Remo Anzovino è un avvocato di Pordenone, classe 1976, resosi poi celebre in ambito musicale operando nella musica per cinema, per teatro o per pubblicità; non musica da commercio per commercio ma, a tutti gli effetti, una dimensione artistica applicata ad altre produzioni.
´Igloo´ è il suo terzo album preceduto da ´Dispari´ (2006) e ´Tabù´ (2008), entrambi ben accolti sia dalla critica che dal pubblico.
Remo è classificato all’interno del filone jazz ma questa collocazione soffre di limiti ed imprecisioni; il jazz è l’ingrediente di riferimento nei momenti di improvvisazione ma la musica accoglie anche influenze etniche e, soprattutto, mantiene un alto tasso di capacità narrativa, tipica delle colonne sonore.
´Igloo´ è un progetto molto originale perché fonde una serie di duetti alternati a momenti orchestrali con in comune alcune tracce tematiche , conferendo così organicità alla varietà.
Scorrendo rapidamente la scaletta dei titoli, e poi ascoltando il disco, si ha la netta impressione di un lavoro quasi ´concept´, un viaggio tra le categorie più ancestrali della vita umana con uno sviluppo da un buio iniziale ad una serenità conclusiva.
È questa una nostra personale interpretazione e chiediamo fin da ora scusa all’artista nel caso avessimo travisato il senso. Musicalmente comunque gli aspetti di rilievo sono diversi; i duetti sono cammei in cui Remo al pianoforte dialoga con i compagni utilizzando sfumature mirate. Perfettamente integrato con Di Cioccio, rendendo il piano quasi ritmico e la batteria quasi melodica in ripetuti momenti di unisono; più a staffetta con Ferra, attingendo parecchi spunti dal colore latino che il chitarrista spesso propone; in accompagnamento scheletrico e ipnotico con il sax di Bearzatti, dove il profumo del jazz emerge insieme alla vena melodica e ad una stupenda flessibilità ritmica; quasi in contrappunto con Mirabassi che, al clarinetto, realizza una bella sinergia melodica; più defilato con Aquino, lasciando al flicorno l’effetto onomatopeico rispetto al titolo del brano; in interplay con Pietropaoli che, grazie al basso, genera più spunti ritmici.
I momenti orchestrali si inseriscono in uno schema da sinfonia cinematografica in cui la narrazione è efficace, non si sente la mancanza delle immagini e il senso dei vari titoli è reso con chiarezza estrema; basti ascoltare ´Tempo tempesta´, dove la tensione iniziale ed il crescendo ci ricordano alcuni passi della colonna dei ´Pirati dei Caraibi´, così come notevole è il senso di composta festa e di ritualità in ´Attorno al fuoco´.
Il gioco dell’alternanza tra duetti e sinfonia, grazie anche alla durata contenuta del disco (circa 40’), genera un effetto complessivo quasi concertante.
Un lavoro con molte idee e con una vena creativa decisamente in evidenza, accessibile e molto ricco. I maniaci dell’avanguardia possono starne tranquillamente lontani, per gli altri c’è davvero spazio. |
| TRACK
LIST: |
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| > Igloo (feat. franz di cioccio)
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| > Tempo tempesta
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| > Aria (feat. bebo ferra)
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| > Prima luce
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| > Macerie (feat. francesco bearzatti)
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| > Attorno al fuoco
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| > Vortice (feat. gabriele mirabassi)
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| > Fame
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| > Tregua (feat. luca aquino)
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| > Giostra
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| > Eco di un canto (feat. enzo pietropaoli)
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| > Ci sei anche tu |
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