Band Bunker Club

Band Bunker Club

In esclusiva i testi di Musica per cefalopodi e colombi selvatici (con streaming)


11/05/2014 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Tra ritmiche ora dirompenti e serrate, ora rallentate ed estatiche, tra post-punk e punk, post-rock e alt-rock, il fascino cangiante della band astigiana passa per versi originali e poetici su distanze, lavori che scompongono e liofilizzano, amori longobardi, il popolo bue, cefalopodi e colombi selvatici.
È uscito con distribuzione Audioglobe il 28 aprile il primo album della Band Bunker Club, Musica per cefalopodi e colombi selvatici, un disco che mostra la sua originalità fin nel titolo e ringhia tra sonorità caustiche che mescolano irruenza visionaria, fascino cangiante, ritmiche dirompenti, post-punk e punk, post-rock e alt-rock. Il cantato, recitato o spinto fuori tutto d’un fiato come in urlo, rammenta non solo i Massimo Volume (sia nei brani più rallentati ed estatici, sia in quelli più tesi e veloci), ma anche i CCCP, numi tutelari anche delle alchimie versi/suoni evocativi, ora più riflessivi e “mistici”, ora impetuosi, serrati e febbrili.

D’altra parte la band, nata nel Monferrato astigiano a fine 2010, dopo aver raccolto i primi consensi su XL Repubblica, interpretati come “inequivocabile segno di benevolenza del dio dei cefalopodi e dei colombi selvatici”, ha esordito dal vivo nell’aprile 2011 a Torino proprio sul palco dello storico bassista dei CCCP, Umberto Negri, che poi volle con sé nel suo tour Live in Punkow Francesco Casabianca e Irene Icardi nei panni di chitarrista e di danzatrice: “L’accadimento viene interpretato dalla Band Bunker Club, come inequivocabile segno di benevolenza del dio dei CCCP”.

Tra i concerti che il gruppo ha tenuto in questi primi anni di vita, sono da segnalare quello al Madame Claude di Berlino a fine 2011 e l`apertura alla tappa astigiana del Niente di serio Tour dei Diaframma nel 2012.

Vi presentiamo i testi di Musica per cefalopodi e colombi selvatici, presentate come “marcatamente surreali ed esistenziali”:

Dalle “pieghe oceaniche del cortile, là, in basso” o dal Lido Camomilla della spiaggia di Fontane Bianche, cefalopodi un tempo incastrati dentro “tacchi di calzature da uomo” si avventurano nei meandri di tubature domestiche, già abitate da colombi selvatici.

Dopo questo incontro cefalopodi e colombi vagano insieme, al ritmo di “danze salmastre”, su “sentieri lievi nell’ombra”, alla continua ricerca di una direzione. Trovano sulla loro strada “piazze vaste, dove le statue vanno ad invecchiare”, e “cieli bassi come cantine, cieli ciechi come pozzi stagnanti”. Alla fine sarà gioia: ci sarà cibo per tutti, tutti mangeranno, lungo la Dora, o forse la Sprea. Nel frattempo, altrove, un uomo dorme in piedi sul treno, e dei ragazzi, in un piccolo parco, stappano una bottiglia di cognac.

 Negli undici brani del disco, prodotto da Francesco Casabianca e O.F.F. Torino (studio in cui hanno registrato negli anni nomi come Marlene Kuntz, Perturbazione, Larsen, Paolo Spaccamonti e Julia Kent), troviamo l’aspirazione utopica a un cambiamento e la contraddizione di ritrovarsi in realtà a fare passi all’indietro (nel primo singolo Il giorno che tutto cambierà), un uomo “scomposto dal lavoro”, “sputato via come un dente marcio”, “sostituito con un pezzo di ricambio che ancora respira” (Lavoro), notti arteriose e il desiderio di rinascere in morte o in vita, oppure ancora il proiettarsi al di là del tempo professando la propria non fede nella realtà, in un dialogo ideale con “Blixa”, “Nick”, “Lou” e “Iggy”.

