Don Andrea Gallo

Don Andrea Gallo Come un cane in chiesa, Il Vangelo respira solo nelle strade


Piemme, 2012 Saggi | Società | Religione filosofia

30/01/2013 di Elena Bertoni

Don Andrea Gallo, sacerdote genovese di 84 anni, grande amico tra gli altri di Fabrizio De Andrè e Gino Strada, è il fondatore della Comunità di San Benedetto di Porto, che da oltre quaranta anni si occupa di persone estremamente bisognose. Oltre a queste attività “umanitarie” Don Gallo ha anche una intensa attività editoriale. Infatti è autore di parecchi libri, tutti molto “tosti”, con i quali vuole lanciare il suo invito al dialogo e alla speranza tra tutti gli esseri umani.

In questo suo ultimo lavoro, che è arricchito dalle vignette di Vauro, Don Gallo affronta  alcune pagine dei Vangeli, quelle che lui stesso definisce le più forti e scandalose, perché parlano degli emarginati, peccatori, prostitute, diseredati, insomma quelli che vivevano ai margini della società del tempo. Proprio  cercando di seguire alla lettera il Vangelo, Don Gallo scende in strada  e raccoglie la disperazione di barboni, transessuali, drogati, cioè quelli che oggi sono “gli ultimi”  quelle persone che la società dei benpensanti e le alte gerarchie ecclesiastiche  continuano  a considerare come “cani in chiesa” cioè che danno fastidio. Don Gallo stesso si considera “un cane in chiesa” paragonandosi  al Savonarola nel ‘500 che con le sue prediche “abbaiava”  e che ce l’aveva un po’ con tutti.

Il libro affronta quindi temi considerati scomodi nella società odierna e Don Gallo, sempre con il suo stile, schietto e pungente, ma semplice e che porta al sorriso, non esita a sottolineare   l‘assurdità del potere temporale della Chiesa “attaccata come una ventosa ai lasciti del Medioevo” spronando i porporati e i sacerdoti a scendere in strada e confrontarsi con la povera gente,e ricorda più volte  la ventata d’aria fresca portata ben cinquanta anni fa dal Concilio Vaticano II. Invita anche tutti i cristiani, paragonati al sale che si scioglie e scompare dando sapore ai cibi ma che se manca rende tutto  insipido, a dialogare con tutti e portare nel mondo quell’amore che è l’essenza stessa del  Vangelo.

Bellissimo il capitolo sulle “Beatitudini” in cui Don Gallo esalta tutti gli Operatori di pace, senza distinzione di colore, di religione o classe sociale.

E’ un libro molto intenso, a volte non facile, che invita a riflettere profondamente e a porsi molte domande. E’ dedicato a tutti  anche a quelli che credenti  non sono perché come disse il Cardinale Martini, grande personalità di cui Don Gallo, e non solo lui, sente già la mancanza “Ciascuno di noi ha in sé un credente ed un non credente che si interrogano a vicenda”.