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GIOBIA Beyond the stars

GIOBIA

Beyond the stars

Silent Revolution / Ethnoworld 2004



Articolo di: Vito Sartor  Del 06/01/2005
Tra Londra, Varanasi e Milano nascono i Giobia, una giovane band che con il loro nuovo modo di fare musica, ricco di fascino esotico, ha da subito catturato le nostre attenzioni musicali impedendoci di togliere il loro disco dal lettore per parecchio tempo.

I brani di "Beyond The Stars" (terza prova ufficiale del combo) creano un vortice di stili che man mano vanno a concretizzarsi in un´omogenea alchimia di epoche e generi musicali diversi: emerge ad esempio uno spirito deliziosamente hippy nella massiccia componente psichedelica, viene esaltata la pop-dance con il singolo "Caught in Analogic Memories", ma sopratutto viene svolto un lavoro deciso di ricerca ed equilibrismo pop nell´unire tradizione e modernità senza mai cadere nel scontato. L´ispirazione ad altre realtà italiane e straniere fa sentire la sua presenza, ma quello che ne esce è solo un percorso artistico del tutto personale.

Una presenza costante di strumenti acustici come sitar, bouzouki (suonati dal chitarrista Stefano Basurto), chitarra acustica e violino ci dimostrano la consapevolezza di un lavoro strumentale che sorregge uno schema semplicistico di arrangiamenti, che in parte è stato prodotto in regime di autarchia dal gruppo stesso e in fase finale ultimato dalla masterizzazione di Jason Howes - sound engineer dei Faithless - al Premesis Studio di Londra.

Esistono poi episodi come “Fellini” in cui la ricerca di nuove soluzioni melodiche scorre su registri di una forma canzone tipicamente pop-folk, ritagliando momenti più o meno ricercati con il canto modulato di Marinella a cui si aggiungono segmenti intrecciati di ricerca musicale eclettica, aribadire che la magia psico-lisergica è il vero filo conduttore del disco.

L´attitudine etnica non è presente solo nelle sottolineature tradizionali indiane (sitar, oud, bouzouki, tablas), essenziali sopratutto nei due brani centrali "Mathar" (cover) e "Green Tea", ma è integrata dalle percussioni afro-mediterranee che completano il concetto di mondialità a cui i Giobia sembrano essere particolarmente legati: difatti un Euro per ogni cd venduto sarà devoluto al progetto "Argentina Equa e Solidale" promosso dalla Coop. Equo Solidale Chico Mendes di Milano. (fw info: www.giobia.com http://www.chicomendes.it).

Il disco giunge al termine nei migliori dei modi: la title-track ripercorre al rovescio tutti i territori sonori affrontati dalla band fino ad ora, testimoniandoci che a Milano, nascono ancora oggi giovani realtà che guardano ben oltre gli estetismi plastificati da buddha bar.

Se vi siete persi i cinque giorni di mercatini di S. Ambrogio in cui la band si esibiva nella parte commerciale indipendente, non fatevi sfuggire uno dei loro numerosi live.
TRACK LIST:
> Politurbo
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> Caught in analogic memories
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> A window on the world
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> Mathar
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> Green tea
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> Waiting for another moon
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> Fellini
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> The rue de sela´s ritual
>
> Beyond the stars
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  Articolo del: 06/01/2005



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