Francesco Garito

Francesco Garito

Il video di Fahrenheit 451 in anteprima


08/03/2017 - di Ambrosia J. S. Imbornone
In “giorni scettici e maligni” ci si può rifugiare nei libri e nell’arte prima che il fuoco bruci i ricordi e la conoscenza: ecco il nuovo video e singolo di Francesco Garito, che anticipa l’uscita del suo album “L’Attesa”.
La lettura, la scrittura, la musica come una sorta di rifugio, qualcosa da proteggere anche per un bisogno di autenticità, nonostante (o forse proprio per) i tempi in cui viviamo, in cui si seziona “il cuore col denaro”, in “giorni scettici e maligni”, in cui troppi non si riconoscono in niente o mutano umore e parere come “pelle di serpente”: questi sono alcuni dei temi al centro del singolo e del video Fahrenheit 451, che anticipa l’uscita del secondo album di Francesco Garito, L’Attesa.

Il brano, ovviamente ispirato dal celebre romanzo di Ray Bradbury e dal successivo film di François Truffaut, è così presentato come “uno sguardo su quello che ci circonda, gente che ormai può viaggiare senza muoversi mai di casa, il denaro per cui si è disposti a tutto, l’individualismo sempre più dilagante”:  “in questo scenario, anche se ci rifugiamo nella cultura e nell’arte, siamo comunque complici del sistema. Nonostante tutto un pensiero utopico è ancora possibile ed auspicabile”. Il pezzo è una ballata pensosa, quasi sognante, incentrata sulle chitarre e il pianoforte.

Il video invece “raccoglie frammenti di quotidianità, tra l’officina, la sala prove e gli spostamenti per recarsi a lavoro”; la protagonista femminile, “alter-ego della voce narrante, si rifugia nei libri e nell’arte mentre il fuoco inizia a bruciare le memorie e la Conoscenza”. Il video, molto semplice, ha un’atmosfera che ha qualcosa di intimo, di malinconico, ma anche di confortante, tra i profili delle colline, le sagome degli alberi, i primi piani sulle corde delle chitarre, le pagine dei libri e il lavoro nell’officina, che potrebbe assumere quasi un doppio significato, ovvero essere emblema di un presente meccanico, o essere simbolo al contrario di una resistenza “corporea”, quella dei lavori manuali in un’epoca virtuale.

L’Attesa, in uscita il 17 marzo in tutti gli store digitali, segue di sei anni l’album d’esordio Fotografie; il nuovo album di Garito è presentato come “istintivo e minimalista, intenso ed intimista con la sola filosofia di rendere suono l`istante che l`ha ispirato”: “l`incontro con Stefano “Stiv” Cantarelli, la produzione negli studi rigorosamente analogici de L`Amor Mio Non Muore di Forlì di Roberto Villa e Alberto Bazzoli e quel perentorio bisogno di fotografare l`essenza e la verità lavando via di dosso le costruzioni sceniche di un suono industriale ed estremamente confezionato”.

Presenti nell’album anche Maurizio Bartoli al pianoforte e Antonio Perugini alla batteria, così come un ospite speciale come Massimiliano Larocca nella struggente I giorni dell`abbandono. Tra le otto tracce del lavoro è inclusa anche una personale rivisitazione de Il Panorama di Betlemme di Francesco De Gregori.

Vi lasciamo con il videoclip!



Biografia

Nato al sud, classe `74...oggi toscano d`adozione.
Inizia a suonare le proprie canzoni nel 1999 con il progetto Latebra. Nel 2003 il tutto si trasforma in duo (con Fabrizio Squillace in arte “Fab”) chiamato Cortez the Killer che propone in chiave acustica un repertorio di cover della west-coast americana, del british rock e della scena cantautorale italiana.
Nell`aprile del 2004 al centro sociale "Il Cantiere" di Monterotondo (Roma) divide il palco con Paolo Benvegnù.
Nello stesso anno Francesco Garito diventa direttore esecutivo del festival itinerante "Musica, vino & Molise" ed allo stesso tempo partecipa come manager di produzione al disco d`esordio dei romani Pura Utopia registrato al PIN studio di Vasto e prodotto dalla ViolipianoRecords.
Nel settembre 2005, dopo il trasferimento in Toscana, nasce la Banda Fleming con cui ha inizio una fitta attività live arrivando a toccare anche le isole del nostro bel paese. E dalle semifinali nazionali del Premio Poggio Bustone (Premio Battisti) e del Premio De Andrè alla rassegna "Stazioni Cantautori" dividendo la scena con Max Manfredi...per poi raccontarvi anche della splendida collaborazione con Massimiliano Larocca, Orchestra del Rumore Ordinato, Luca Ghielmetti, Augusto Forin, Cristiano Angelini e Alessio Brunialti per lo splendido tributo a Luigi Tenco "Ciao amore ciao" svoltosi a Como presso il Circolo Arci Xanadù.
Solo nel marzo 2011 arriva nei negozi il primo disco, l`esordio dal titolo Fotografie con la produzione artistica di Gianfilippo Boni e l`importante collaborazione di Bruno Mariani (Lucio Dalla, Luca Carboni, Samuele Bersani).
In Toscana in parallelo con le altre attività, partendo quasi da zero, diventando un vero musicista di strada con il riconoscimento del Comune di Firenze...ed ancora oggi è così.
Francesco Garito è socio fondatore dell`associazione artisti di strada Open Art.
Oggi quello spirito di strada lo ritroviamo in questo nuovo lavoro discografico dal titolo L`Attesa nato dalla collaborazione con Stiv Cantarelli negli studi analogici de L`Amor Mio Non Muore di Forlì. Nessun calcolo e nessuna matematica digitale...ma solo l`istante della passione che vive e canta dietro il suono di queste nuove canzoni.

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