Pietruccio Montalbetti

Pietruccio Montalbetti

Pietruccio Montalbetti senza i Dik Dik


01/02/2018 - di Giuseppe Verrini
Dopo oltre 50 anni di carriera artistica lo storico fondatore dei Dik Dik, Pietruccio Montalbetti, presenta “Niente” , il suo primo disco da solista .
La presentazione avviene alla  Antica Trattoria Arlati, lo storico locale-trattoria per la musica a Milano, ed è arricchita da  un breve showcase acustico in trio con Riky Anelli alla  chitarra e Francesco Matano alle  percussioni.  L’idea del disco è nata proprio in questo locale durante una delle serate che si tengono  il primo lunedì  del mese, organizzate da Giordano Casiraghi dedicate alla Musica a Milano, e che vede numerosi artisti esibirsi sul palco del locale nel lungo e stretto piano inferiore, che in passato ha visto grandi nome della musica italiana come Lucio Battisti , Formula 3 e molti altri.

Vicino a compiere i settantasette anni, in grande forma anche fisica, e con oltre 50 anni di carriera artistica alle spalle, Pietruccio Montalbetti non finisce di stupire e tra un concerto e l’altro con i Dik Dik, la scrittura di libri (ne ha ben sei di nuovi in programma  tra cui un giallo),  viaggi ed esplorazioni in giro per il mondo , trova anche  il tempo e la voglia di realizzare il suo primo disco solista.  Dodici canzoni, con alcune cover di brani dal grande repertorio dei Dik Dik, altri pezzi da lui amati e nuove composizioni  che dice “fanno capire chi sono”, per un progetto curato da Boris Guertler, Roby Matano  e Dario Cantelmo e che esce per la storica SAAR Records anche in vinile.

E’ un lavoro che vede la presenza nel brano I ragazzi di Via Stendhal, di  Ricky Gianco e Cochi Ponzoni , tutti e tre  vecchi amici cresciuti insieme nella storica via e anche compagni di scuola.

Pietruccio confessa “  La musica non era nel programma nei sogni della mia vita. Fin da piccolo desideravo due cose: andare in giro per il mondo in solitario su una barca a vela oppure fare l’esploratore. Il destino ha voluto che facessi il musicista, per giunta di successo, non avevo quello che si definisce il fuoco della musica, ma ciò che mi ha spinto era il desiderio di stare su un palco di fronte alla gente, in fondo avrei potuto fare del teatro”.

Ci sono due brani nel disco che rappresentano bene l’uomo Pietruccio Montalbetti , la sua semplicità, la sua modestia , il suo modo di essere, la continua voglia di conoscere e scoprire posti e persone, e sono la title track Niente,  versione italiana di Nothing but the Whole,  un pezzo di Jacob Dylan, tratto dall’album  Woman + Country (2010), ma con un testo decisamente diverso dall’originale, e   Lo Straniero  brano di George Moustaki, anche questo  filtrato dalla personalità “straniera” del viaggiatore  Pietruccio

Conclude raccontando “Dei miei due sogni iniziali, uno sono riuscito a realizzarlo velocemente e tutt’oggi grazie alla musica, fin dall’inizio della mia carriera, realizzo il mio secondo sogno, per girare il mondo in solitaria.” , viaggi raccontati in  due dei quattro libri da lui scritti fino ad oggi.

Ha viaggiato  moltissimo e continua a farlo  in tutto il mondo ma , da non credere, non è  mai stato nè in California nè all’Isola di Wight.