 In versi originali, a volte poetici, a volte retti da accostamenti inusuali ed efficaci, amori “longobardi”, distanze abissali da certi discorsi e saluti, sorrisi lasciati o prestati “a un altro secolo”, oppure il popolo bue, “così schietto”, “così sarcastico”, “così moralista”, “così idiota” che applauda il carnefice così come il pontefice e si accontenta dalla falsa e innocua libertà da social network con cui “sparare su tutto e su tutti”. E ancora l’assenza di rimpianti, ricordi delicati (con citazione di Battiato, altro modello per i testi più “filosofici”, certe accelerazioni luminose, che rammentano anche i Baustelle, e una certa aura quasi “profetica”), delusioni e interrogativi: “con la presente faccio gentile richiesta di chiarimento circa i reali obiettivi di questo progetto: / se tutto infatti sembra tendere a un risultato, non è chiaro quale questo sia / E vorrei sapere perché nei miei sogni appaiono visioni fisse, ripetute nel tempo / di cefalopodi e colombi selvatici”.

Il singolo Il giorno che tutto cambierà è accompagnato da un video, le cui riprese e il cui montaggio sono stati realizzati da Dead Pixels; in precedenza il video amatoriale di Lavoro, girato a Berlino con mezzi di fortuna, fu presentato dal sito di XL Repubblica. 



La band, che dal vivo propone uno spettacolo di musica e danza, è composta da: 
Francesco Casabianca: voce, chitarre
Elisabetta Morando: basso elettrico
Lesley Green: batteria
Serena Nucara: synth, cori
Irene Icardi: danze

Tracklist

01. Il giorno che tutto cambierà 2:54
02. Lavoro 1:26
03. Io vorrei gioire 4:05
04. Isostasia 3:23
05. Il tempo perso 3:51 
06. Mi hai guardato per il resto 4:20
07. Popolo bue 2:41
08. Io sono stato 4:19
09. Gaia (fontane bianche) 3:25
10. La vita 3:37
11. Musica per cefalopodi e colombi selvatici 3:15

 

IL GIORNO CHE TUTTO CAMBIERÀ
(Testo: Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)

Oggi è il giorno che tutto cambierà
tutto cambia tutto
 
oggi è il giorno che avanza quaggiù
tutto è così bello che mi sembra di non essere 

Oggi è il giorno che tutto cambierà
tutto cambia tutto 

è un altro giorno che avanza quaggiù
tutto è nuovamente bello e mi sembra di non essere 

No, non è vero
non cambia mai niente davvero
ad ogni passo ne ho fatto già un altro all`indietro
e no, non so dove sono
ma sposta
il cursore che sono
 

LAVORO
(Testo: Ermanno Morando; Musica: Francesco Casabianca)
 
C`è un uomo che dorme in piedi sul treno
e si dorme il suo lavoro, il suo biglietto, sua moglie
si dorme i sedili, si dorme il cielo
e si vende all`etto come carne trita
si vende gli occhi e i reni
e si è venduto la vecchiaia in cambio di cinque stilettate
 
È stato atomizzato dal lavoro
È stato scomposto dal lavoro
È stato liofilizzato dal lavoro

E c`è un uomo che è tenuto in piedi dal suo respiro
ed è stato sputato via come un dente marcio
ma l`hanno sostituito con un pezzo di ricambio che ancora respira
si è venduto gli occhi e i reni
e si è venduto la vecchiaia in cambio di cinque stilettate

È stato oscurato dal lavoro
È stato venduto dal lavoro
È stato fottuto dal lavoro 

IO VORREI GIOIRE
(Testo: Ermanno Morando - Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)

 
Di nuovo tra le pietraie cadenti
muoviamoci nella notte arteriosa
Che poi la notte si fa alta
inchiodata sulla metro che riapre
incagliata nelle piaghe oceaniche del cortile là in basso
E alla sera ci sarà cibo per tutti
tutti mangeranno
lungo la Dora lungo la Sprea su sentieri lievi nell`ombra
E alla sera ci sarà oblio per tutti
con un pensiero che spinge dietro agli occhi
e una mano calpestata per sbaglio
e uno sputo sfuggito al controllo 

E’ uno sputo sfuggito al controllo

E c`è un segno da interpretare
oltre i volti e le voci
oltre le bettole e gli incroci una direzione

E il prima è niente
il prima è niente 

E c`è una direzione da seguire
oltre i millenni e il silenzio
oltre i negozi d`abbigliamento una direzione

Qualsiasi cosa tu faccia
dal delinquente al Papa
Alla fine sarà gioia
in verità alla fine

Io so che morire è un tramonto
e son certo di rinascere,
Io vorrei morire al tramonto
Sarei certo di rinascere il giorno

[…]

Io so che gioire è un tramonto
e son certo di rinascere,
Io vorrei gioire al tramonto
sarei certo di rinascere il giorno

