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VAN CLEEF CONTINENTAL Red Sisters

VAN CLEEF CONTINENTAL

Red Sisters

Casa Molloy 2009




Articolo di: Vittorio Formenti  Del 16/10/2009
Dopo la pubblicazione del CD negli USA (2008) il gruppo bresciano realizza l’esordio in terra nazionale con questa edizione distribuita dalla Audioglobe.
Nato nel 2004 come deriva solista del leader Andrea Van Cleef (voce, basso, composizione) dai Bogartz il combo si presenta nella sua formazione definitiva con Elena Lady Cortez (piano, organo, cori), Blodio (chitarra), Helgast (batteria, cori), Lobo (percussioni).
La formazione chiarisce la matrice ad alta valenza ritmica del progetto, completamente confermata dai brani in scaletta; le radici principali appaiono affondare nel rock indipendente e marginale americano (e perché no anche australiano) degli anni ’80 con evidenti riferimenti a Nick Cave, a Iggy Pop, ai Doors e a un certo desert rock di gusto noir.
I brani sono tutti a firma del leader Andrea e risalgono prima della formazioni attuale, con la quale sono stati arrangiati in venature rock essenziali, spesso sottrattive.
Storie cupe con tinte tra il nero e il rosso che, a mo’ di racconti brevi generalmente limitati a due protagonisti, narrano vicende di depressione "Dry Queens", di disagi personali ´Fire in my bones´, di paranoia ´Fear Of Waking Up..´, di violenza e morte ´Anne Lee´, di convivenze problematiche ´In a red room´; l’orizzonte tuttavia non é pessimista, ci sono squarci di luce e il senso del macabro convive in una tensione quasi dialettica con la possibilità di una soluzione.
La musica è in perfetta sintonia con la narrazione e la dicotomia buio/luce; riff specifici e ritmica in evidenza sottolineano i passi principali dei brani (il pedale del piano in ´Anne Lee´ detta ritmo ed evoca quasi una campana funebre, la conclusione di ´Fear of Waking Up,…´ evoca un’ipotesi di serenità possibile, l’apertura del canto nel chorus di ´Dry queen´ suona come un invito al riscatto, tessiture sintetiche e passaggi con tutti in crescendo sottolineano l’alternanza di dramma e di rilancio nelle trame.
Un solo auspicio: certe capacità strumentali meriterebbero un maggior rilievo sia con una produzione più accurata che con un approccio un po’ meno ´spartano´ agli arrangiamenti.
Ultraconsigliato.
TRACK LIST:
> Dry queens
> Then she said
> Fire in my bones
> Moonlight shadows
> In a red room
> Catherine walks on the water
> Anna lee
> Junior bonner
> White woman
> Skulls
> Fear of waking up to find you gone
>
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