Michele Mezzala Bitossi

Michele Mezzala Bitossi Piccoli esorcismi tra amici


Habanero Erga edizioni Racconti | Narrativa Italiana

14/06/2012 di Arianna Marsico


Michele Mezzala Bitossi, aggiunge alle esperienze sonore con i Numero6 e da solista come Mezzala quella della scrittura. Scrivere testi per le canzoni non è come scrivere un romanzo o un racconto. In quest’ultimo caso serve una maggior coesione tra gli sprazzi di immaginazione che magari con le note sono geniali, visto che non tutti si chiamano James Joyce. Ma confrontando i racconti con i testi riportati in appendice si tira un sospiro di sollievo. Michele Mezzala Bitossi con Piccoli esorcismi tra amici dimostra di essere ben consapevole di questa differenza. I racconti, tra l’autobiografico e le storie di ordinaria follia, racchiudono in poche pagine l’amore per la musica e la voglia di sfondare, la perdita improvvisa e la successiva disperazione, il tormento e la gioia della quotidianità in famiglia e l’amore per il Genoa. E tutto emerge come se si leggesse un diario cinico e sarcastico a tratti, dolce ed appassionato in altri. L’occhio di Michele legge ciò che gli accade attraverso la lente del musicista emergente, stranito e seccato dalle domande della parrucchiera Cinzia (“La musica come va?”), desideroso di assaporare tutto e non farsi tramortire dal tran tran (“Quando dopo tanto tempo devi usare il cervello è un bel casino non trovi?”).

 

Manca solo un collante tra i diversi quadri per rendere il tutto non una semplice raccolta ma un’unità precisa. Ma forse proprio questo Michele voleva proporci: Piccoli esorcismi tra amici contro le paranoie di tutti i giorni.