Walter Beltrami è un giovane chitarrista bresciano, classe 1974, nato col rock ed il blues e perfezionatosi nell’ambito del jazz con una stagione di full immersion negli States; tornato in Europa è ulteriormente maturato con contatti ai massimi livelli (corsi con Metheny, Liebman, B. Marsalis e altri) ed ha formato un trio con Roberto Bordiga (basso) e Emanuele Maniscalco (batteria).
In questa formazione ha pubblicato il primo ´WB3´ (2005 – Phililogy) e ´Piccoli Numeri´ (2007 – Cam) affermandosi così come una tra le più interessanti novità del jazz nazionale.
Questo suo terzo lavoro lo vede attivo con i suoi compagni di avventura, ai quali si è aggiunto lo splendido sax tenore (e clarinetto) di Francesco Bearzatti, inaugurando nel modo migliore la nuova etichetta Re:think-art.
Il lavoro è dedicato all’arte del grande regista Ingmar Bergman, molto amato da Walter, ma non va inteso come una colonna sonora cinematografica; l’opera si apre e si chiude con parti diverse del brano ´Emotions´, composto da Erik Nordgren, autore classico svedese che realizzò anche colonne proprio per Bergman, ma qui si fermano le citazioni.
Quasi a mo’ di sandwich musicale tra queste due fette di musica contemporanea sono contenuti i brani scritti da Beltrami e Bordiga; si alternano due anime diverse e complementari, la prima più mittleuropea, quasi algida alla ECM, narrante ma non didascalica, e la seconda più vivace, con spunti quasi da avant-rock o post coltraniani.
´Tormento´, ´Luci d’inverno´, ´Thulin´ e ´Ritorno da Lund´ esemplificano la prima tipologia, con ballate rarefatte e dilatate; ´Spider´, ´Ppp´ e ´Timoka´ sono esempi della seconda anima, più elettrica, con echi che ricordano i voicing di Branca o di Ulmer.
Pur intestato a Beltrami il disco non è un lavoro di un solista e, a ben guardare, nemmeno di un chitarrista in senso stretto; il trio è la dimensione base, perfettamente integrata in uno schema che supera l’interplay tradizionale, con chitarra e basso che operano tra unisoni e controcanti basati su cellule melodiche brevi, mentre la batteria fa da tappeto o da mouquette; il sax interviene in rilievo dando colore e intensità (si ascolti lo splendido ´PPP´), il clarinetto racconta vivace ("Train to Basel").
Lavoro complesso, ricco ma non difficile né tantomeno cervellotico, la cui cifra di merito principale è l’originalità; più europeo che italiano richiede concentrazione ma ripaga alla grande.
Benvenuta Re:think-art e soprattutto auguri, affinché sia sempre mantenuto il livello proposto in questa tua prima uscita. |
| TRACK
LIST: |
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| > Emotions
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| > Timoka
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| > Tormento
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| > Train to basel
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| > Corridors
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| > Luci d’inverno
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| > Spider
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| > Thulin
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| > Ritorno da lund
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| > Ppp
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| > Emotions |
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