Tom Robbins

Tom Robbins Natura morta con picchio


Baldini e Castoldi 1998, € 6,71

di Andrea Balestri
Premessa: qualora vi capiti fra le mani “Natura morta con picchio” ed iniziando la lettura vi sentite demotivati a proseguire, vi consiglio di non abbandonare questo libro e di tenere duro, vedrete che i vostri sforzi saranno ricompensati.

In principio, infatti, si è travolti da un turbinio di situazioni e personaggi che in maniera apparentemente confusa fanno la loro comparsa ad un ritmo incalzante, e questo invoglia a mollare la lettura, oppure, ancor peggio, a considerare questo libro niente più che semplice caos, ma sappiate che non è così. La storia adagio acquista corpo e coinvolge, facendo crescere la classica voglia di sapere come va a finire.

Si racconta della principessa Leihgh-Cheri, rampolla di una nobile casata di esiliati, la quale incontrerà il suo principe azzurro sotto le spoglie del dinamitardo Bernard Mickey Wrangle, detto “il picchio”. Ma il racconto, naturalmente, non si esaurisce qui, fanno da contorno tante altre persone bizzarre e situazioni grottesche: dalla anziana governante che scoprirà i “benefici” della cocaina e di essere una persona di sangue blu, fino al ricchissimo principe arabo A’ben Fizel, spasimante di Leihgh-Cheri, passando per l’incomprensibile favola della principessa con la palla d’oro. Con lo scorrere delle pagine, poi, si sveleranno al lettore numerosi e arcani segreti: per esempio, sapevate che il pacco delle sigarette Camel è un arnese esoterico? E che è la forma delle piramidi a conferire a questi edifici una energia magica? E ancora, che le persone dai capelli rossi discendono dagli extraterrestri?

In altre parole si tratta di una specie di fiaba surreale condita da un pizzico di strampalata psichedelia, che nella sua essenza vuol comunicare la bellezza e il mistero celato nell’incontro casuale di due anime, che tenteranno di scoprire qual è il segreto per ottenere la felicità. Ma soprattutto con questa storia si vuol dare una risposta alla domanda: com’è possibile far perdurare l’amore? E se alla fine forse non si avrà una risposta esaustiva, sicuramente si avranno idee più chiare in proposito.

Questo racconto, inoltre, si distingue per l’uso di una scrittura davvero originale, e Tom Robbins è uno scrittore che sa spargere i tanti pezzi di una storia per poi ricomporne magistralmente il puzzle man mano che passano le pagine. Quel tipo di scrittura che a prima vista appare annebbiata, ma che in realtà ha un proprio impianto ben definito, in grado di condurre il lettore fino al termine del libro per poi lasciarlo appagato del tempo che non ha perso invano.