Mescalina - Musica & DintorniMUSICAARTELIBRIFOTOGRAFIACINEMA
Home Page
Recensioni Band Emergenti Live Report Interviste & Special Festival Rubriche
mescalina
VIRGINIANA MILLER Fuochi fatui d’artifico

VIRGINIANA MILLER

Fuochi fatui d’artifico

Radiofandango/Edel 2006

Articolo di: Christian Verzeletti  Del 22/01/2007
A quanti seguono la scena pop italiana, quella alternativa tra i Baustelle e i Perturbazione, non sarà sfuggito questo nuovo disco dei Virginiana Miller.
O almeno non dovrebbe essere sfuggito, perché “Fuochi fatui d’artifcio” è un lavoro che fa del pop una materia complessa e cangiante, non catalogabile sotto un’unica voce.

È questo lo stile dei Virginiana Miller, che – ricordiamolo – sono in pista ormai da dieci anni anche se si è cominciato a parlare davvero di loro solo con “La verità sul tennis”. La band livornese ha la capacità di piegare a proprio piacimento il pop e la canzone d’autore creando una creatura ibrida che non soddisfa l’ascolto, che lascia con quesiti e accostamenti irrisolti.

“Fuochi fatui d’artifcio” è un disco da riascoltare con calma, perché non è composto solo della tipica nostalgia italiana per il proprio passato e per la propria gioventù: Simone Lenzi e compagni estendono il discorso al di là degli anni ’80, anche se questi fanno sempre da sfondo complici suoni di chitarre e tastiere new wave. Le canzoni implicano un passato storico che richiama Alessandro Magno ed Enrico Mattei, Pasolini e Marx ed imbastiscono una visione della realtà inquieta, anche quando il rimando va ad un livello più basso (Uri Geller, il Commoder 64).

L’obiettivo è quello di dirigere l’attenzione dell’ascoltatore sull’alienazione silenziosa di cui è vittima il nostro tempo ed il disco riesce benissimo in questo tratteggiando una cortina di disumanità che si snoda di traccia in traccia.

I fantasmi che vengono chiamati in causa, dalla DDR al problema del petrolio, non si aggirano cupi sulle canzoni, ma vi compaiono e scompaiono all’interno in sintonia con l’ambiguità pungente dei testi e degli arrangiamenti. I brani infatti salgono su spigoli dark con la stessa frequenza con cui girano attorno a delle keyboards robotizzate (“C64” e “Dispetto”) creando un’equazione tra impensierire e sfottere.

I Virgianiana Miller riescono così a suonare esistenziali senza perdersi in leggerezze nostalgiche o in pesi concettuali. Il punto di maggiore equilibrio è raggiunto in “Per la libertà”, mentre “Re Cocomero” gira attorno alla beata ignoranza delle genti italiche con lo stesso spietato sorriso con cui “L´anno dello scambio culturale Italia-DDR” punta il dito sugli spettri dell’Europa e “Onda” ricorda la tragedia dello Tsunami attraverso un linguaggio da cartolina.

Tra il lamento di un violino, qualche rumore in sottofondo, il soffio di un sax baritono e il ticchettio di un orologio i Virginiana Miller hanno costruito un disco che guarda avanti verso il pop alternativo e indietro verso la nostra musica leggera.

Non per niente chiudono il disco con “Insonnia”, una riflessione sul tempo e sul mal di vivere. Inafferrabili in tutto e per tutto.
TRACK LIST:
> Uri geller
>
> C64
>
> Per la libertà
>
> Formiche
>
> Dispetto
>
> L´anno dello scambio culturale italia - ddr
>
> La sete delle anime
>
> Re cocomero
>
> Dopo la festa
>
> Onda
>
> Insonnia
Articoli collegati a: VIRGINIANA MILLER

VIRGINIANA MILLER   VIRGINIANA MILLER  IL PRIMO LUNEDì DEL MONDO
  Articolo del: 28/06/2010

VIRGINIANA MILLER   VIRGINIANA MILLER  LIVE A DORIA 83 NAPOLI
  Live del: 15/04/2010

VIRGINIANA MILLER   VIRGINIANA MILLER  FUOCHI FATUI D’ARTIFICO
  Articolo del: 22/01/2007

VIRGINIANA MILLER   VIRGINIANA MILLER  ""
  INTERVISTA del: 02/07/2003

VIRGINIANA MILLER   VIRGINIANA MILLER  LA VERITà SUL TENNIS
  Articolo del: 31/03/2003



mescalina.it
mescalina.it