Mark T. Mustian

Mark T. Mustian La memoria del vento


Piemme, 2012 Narrativa Straniera | Romanzo

09/10/2012 di Eliana Barlocco
Noi siamo il risultato di eventi, scelte, accadimenti esterni e interni a noi stessi. Tutto viene serbato nel cassetto della nostra memoria. Ma se non avessimo più la possibilità di accedervi per molti anni e poi di improvviso si rompesse il vaso di pandora da cui fuoriescono esperienze, volti e luoghi in cui a fatica ci riconosciamo? E se ciò che gradatamente apprendiamo di noi stessi non dovesse piacerci? E' quello che succede a Emmett Conn, il protagonista di La Memoria del Vento di  Mark T. Mustian.

Emmett, ormai novantenne, si ritrova ad affrontare un passato che aveva rimosso e con cui deve fare i conti. Un passato pesante, fatto di morti, dolore. Riscopre un'altra identità (Ahmet Khan) che la sua memoria aveva serbato per anni e che lentamente a seguito di una malattia riaffiora dapprima, in singole gocce,  poi come un fiume in piena travolge quel che resta della sua esistenza.

Ripercorrere il passato lo porta a compiere un viaggio in se stesso, scandagliando la sua vita a ritroso. Si ritrova a pensare e a valutare la propria condizione di immigrato (cittadino turco negli Stati Uniti) e a sentirsi, nonostante tutto, ancora uno straniero che si deve giustificare per ogni cosa; rivaluta il suo operato come padre (incapace di comunicare con le figlie); ma soprattutto si rivede assassino, stupratore, carnefice. Testimone e, al contempo, protagonista della deportazione del popolo armeno. 

Nella bella post-fazione al libro, Mustian ci spiega il percorso che lo ha condotto alla stesura del romanzo. A pochi anni dal centenario genocidio armeno, emblematica appare dunque la figura di Emmett che nel suo tendere alla verità compie un atto di riconciliazione verso il proprio passato perché:  "Ricordare significa vivere. Dimenticare, come scopre Ahmet Khan, ha il suo prezzo....Talvolta il processo della conoscenza è doloroso, inopportuno, o persino schiacciante. Ma è essenziale. Ci mette a nudo per ciò che siamo stati, e per ciò che possiamo diventare"