Quando si pensa alla tradizione meridionale, la mente va facilmente ad un paesaggio crepuscolare in cui un canto salmodiante si alza da Torre Annunziata fino a penetrare con uno strazio sentimentale tutto il golfo di Napoli e i suoi vicoli. E quando ci si trova di fronte al nome di Massimo Ranieri, riecheggiano immediatamente voci di dubbie performance televisive o di interpretazioni sanremesi.
Invece “Oggi o dimane” ha il pregio di smentire questi luoghi comuni e di andare a fondo, alle radici di una cultura che è profondamente italiana e mediterranea. Con un pugno di canzoni, Ranieri, coadiuvato da Mauro Pagani e da Mauro Di Domenico, riesce a mostrare le origini e le influenze di una canzone, diventata poi genere fino a disperdersi in mille rivoli.
Questo disco mette in atto molto più di un recupero storico: rimette in viaggio una musica affacciata, non solo geograficamente, su rotte che portano verso paesi lontani. “Oggi o dimane” è world music vera e propria, genere che in Italia siamo abituati a mettere in bella mostra nei centri commerciali esclusivamente con allettanti nomi stranieri.
Mauro Pagani dimostra quanto le sue mani riescano a plasmare musica con un’ispirazione che viene da semplici tocchi e che sembra non avere mai fine. Ma a stupire ancora di più è la voce di Ranieri, mai teatrale e mai sopra le righe, a proprio agio in una produzione che valorizza tanto la melodia quanto gli arrangiamenti. Le corde sottili del bouzouki, i moti del violino, qualche strumento africano, delle percussioni caldissime e anche dei tocchi d’archi fondono le arie meridionali con quelle africane ed arabe portate dai venti che scaldano il Golfo. Le voci di Badarà Seack e di Mouna Amari schiudono una densità solare che esiste solo nel sud del mondo per condizioni climatiche ed umane: a tratti sembra di essere in un disco di Ali Farka Tourè. Man mano ci si addentra nell’ascolto vengono passate in rassegna canzoni di Carosone, brani recenti e altri di fine ‘800 con una continuità che cancella l’erosione del tempo e una freschezza pari a quella di una brezza marina. “´O surdato ´nnamurato” viene eseguita con “I violini di Santa Vittoria” evitando qualunque tono celebrativo calcistico. Emergono ritmi blues, partiti direttamente dall’Africa senza passare per il setaccio americano, e anche un giro flamenco, una chitarra classica, un accenno di rap, il tutto senza mai perdere il senso e la direzione della ricerca. Lo sguardo di Ranieri, di Pagani e di Di Domenico è rivolto tanto al passato quanto al futuro, e anche quando tocca l’apice di una sentimentalità drammatica, non cede mai alla lacrimuccia, tipica di tante canzonette.
“Oggi o dimane” rientra tra quei dischi, che invogliano verso paesi sconosciuti, che spingono a un viaggio, fisico e mentale, di cui in questo caso Napoli è solo il punto di partenza. |
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LIST: |
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| > Nuttata e sentimento |
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| > ´e spingule francese |
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| > Napulitanata |
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| > Marechiare |
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| > Scalinatella |
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| > Caravan petrol |
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| > Rundinella |
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| > Maruzzella |
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| > ´o surdato ´nnammurato |
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| > Voce e notte |
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| > ´a rumba d´e scugnizzi |
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| > Guapparia |
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| > ´o marinariello |
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| > Suonne suonnate |
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| > Reginella |
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| > ´o guarracino |
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