Antonio Firmani

Antonio Firmani

Il video de La galleria del vento


14/11/2016 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Un pezzo delicato ed elegante, sognante e malinconico, sul lungo amarsi e perdersi di una coppia. Il vento è quello su cui hanno imparato a volare, che soffia i ricordi nell’aria che li divide e riporta i colori quando si rincontrano per caso. Il pezzo dà il titolo al primo disco da solista del cantautore napoletano: da non perdere.
Antonio Firmani, già attivo con il progetto Antonio Firmani & The 4th Rows, ha pubblicato per Libellula da pochi giorni il suo primo album da solista, intitolato La galleria del vento. L’album del giovane cantautore napoletano comprende “Nove istantanee, sospese tra un delicato songwriting acustico e sonorità nord-europee di matrice post-rock e dream pop, che attraversano la vita di coppia di Mario ed Alice, i due protagonisti del disco”: “sullo sfondo i bisogni e le aspettative di una generazione disillusa, quella dei trentenni di oggi, diventata adolescente troppo presto e adulta troppo tardi”.

 Oggi vi mostriamo in anteprima uno splendido video dedicato proprio alla title-track, che è presentata così:

“La galleria del vento” racconta di come l’amore possa finire e al tempo stesso continuare a durare per sempre. In questo brano ci vengono presentati Mario e Alice, i due protagonisti del disco. Si racconta di come la loro parte bambina sia slegata dalla razionalità e dal cinismo che hanno maturato nel crescere, e di come la prima parte continui a influenzare la seconda. Mario e Alice bambini, coalizzati, fanno di tutto per mettere Mario e Alice adulti l’uno di fronte all’altra davanti a un tavolo per “…ritrovarsi senza un come ad aspettarsi e perdersi” passando “…intere sere a darsi addosso, a riascoltarsi e riderne…”.

Il brano ha un andamento sognante e malinconico, cadenzato, elegante ed emozionante, tra violoncello e piano, base ritmica e fiati nostalgici; appare un pezzo davvero ispirato e avvolgente. Sappiamo che la galleria del vento è usata per studiare l’andamento dell’aria attorno a un corpo, a un aereo, ecc.: in questo caso rappresenta gli aspetti imperscrutabili, le “variabili e costanti” che ruotano attorno alla coppia intesa come corpo in movimento. Il disco infatti racconta cosa indebolisce la vita di coppia alle soglie dei trent’anni e cosa invece la rafforza e rinsalda.

La galleria del vento però qui ci sembra anche il campo in cui Mario e Alice fanno esperienza della vita da absolute beginners come tutti noi, che viviamo una volta sola. Sembra lo spazio in cui entrambi hanno chiuso gli occhi per lasciarsi andare nel vento, per imparare a volare, senza paura della tempesta, che pure arriva e li divide. La galleria del vento sembra la parte istintiva dei personaggi, il luogo dello spirito in cui possono essere travolti della felicità, che però fa un sacco di disastri: contiene viaggi, percorsi, “flotte d’aquiloni”, “frasi da star male, libri ad ingiallire”, litigi e naufragi, abbracci e “distacchi anaffettivi”. La galleria del vento è così anche il posto ideale che mette in moto tutti i ricordi dei protagonisti.



Il videoclip è presentato così:

Nel video diretto da Federico Cappabianca, il vento fa girare una girandola colorata raccontando la storia di Mario e Alice. Le vite delle persone che si sono amate, pur procedendo parallele, non possono far a meno di incontrarsi. Anche solo per caso, anche solo nei ricordi. Tra il reale e l`immaginato, Mario e Alice si incontrano non per dirci che si amano ancora, ma che di certo si sono amati.
 
Nel video, come sulla copertina del disco, il vento è quello giocoso che semina gli incanti complici e gli entusiasmi bambini di una girandola: Mario e Alice si aspettano senza averne consapevolezza, mentre la brezza li scuote con ricordi sfumati, mentre sono immersi logicamente in atmosfere in bianco e nero. Il vento si è fermato, i protagonisti sono divisi, ma ecco che senza aver lasciato scie da seguire sembrano rivedersi per caso: ognuno ha il brivido di comprendere che l’altro è proprio lì. Ritrovarsi è qualcosa di inevitabile, che rimette in moto piccole girandole da cocktail e riporta i colori sulla scena: basta un sorriso, che allontana le lacrime e scioglie le tensioni, e si ritorna a ballare. Ma sarà vero o è tutto un sogno, per raccontarci una presenza indelebile nel proprio passato, una piena di fotogrammi vissuti che continuerà a travolgerli?
Racconta Firmani sull’album: «Questo disco parla della vita di coppia al bivio dei trent’anni, i meccanismi che la muovono e le dinamiche che invece la immobilizzano. Mi piaceva l’idea di non scrivere un disco di finzione, bensì di qualcosa che, seppure in parte, conosco e ho vissuto – racconta Antonio Firmani -. Il fuoco delle storie è sulla mia generazione, quella dei trentenni, vista attraverso gli occhi dei due protagonisti del disco: Mario e Alice. Ho sempre pensato che, a differenza dell’inglese con cui mi ero già cimentato, scrivere in italiano fosse la cosa più difficile al mondo, e invece per questi brani i testi sono venuti fuori da soli, come per magia. Durante la fase di scrittura, fondamentale è stato l’“incontro” con Raymond Carver e col suo modo di fotografare l’amore. C’è molto di lui in questo disco, mi ha influenzato tantissimo, soprattutto nel raccontare come spesso l’età adulta coincida con l’inizio della disillusione, e come certe relazioni, pur arrivando al capolinea, durino per sempre. “La galleria del vento” parla insomma dei bisogni e delle aspettative di una generazione disillusa, diventata adolescente troppo presto e adulta troppo tardi.»



Biografia

Antonio Firmani è un giovane cantautore italiano. Nel 2012 incide il suo primo Ep, autoprodotto, intitolato The 4th row. L’anno seguente a lui si aggiunge la band napoletana The 4th Rows, dando vita al progetto Antonio Firmani & The 4th Rows, col quale incide il suo primo disco sulla lunga distanza, intitolato We say goodbye, we always stay. Uscito il 3 ottobre 2014, il disco riceve ottimi riscontri dalla critica musicale ed è seguito da un tour di circa 30 date. Nel 2015, chiusa la parentesi con la band campana, inizia a lavorare al suo primo album solista, intitolato La galleria del vento, scritto interamente in italiano, pubblicato il 4 novembre 2016 dall’etichetta torinese Libellula. Nel 2016 firma la colonna sonora per il cortometraggio Il
signor Acciaio”, opera prima del regista Federico Cappabianca. Nella primavera dello stesso anno recita una piccola parte al film di Stefano Incerti Ho riconosciuto la felicità interpretando se stesso. Diversi brani di We say goodbye, we always stay entrano nella OST del film.

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