Cerco un segno da interpretare
una direzione da seguire
oltre i volti e le voci
oltre le bettole e gli incroci
oltre i millenni e il silenzio
i negozi d’abbigliamento

 

ISOSTASIA
(Testo: Ermanno Morando - Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca) 

Blixa non credo alla realtà
Nick non credo alla realtà
Lou non credo alla realtà
Iggy non credo alla realtà

Io danzo danze salmastre
che semino lungo le autostrade
io risalgo torri rossastre
io bevo la pioggia che cade 

Io abito piazze vaste
dove le statue vanno ad invecchiare
io raccolgo schegge e scintille
che si spengono e diventano rame
 
Camminare per strada e immaginare tutto fra cento anni
specialmente le persone
Noi non siamo questa misera e assurda manciata di anni
Mannò, io non credo

IL TEMPO PERSO
(Testo: Ermanno Morando - Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)

Il tempo perso è rimasto attaccato alla barba
ha incontrato il rasoio, ha cambiato direzione
ha l`età dei fossili e lo celebrano oggi
battendo le mani per toglierselo di dosso
lui ti ha parlato in longobardo
promettendoti una sposa
e tu lo riconosci
 
lui ti ha parlato in longobardo
promettendoti una sposa
e tu lo riconosci
sì, tu lo riconosci
e in longobardo vi siete amati
fino alla nausea

Come te non ho mai letto Dumas
ma ho visto la sua tomba
ho visto la sua tomba
Come te non ho mai visto Dumas
ma ho visto la sua tomba
ho visto la sua tomba
 
Superare il disprezzo oppure è tempo perso
Il tempo perso è rimasto attaccato alla barba
il tempo perso è rimasto 

MI HAI GUARDATO PER IL RESTO
(Testo: Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca - Käll Harde) 

Sono lontano, lontanissimo da questi discorsi
sono lontano, lontanissimo da questi sorrisi
come te, distante miliardi di chilometri
dalla tua unica possibilità 

Sono distante, distante, lontanissimo da questi discorsi
sono lontano, lontanissimo da questi saluti
come te, distante migliaia di chilometri
da un`altra possibilità 

E non mi ricordo quando ho perso per strada, non mi ricordo
l`ultima parola che mi hai detto
prima di guardarmi per quattrocento anni
E non mi ricordo l`ultima visione che ho avuto di te
E quando penso a questa tua unica possibilità
giocata in questo modo
E quando penso a questa tua unica possibilità 

Il tuo sorriso lasciato in un altro secolo
Il tuo sorriso prestato a un altro secolo 

Sono lontano, lontanissimo da questi discorsi
Sono lontano, lontanissimo da questi saluti
E ora che abbraccio la tua unica possibilità
io che sono stato la mia unica possibilità.
 

POPOLO BUE
(Testo: Ermanno Morando - Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)

Popolo bue
carni doloranti e smaniose
week end trascorso alla beauty farm
scroscianti applausi verso il carnefice
 
Mattatoio carico di ghirlande
piange lacrime di sangue 

Grasso popolo bovino
apparati sensoriali consunti
li rottama con l`automobile
misero popolo bovino 

Cieli bassi come cantine
cieli ciechi come pozzi stagnanti 

Com’è difficile campare senza amici
com’è difficile sentirsi tutti amici
in questo  

Popolo bue

Popolo bue
ponti doloranti e smaniosi
week end trascorsi nell’aldilà
scroscianti applausi verso il pontefice 

Crocifisso carico di ghirlande
piange lacrime di sangue 

Sazio popolo bovino
apparati del giudizio consunti
li rottama davanti allo schermo
misero popolo bovino  

Cieli bassi come cantine,
e ancora cieli come pozzi stagnanti 

Com’è difficile campare senza amici
com’è difficile con tutti questi amici
in questo
 
Popolo bue

Finalmente libero di sparare su tutto e su tutti
di dire la sua, di contrattaccare
di lasciarsi un po’ andare
In un leale confronto
così schietto
così sarcastico
così moralista
così idiota

Popolo bue

IO SONO STATO
(Testo: Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)

Che viva la vita nel modo migliore
o la getti sprecata in fondo al mio cuore
nel mondo gettato mi sono trovato
e da allora e per sempre io sarò stato 

Io sono stato
non ho rimpianti
 
Io sono
non rimpiango

Io sarò stato
e non rimpiangerò un tempo
che non ho richiesto 

non per questo mi sento in coscienza del tutto
tranquillo di fare o non fare alcunché
se tutto finisce mi sembra sensato
decidere prima chi sarò stato 

