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Paolo Terni

La melodia nascosta - l`amore per la musica, tra scoperta e ribellione

Paolo Terni


Bompiani, 2013

di Eliana Barlocco


“La musica, qualsiasi musica, parla solo attraverso te stesso, narrandosi (e narrandoti!) attraverso l’ascolto: vera e propria macchina da guerra, circuitante e cortigiana, l’ascolto è dunque capace di riprodurre meticolosamente rugosità e avvallamenti (insomma l’ortografia stessa!) del paesaggio testuale indagato.” Potrebbe essere racchiusa in questa frase la summa del libro di Paolo Terni “La melodia Nascosta”. Il libro è un affresco composto di episodi di vita dell’autore, tinteggiato utilizzando le arie, le melodie, le opere amate dall’autore/esecutore. Sono racconti brevi - attimi di vissuto quotidiano - legati alla musica e, al contempo, la musica stessa ci narra dell’autore. 

Alcuni elementi colpiscono in particolare:

La copertina: ‘Ile Rousse (cielo a pentagramma)’ di Luigi Ghirri. Forse metafora della nostra vita. Il cielo terso, estivo. Con nuvole vaganti pronte per essere poste alla giusta altezza sul pentagramma sovrastante, per riuscire infine noi stessi a creare quella melodia nascosta in ognuno di noi…che è un poco lo scopo della presente lettura.

La lettura: mi ricorda quando le auto (almeno quella che usavo io da neo-patentata) si mettevano in moto con calma. Ossia, si doveva imparare a regolare con sapiente maestria quella magica, eppure odiata, valvola dell’aria. Non bisognava né abbondare, né usare troppa parsimonia nell’utilizzo. Così la mia lettura di questo libro è stata in crescendo. Da un andamento lento a un andante mosso, fino a raggiungere la perfezione. Ossia il giusto ritmo di lettura indispensabile per afferrare appieno i concetti.

La lingua: leggevo di recente dell’impellente necessità, da parte di alcuni editori, di riscrivere in un italiano corrente e meno antico (?) alcuni grandi classici. Spiegatemi voi quale è lo scopo di questa operazione. Io ho letto con piacere questo libro proprio anche per l’utilizzo della lingua italiana. Era da tempo che non incappavo in un uso variegato e articolato dell’italiano. Forse tutto ciò è dovuto al fatto che Paolo Terni - italiano nato ad Alessandria, amante del francese, frequentatore anche di ambienti anglofoni - ha, nel corso della sua vita, padroneggiato diverse culture: “era un continuo rimettersi a fuoco, cambiar scena, linguaggio, costumi, gusti, alimenti, letture, ascolti: una perenne metamorfosi mi era diventata naturale, spontanea, come succede ai camaleonti quando cambiano colore.”

L’elenco delle opere: citate alla fine del libro, denota oltre che un’attenzione alla curiosità del lettore, anche l’anima pedagogica dell’autore (consulente, divulgatore e insegnante). E, proprio con un compito che Terni affida ai propri alunni estrapolato da uno degli ultimi capitoletti, chiudo questo mio scritto: “Nessun pensiero musicale è davvero possibile senza riuscire a pensare il silenzio ...”  Bella Sfida!