Fabio Volo

Fabio Volo Esco a fare due passi


Mondadori, 2001, £ 24000

di Andrea Balestri
Il solito personaggio che sfrutta la notorietà acquisita altrove per fare lo scrittore! La solita mossa commerciale di mettere la faccia di una persona nota sulla copertina di un libro scritto con tutta probabilità da altri! Ma allora scrivono proprio tutti! Queste frasi, o altre del genere, saranno sicuramente venute in mente a chi ha intravisto in libreria, o ha in altro modo avuto notizia di questa opera di Fabio Volo (per intenderci il conduttore moro delle Iene e uno dei dj di Radio Dj), ma ancor di più si sarà meravigliato chi ha notato il fatto che oltretutto il libro in questione ha venduto parecchie copie. Io sono fra questi ultimi e onestamente ero molto prevenuto nei riguardi di Esco a fare due passi tant'è che se non mi fosse stato regalato non l'avrei mai letto. Debbo dire in verità che mi sono in parte ricreduto. Che non sia un capolavoro è chiaro, ma bisogna dare atto a Volo di avere scritto qualcosa che anche se avrebbero potuto fare in molti, molti non l'anno fatto, o l'hanno fatto male. Volo ha descritto in modo semplice la "famosa" generazione dei trentenni di oggi: insicuri e spaventati dall'idea di dover prendere decisioni importanti. Nello scrivere l'autore ha messo molto di sè: si tratta della storia di un Dj che scrive a un amico sui suoi dubbi, sulle donne, l'amore, la vita, la musica e su quello stato di apnea perenne che attanaglia questa generazione. Pur non essendo propriamente autobiografico l'autore racconta a cuore aperto tutto il suo mondo, le sue riflessioni e le sue esperienze. I ricordi si invischiano poi con episodi spiritosi, a volte banali ma divertenti e raccontati bene, e a tutto questo fanno da sfondo le diverse vicende di un percorso maturativo fatto di scoperte e prese di coscienza che in un modo o nell'altro un po' tutti ad una certa età hanno vissuto ma delle quali, tuttavia, spesso trovano imbarazzante parlare in toni così espliciti ed autoironici. Sta proprio qui la forza di Esco a fare due passi: nella capacità di identificazione col lettore, la semplicità e la schiettezza. In conclusione trovo che, pur non essendo un'opera letteraria eccezionale, il libro ha una sua onestà.

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recensione di Andrea Balestri