Io sono stato
ed ho rimpianti

Io sono
a volte piango 

se sarò stato
potrò rimpiangere un tempo
che non ho richiesto

beviamo dall`ampolla
e ripariamo al bunker
che il freddo sta arrivando
e il confine è un attimo

prendiamo le lattine
e rifugiamoci al bunker
che il freddo è arrivato
e il confine è tra un attimo

guardiamoci negli occhi
e realizziamo
che siamo per sempre
 

GAIA (FONTANE BIANCHE)
(Testo: Francesco Casabianca*; Musica: Francesco Casabianca) 

Gaia...
Gaia gioca con una piccola scopa 

Ricordo la spiaggia di Fontane Bianche
il mio mare prima e dopo il 15 agosto
l’Agip, il Tortuga
le moto sui cavalletti fuori dalla Camomilla
e le voci di Gaia, di Serena,
nel silenzio di via Sagittario, di via Capricorno
nella veranda dei vicini
una lampada al neon di colore blu
friggeva senza distinzione le proprie vittime

Santa Maria

E fu nel giorno dell’assunzione di Maria in cielo
che un bacio cambiò per sempre le nostre vite
l’auto, la strada, una sera come tante fuori dalla Camomilla
e le voci di Gaia, di Serena
nel silenzio di via Sagittario, di via Capricorno
nella veranda dei vicini
una lampada al neon di colore blu
friggeva senza distinzione le proprie vittime

Santa Maria

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi `nda ll`ossa
ccu tuttu ca fora c`è a guerra
sta frevi mi trasi `nda ll`ossa*

E fu nel giorno dell’assunzione di Maria in cielo
che un bacio cambiò per sempre le nostre vite
 

*Parte in siciliano tratta da Stranizza d`amuri di Franco Battiato.

 

LA VITA
(Testo: Ermanno Morando - Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)
 

La vita prima della morte non mi piace perché
la vita prima della morte ha lo stesso sapore di quella
la vita prima della morte non mi piace perché
la vita prima della morte deve proprio venire da quella 

La vita prima della morte mi confonde
mi lascia senza fiato
senza, senza
la vita prima della morte mi sconvolge
mi lascia senza fiato
senza, senza 

La vita prima della morte è stata una delusione
eppure me ne avevano parlato così bene,
eppure me ne avevano parlato così bene

E siamo arrivati tardi, quando il concerto era già iniziato
e forse Colin Newman aveva già suonato Three Girl Rhumba
e i parcheggi erano deserti e i parchimetri giocavano
con i cerchioni saltati alle automobili
e Viktor, lui ci aveva offerto del cognac
e sulla mia testa pesava un oceano di sabbia
decidendo cosa fare nei prossimi 250 anni:
se incendiare i rocchetti di filo nero
o provare a salvarmi l`anima
 
Fino alla vita dopo la morte
Fino alla vita dopo la morte
 
La vita prima della morte è stata una delusione
eppure ce ne avevano parlato così bene
e siamo arrivati tardi
e il concerto era già iniziato
e Colin Newman aveva già suonato
e i parchimetri…

E Viktor lui…
Decidendo cosa fare…
Se incendiare rocchetti di filo nero… 

Fino alla vita dopo la morte
Fino alla vita dopo la morte

MUSICA PER CEFALOPODI E COLOMBI SELVATICI
(Testo: Francesco Casabianca; Musica: Francesco Casabianca)

Alla cortese attenzione del Prof. Supremo

Io sottoscritto (…)
in pena per le scarse occasioni di riflessione e l’inesorabile crollo del principio di realtà
con la presente faccio gentile richiesta di chiarimento circa i reali obiettivi di questo progetto:
se tutto infatti sembra tendere a un risultato, non è chiaro quale questo sia

 
E vorrei sapere perché nei miei sogni appaiono visioni fisse, ripetute nel tempo
di cefalopodi e colombi selvatici
incastrati rispettivamente dentro tacchi di calzature da uomo
e tubature per il carico e lo scarico dell’acqua ad uso domestico
 

My beer is Оболонь…

“пять пивo спасибо”

до свидания Булаховського…

Musica per cefalopodi e colombi selvatici…

 



 

Link:

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info e booking: bunkerclub.booking@gmail.com 

Si ringrazia l’ufficio stampa Prom-o-Rama – Alessandro Favilli
sandro@promorama.it

 

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