Questo cd degli W.I.N.D. rischia di diventare un caso imbarazzante all’interno del panorama del rock in italiano, perché non c’è nessuno nel nostro paese che suoni in questo modo. Si sa, il blues non ha mai veramente attecchito dalle nostre parti e questo potrebbe rendere difficile la comprensione di un disco come “Hypnotic dream”.
Per chi non ne fosse al corrente, meglio chiarire subito che gli W.I.N.D. sono ben al di sopra della media di qualunque emergente e anche dei pochi gruppi blues che popolano la penisola, per lo più cover bands. Basti pensare, che hanno suonato con gente del calibro di Yardbirds, Blues Brothers, Animals, Dr. Feelgood e che in cinque brani godono dell’apporto di Johnny Neel, pianista e organista della Allman Brothers Band e dei Gov’t Mule, ovvero il gotha del rock-blues americano. Non si tratta di vantare una serie di collaborazioni estemporanee, come può ignobilmente permettersi certa gente nel nome del blues: Fabio Drusin, Jimi Barbiani e Sandro Bencich suonano e dimostrano di essere degli autentici bluesmen.
Due cd, (uno aggiunto di bonus track, live e video), che non temono confronti con nomi storici del southern rock, sia per capacità tecniche che compositive: i brani di produzione propria non sfigurano con cover del calibro di “Hoochie coochie man” e di “Spoonful”. A loro volta, queste vengono interpretate con coraggio, senza calcare sulle battute storiche o sui noti riff , ma aggiungendo del proprio, dilatando qua e là, aumentando gli accordi e i giri di basso.
Gli W.I.N.D. tengono il passo anche degli interventi di Johnny Neel, che non risulta così un superospite o un membro aggiunto, ma piuttosto uno della band: i suoi assoli di organo si muovono alla pari con la chitarra di Barbiani e con l’armonica di Drusin, mentre certi fini ricami all’inizio o alla fine dei brani si distinguono alla pari degli intro del power trio friulano.
In più, ci sono capacità e coscienza di tutto il territorio blues e southern-rock, che arrivano a bagnarsi nel soul e nell’hard-rock: grazie ai cori di Graziella Vendramin e di Adriana Vasquez, “Can you feel me” e “Tomorrow never comes” godono di impasti vocali che non hanno nulla da invidiare ai Black crowes più black. Allo stesso modo la parte strumentale di “Moon blues” ha certi richiami di zeppeliniana memoria, mentre la title-track potrebbe ipoteticamente aprire il leggendario “Live at Fillmore” della Allman Brothers Band al posto di “Statesboro blues”.
La voce di Drusin è un corpo aggiunto nelle ballate e nei pezzi più stradaioli, quando la slide di Barbiani accende la miccia a memorabili boogie. Ovvio, quindi, che tutto questo sfoci in parti strumentali da jam-band, senza che però si perda mai di vista lo spirito blues della canzone.
Gli W.I.N.D. sono un gruppo vero, con una personalità assai rara, di fronte a cui ci si dovrebbe inchinare con il massimo rispetto. Anche se poi l’impatto di “Hypnotic dream” è talmente forte da far gridare al miracolo! |
| TRACK
LIST: |
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| > Going lazy |
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| > Can you feel me |
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| > Tomorrow never comes |
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| > Boogie man |
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| > Dance with the devil |
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| > Taste it |
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| > Moon blues (part i) |
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| > I can’t live it anymore |
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| > Hoochie coochie man |
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| > Hypnotic dream |
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| > Over the sun (bonus cd) |
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| > Keep on livin’ (bonus cd) |
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| > Spoonful (bonus cd) |
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| > Jammin’ with johnny (bonus cd) |
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