungo ma che ti vedrà anche molto impegnato: andrai in tour soprattutto nel Nord-Europa o anche negli Stati Uniti?
Thomas Dybdahl: Per adesso sto suonando in Europa, ma mi piacerebbe estendere il tour negli Stati Uniti e anche in Asia …

Mescalina: In Asia? Immagino che tu voglia andare alla ricerca di un po’ di caldo … non hai in programma di venire a suonare in Italia?
Thomas Dybdahl: Io lo spero, davvero. Ho detto alla mia agenzia di mandarmi a suonare nel vostro paese dopo che sono stato in vacanza in Toscana e soprattutto a Firenze poco tempo fa … che posti incredibili! E poi che cibo … e che vino …

Mescalina: Io invece ultimamente ho sentito parlare di te da un altro cantautore norvegese, si chiama Terje Nordgarden, lo conosci?
Thomas Dybdahl: No, mi dispiace …
Mescalina: Infatti il suo disco è uscito solo in Italia … comunque la Norvegia oggi rappresenta una buona scena per i cantautori, soprattutto se suonano acustico, no?
Thomas Dybdahl: Sì, credo di sì, da noi la gente apprezza chi ha una buona storia e la sa raccontare con un po’ di sana buona chitarraJ

Mescalina: A questo proposito tu mi sembri molto attivo: oltre ai tuoi dischi, sei anche il cantante dei “The National Bank” … che musica fai con questa band?
Thomas Dybdahl: The National Bank è un progetto formato da gente dalla più varia estrazione musicale, chi dal jazz, chi dal rock e chi dall’elettronica. Così quello che facciamo è un vero e proprio mix, immaginati delle grandi canzoni pop spruzzate di elettronica e con dei testi davvero minimali.

Mescalina: Poi scrivi anche per altri artisti e anche per il cinema …
Thomas Dybdahl: Sì, è vero, però per gli altri scrivo solo occasionalmente oppure dò a loro quelle canzoni che non sono adatte per me. Per quanto riguarda il cinema, sto lavorando ad una colonna sonora proprio in questo periodo.

Mescalina: Sembra che tu abbia una scrittura molto fertile ed incessante: hai fatto un disco all’anno finora …
Thomas Dybdahl: Non immagini quante cose si possono fare in un anno …

Mescalina: Bene, vuol dire che possiamo aspettarci un tuo nuovo disco molto presto!
Un’ultima domanda: dove si può trovare “One day you`ll dance for me, New York City”?
Thomas Dybdahl: Basta andare su www.checkpoint.no or www.cdon.no

Mescalina: Grazie della tua gentilezza.
Thomas Dybdahl: Figurati, ti auguro una buona giornata.
Mescalina: Anche a te.