Tiziano Mazzoni

Tiziano Mazzoni

Il video di Sciogli il cane in anteprima


27/11/2017 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Un brano dal ritmo sinuoso, tra folk, blues e cantautorato, un video che spinge a riflettere sulle apparenze e la complessità della realtà, che non è possibile semplificare a proprio piacimento o chiudere fuori casa sguinzagliando i cani: una coppia vive una serata quotidiana e anonima come tante, ma chi bussa alla porta e chi è nel letto di casa?
Oggi vi presentiamo il secondo video tratto dall’album Ferro e carbone (Appaloosa Records / IRD) di Tiziano Mazzoni, dedicato alla canzone d’apertura, Sciogli il cane. Il video, realizzato da Duccio Mauro, che ha curato la regia e scritto il soggetto insieme allo stesso Mazzoni, presenta una coppia che sembra come tante, cena, vive momenti di quotidianità anonima e tenerezza, ma le nuvole incombono sui due e le tenebre sono pronte ad addensarsi su quella sera. Il video è infatti – si racconta nel comunicato ufficiale – “la misteriosa storia di un temporale, simbolo di un improvviso e travolgente mutamento (che può essere intenso come esistenziale, ma anche sociale o politico)”. La coppia, impersonata dall’attrice e cantautrice Silvia Conti e da Paolo Arduino, vive immersa in una normalità indifferente, ma attraversata da una qualche tensione e ambiguità, oppure superficie che nasconde comunque un’altra faccia di una realtà più complessa di quello che sembrerebbe. La coppia sembra vivere inizialmente al riparo da ogni tentazione, in una rassicurante dimensione borghese fatta da consuetudini, ma la trasgressione è pronta ad incombere misteriosamente e una collezione di piccoli dettagli e indizi comincia a portare l’attenzione dello spettatore altrove, verso qualcosa di perturbante che sta per apparire, tra alambicchi, filtri e anelli rock: Dottor Jekyll e Mr. Hyde? Forse no, ma chi bussa durante la notte? Chi è fuori e chi nella camera da letto della coppia? Scopritelo con noi e con Dome La Muerte (Not Moving), personaggio chiave del video, storica figura del garage punk`n`roll italiano in questi giorni sugli schermi come coprotagonista del film Nico di Susanna Nicchiarelli. L’ “ospite” La Muerte incarna proprio la trasgressione nel video, oppure semplicemente la complessità, di cui “ai protagonisti, imprigionati nel logoro bicromatismo dell’abitudine, evidentemente sfuggiva la varietà delle sfumature”.

Si legge ancora nella presentazione ufficiale del video:

Girato in un bianco e nero bergmaniano, fra inquadrature intense, piccoli passaggi surreali e ironia, il video accompagna il brano di apertura di “Ferro e carbone”, un double talking blues sulla necessità di occuparci del mondo là fuori prima che sia esso a venirci a cercare”.

Il video si coniuga alla perfezione con il ritmo sinuoso e suadente della canzone, del suo blues desertico, che tra bassi che serpeggiano fascinosi, eleganze di hammond anni ‘70s e chitarra folk di gran classe, racconta il rapporto con il mondo esterno e il vano, illusorio, quasi risibile desiderio di chiudere le porte rispetto a ciò che è altro, che tentiamo di respingere, ma che non potrà non manifestarsi prima o poi ed entrerà nella nostra vita. Inutile insomma illudersi di potersi limitare a sciogliere i cani...

Dell’album Ferro e carbone, uscito in primavera, ha scritto il nostro Giuseppe Verrini:

Ferro e carbone è un disco di rara bellezza, ben suonato da un gruppo di affiatati musicisti che comprende tra gli altri Pippo Guarnera all’Hammond e Riccardo Tesi all’organetto diatonico, e che mostra, oltre ai tradizionali chitarra-basso-batteria,  una varietà di  strumenti (tra cui violini, fiati, percussioni, bouzouki) che producono un suono ricco, denso e variegato, una sorta di miscela tra  folk-blues-rock e la canzone d’autore con influenze di Massimo Bubola e dei Gang, che viaggia quasi sempre con un ritmo lento e con le parole scandite e vissute in prima persona.

I testi oscillano tra storie personali, private e pubbliche, e sono diretti, a volte anche crudi, ma sempre con grande  delicatezza e poesia, ci sono parole che arrivano quasi in punta di piedi ma che sono in grado di emozionare e colpire l’animo dell’ascoltatore per le vicende vere e sincere, per la semplicità, l’immediatezza  e la  rara sensibilità con cui sono raccontate.   


 Nella presentazione ufficiale del disco si ricorda che “sa di legno buono e terra feconda, con la solidità dell`acciaio ma anche la delicatezza che è propria degli sguardi sensibili. I brani raccontano storie di partigiani anarchici, poeti-clochard, stragi naziste in cui a salvarsi sono i bambini, acciaierie che chiudono, unendo tematiche sociali a episodi più privati, come il racconto di un amore che finisce.
Le canzoni hanno un`andatura spesso lenta e meditativa, nelle quali i versi pesano per quello che sono, lontani da bizzarrie poetiche e dagli stereotipi da storyteller americano, ma forti di parole semplici e dense, misurate sulla pelle di chi scrive ancor prima che sulla carta
.

Buon ascolto e buona visione del video.



Link

http://www.tizianomazzoni.it  

Contatti

Macramè – Trame comunicative
info@macrameufficiostampa.it  

Luca Barachetti
luca@macrameufficiostampa.it  

Elisa Stucchi
elisa@macrameufficiostampa.it  

Tiziano Mazzoni Altri articoli