“Nun è acqua” è la seconda uscita del duo Ranieri-Pagani, che poi in realtà è un trio vista la presenza di Mauro Di Domenico, anche se il progetto è da attribuirsi all’accoppiata tra il cantante napoletano e il polistrumentista bresciano.
I più maliziosi, come noi, avranno subito pensato che questo cd cerchi di sfruttare la scia del successo e dei consensi ottenuti con lo splendido precedente “Oggi o dimane”, invece “Nun è acqua”, pur presentandosi come una continuazione di quel lavoro, non si limita ad una semplice ripetizione della formula.
L’idea è quella di continuare nella canzone napoletana fino a poter lanciare uno sguardo su tutto il Mediterraneo e oltre: in questo senso l’album risulta ancora più riuscito di “Oggi o dimane”, perché copre spazi maggiori, in un viaggio che fissa come estremi della tradizione napoletana da una parte un canto popolare del 1500 e dall’altra Modugno, Totò e Carosone. Fisicamente invece si tocca la Sardegna con il canto di Andrea Parodi (Tazenda) e la Tunisia con gli interventi di Mouna Amari, ma si va anche al di fuori del bacino mediterraneo con la peruviana Susana Baca.
È come se gli autori stessero continuando a prendere coscienza della portata della canzone napoletana nel senso più lato della sua meridionalità. Si capisce allora l’uso di strumenti come il tiple colombiano e la vinhela messicana da parte di Di Domenico. E dallo stesso punto di vista vanno considerate la citazione di De Andrè in “O ccafe´” e certe affinità con i Madredeus in “La palumella”.
La napoletanità viene così affrontata nel suo raggiungere luoghi diversi ed anche nel suo tipico toccare corde opposte dello spirito: gioia e dolore, drammaticità ed ironia.
Per questo la voce maestra di Ranieri si districa tra lontananze orientali, ma anche tra richiami amorosi e piccoli scherzi colmi di leggerezza come in “A casciaforte” dove compare persino un kazoo.
Una volta compresa l’ampiezza del progetto, non resta che godersi l’eleganza e le ricercatezze dei suoni: Pagani si muove con una perizia ormai consumata al bouzouki, al violino e ai cori, mentre Di Domenico ricama ed accompagna alla chitarra classica. Ogni brano poi vibra di aggiunte dal sapore etnico, sia che si tratti di strumenti caldi come la fisarmonica di Paolo Jannacci o più classici come archi, tuba, oboe, tromba, ottavino e clarinetto.
Di fronte a un disco del genere non può suonare retorico nemmeno l’augurio che Ranieri e Pagani arrivino al terzo episodio. |
| TRACK
LIST: |
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| > ´e ccerase |
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| > Fenesta vascia |
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| > Luna rossa |
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| > I´ te vurria vasa´ |
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| > Io mammeta e tu |
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| > Malafemmena |
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| > Giacca rossa |
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| > La palumella |
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| > Scetate |
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| > ´o ccafe´ |
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| > ´a casciaforte |
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| > Agata |
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| > Piscatore ´e pusilleco |
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| > ´na mmasciata |
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