Mano Manita

Mano Manita

A pezzi in anteprima streaming


03/10/2017 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Marco Giorio, alias Mano Manita, pubblica un secondo album, A pezzi, in cui alterna e combina sonorità differenti, acustiche e sintetiche, fresche e ironiche, oppure intense e oscure.
Secondo album per Mano Manita, pseudonimo dietro cui c’è Marco Giorio, prodotto dallo stesso artista insieme a Marco Libanore al Liba Studio di Torino. Il disco comprende otto brani, ognuno dei quali si presenta come “un esperimento stilistico con diversi orizzonti, come in una mini-serie di otto puntate alla Black Mirror”, in una ricerca empirica che esplora sonorità diverse procedendo pezzo per pezzo, passo dopo passo come i bambini. Non a caso il titolo dell’album è proprio A pezzi; le otto canzoni hanno taglio elettronico, “umanizzato” però da una stratificazione di chitarre e da batterie ibride, ma sono state realizzate con un produttore “dal gusto rock e dall’imprinting analogico ed acustico”, che ha comunque assecondato e seguito l’approccio creativo giocoso e libero dell’artista.
Mano, che interagisce con il suo alter ego, l’imprevedibile Manita, in questo disco parte con brani luminosi per poi introdurci in atmosfere più oscure: così nell’album alterna e combina synth-pop fresco e ironico (v. anche l’ironia sulle esigenze “leggere” e sulla superficialità del pubblico in Ritmo ignorante), ritmiche accattivanti, melodie sintetiche ariose, momenti con arpeggi acustici più pensosi e intensi, inserti di fiati eleganti, ma anche pezzi hip-hop (Alter Ego). I suoni si oscurano improvvisamente con un approccio rock, per poi illimpidirsi in modo altrettanto repentino (Niente di speciale); la bellissima Antiruggine è una ballata chiaroscurale elettroacustica di notevole intensità, mentre non mancano brani dalle sonorità magmatiche e notturne (Sindrome di Eva, che però esplode in un ritmo ballabile), oppure ipnotiche (Il buio).
Tra gli ospiti del disco Willie Peyote, con un divertente skeet nel pezzo Ritmo ignorante.

A Pezzi segue la vittoria di Mano Manita al Festival di San Rito 2016 con il brano Due Domande e la partecipazione come “padrino musicale” al Premio Letterario Nazionale Augusta, in compagnia di Roberto Dellera, Brunori S.A.S., La Scapigliatura e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.
Racconta Mano Manita sulla genesi dell’album:

Il disco ha preso forma a partire da agosto 2014: per il terzo anno consecutivo rinuncio alle vacanze e le dedico a produrre canzoni. Trovo una location con le giuste vibrazioni a Casa Pearson, uno spazio con vetri-muro e luce che entra dall’alba al tramonto. Per qualche mese metto ordine nel materiale venuto fuori dalle sessioni e poi decido di lavorare con Marco Libanore (Eugenio In Via Di Gioia, Ila Rosso). Nel suo studio nascono anche due nuovi inediti che entrano a far parte del disco e si decide di di remixare “Due Domande”, brano vincitore del festival di SanRito 2016, intitolandolo "Ritmo Ignorante". Il disco si intitola “A Pezzi” per tanti motivi. Perché volevo che ogni brano fosse un pezzo a sé, perché le cose fatte bene si fanno un pezzo alla volta e per via della sua varietà.

Non amo i dischi mono-sound e mono-mood, e mi sto riferendo a tutta quella miriade di dischi ispirati dallo stesso umore dalla prima all`ultima traccia. Nemmeno cerco una formula vincente da ripetere all`infinito tipo Coca Cola che agli addetti del settore tanto fa gola. A Pezzi” perchè diventi immediatamente percepibile il bisogno di cambiare che sta alla base del mio percorso musicale da sempre ed anche per indicare la fragilità del sottoscritto, l`estrema delicatezza del mio "shangai" interiore, che basta un colpetto e tutto frana, tutto crolla, tutto cade – appunto – a  pezzi. La risultante è un ibrido che almeno ora, nonostante i ripetuti ascolti, non mi stanca. Inoltre credo che l`ibrido sia l`unica via percorribile in arte oggi. La purezza è un concetto che lascia il tempo che trova. Il trait d`union tra i brani è la mia voce, la mente che ci sta dietro.”
Buon ascolto!

 

Biografia


Mano Manita
, moniker di Marco Giorio, inizia a comporre e a suonare giovanissimo nel 2000 con i Sambucus Nigra.
Negli anni successivi fa parte delle band Malaweeda, Micapugno e Los Refusè. L’avventura solista Mano Manita nasce nel 2011, quando Marco decide di esplorare anche un mondo a cui non si era mai interessato, quello acustico. Si intestardisce ad utilizzare strumenti tipici della musica etnica come archi, bouzuki, mandolini, percussioni da ogni angolo del pianeta e si dota soltanto dell’indispensabile per poter auto-produrre il proprio materiale, iniziando a sperimentare da autodidatta in tal senso. Coinvolge fin da subito Gabriele Agangi alle chitarre e quindi Antonio Vomera (già Movion), Cristian Longhitano (batteria, già Micapungo), Simone Cravero (percussioni). Con loro passa sia nel 2012 che nel 2013 il mese di agosto nella baita di montagna di Simone Cravero, dislocata tra Barge e Paesana (CN), a lavorare al disco d’esordio La pulce nell’orecchio, che esce per La Sete Dischi nel 2014. Il disco, prodotto dallo stesso Mano Manita, è masterizzato da Andrea Brasolin (MyBossWas Studio - Torino) e vede tra gli ospiti Marco Piccirillo (contrabbasso), Cecile Delzant Petipoissant (violino), Angie Vomera (voce), Andrea Pisano e Andrea Perona (rumori e chitarre), Bruno Valsania (mandolino e bouzuki) e Matteo Cancedda (percussioni). Con il primo disco Mano Manita ottiene buone recensioni dalla stampa, si aggiudica un posto in finale a “Duel: cantautori a Confronto" e vince "Partycillina", partecipa a festival importanti tra cui Collisioni e Reset Festival che sceglie Mano Manita come ambasciatore del festival al MEI di Faenza 2015. Il brano La mia vacanza si può trovare sulla compilation dell`evento. In seguito apre i concerti di The Giornalisti, Levante, Giorgio Canali ed Eugenio In Via Di Gioia. A partire dal 2015 inizia a lavorare al suo secondo lavoro nel Liba Studio di Marco Libanore, nel frattempo nel 2016 si aggiudica il Festival di San Rito con il brano Due domande, realizzato con un feat. dei Crazy Power Flowers. Nello stesso anno viene inoltre invitato come “padrino musicale” al Premio Letterario Nazionale Augusta, in compagnia di Roberto Dellera, Brunori S.A.S., La Scapigliatura (premio Tenco come opera prima) e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. A pezzi (Libellula), prodotto da Mano Manita e Marco Libanore, esce il 10 ottobre 2017.

Link:

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