Kitsch

Kitsch

In anteprima e in esclusiva Guelfi & Ghibellini e Katerina in free streaming e download (con intervista)


03/07/2014 - di Ambrosia J. S. Imbornone
La band lombarda dei Kitsch torna con due nuovi brani, una sorta di doppio singolo, un doppio ritratto dell`oggi, tra conflittualità esasperata e fallimenti da cui ripartire, accompagnato da tre originali tavole grafiche dell`artista David Ferracci: tutto questo è All You Can Eat (Expansion Set), ideale completamento dell`omonimo comic play, EP raccontato attraverso un fumetto.
I Kitsch tornano con due nuovi brani, l’incalzante Guelfi & Ghibellini, fermo-immagine di una società animosa e fratricida, e la più riflessiva e agrodolce Katerina, venata di distorsioni controluce, canto che riconosce i fallimenti come pungolo amaro e grintosa base di ripartenza per nuovi traguardi. Ve li presentiamo in anteprima e in esclusiva in free streaming e in free download con tre nuove tavole, che completano con le due nuove canzoni il precedente comic play, l’EP raccontato attraverso un fumetto All You Can Eat.

La band, originaria della provincia di Milano, ha esordito nel 2010 con l`album Mentre tutto collassa su etichetta Prismopaco Records di Diego Galeri (Timoria, Miura, Adam Carpet). Il disco prevedeva la partecipazione straordinaria di Andrea Rovacchi dei Julie’s Haircut  e fu accolto con entusiasmo dalla critica specializzata; il video del primo singolo Poetimprenditori, diretto da Eli Emme, si aggiudicò vari premi e menzioni speciali, tra cui il prestigioso PVI 2010 nella categoria "Miglior Soggetto".

Nel 2011 il gruppo ha partecipato invece alla compilation tributo ad Umberto Palazzo e il Santo Niente, Generazioni, pubblicata dall’etichetta Disco Dada, mentre il mini album con comic book allegato, realizzato da professionisti del settore come Alessandro Micelli (disegni), da Mattia Colombara (soggetto e testi) e Aretha Battistutta (colori), il già ricordato All You Can Eat, è uscito nell’ottobre 2012. L’EP entrò nel circuito delle radio indipendenti in tutta Italia (Radio Onda D’urto, Radio Popolare e tantissime altre) ottenendo anche un passaggio su Radio DeeJay.

Ora i Kitsch tornano appunto con questo doppio singolo, intitolato All You Can Eat (Expansion Set),di cui è parte integrante il progetto grafico dell’artista perugino David Ferracci: esso trasforma la band in fumetti colorati, che appaiono in una tavola stipati in una scatola di sardine, “data in pasto” al pubblico, oppure ancora trasfigura i quattro Kitsch in quattro K delle carte francesi. Potete scaricare le tre tavole, che vedete anche qui al lato tra le immagini dello speciale, a questo indirizzo:
https://www.dropbox.com/s/m0dm8o9kqtdvwsh/Tavole.rar


Questo invece il teaser video dei due nuovi brani dell’All You Can Eat (Expansion Set):



Credits:

Alessandro Pozzi - Camera Operator
Riccardo Buroni http://www.insolitocinema.it/ - Editing & Montaggio



I Kitsch sono:

Attilio Kitsch - Voce, Chitarra, THC
Ale Kitsch - Batteria
Adri Kitsch - Chitarra
Massi Kitsch - Basso

Abbiamo fatto una chiacchierata con Attilio e Ale sulle due nuove canzoni, sul progetto grafico attuale, sull’idea del comic play e su tanto altro…

Mescalina: Partiamo dall’abc: come mai avete scelto il nome Kitsch?

Attilio: Quello che mi ha sempre convinto della parola Kitsch è la sua universalità (si scrive nello stesso modo in gran parte del mondo), e il fatto che sia un aggettivo ideale per descrivere i tempi che stiamo vivendo. Era così quando iniziammo, oggi ancora di più... E poi credo ci sia una certa dose di autoironia a chiamare il proprio progetto con una parola che indica il cattivo gusto.

Mescalina: Katerina sembra dipingere un quadro psico-sociale intriso di realismo, a tratti venato anche di disincanto, ma come frutto di una consapevolezza utile ad accettare la propria fallibilità (“la vita è tutta un tuffo: quello che importa realmente è l’atterraggio, non lo stile del lancio”), per superare l’oppressione degli stereotipi più soffocanti, proteggersi e resistere…Cosa ha ispirato questo brano?

Attilio: A volte cerchiamo di aggrapparci alle nostre visioni anche se non corrispondono al vero, a volte i sogni che inseguiamo tendono a farci essere autolesionisti. Viviamo in un`epoca in cui la ricerca della perfezione in ogni sua forma ha assunto toni ossessivi. Penso che sia stato questo ad ispirarmi Katerina. Il pezzo parla di una reazione estrema ad una situazione drastica. È una riflessione su quello che Katerina e il suo ragazzo avrebbero voluto essere e ciò che sono diventati effettivamente: le scelte sbagliate, la gestione del rapporto con gli altri, la sfiducia nel domani. Penso che proprio l`accettare la propria fallibilità e i propri limiti siano un punto di partenza per la ricerca di un benessere interiore. La frase "Per tutto quello che non ho fatto" che ripeto nelle ultime battute cerca di creare una doppia interpretazione: da una parte il rammarico per quello che non si è riusciti a fare, e dall`altra lo stimolo per tutto quello che può ancora accadere.

Mescalina: Come mai avete pensato invece di rappresentare la conflittualità odierna, gli scontri di falsità e fazioni proprio attraverso l’immagine dei guelfi e dei ghibellini?

Attilio: Usare "Guelfi e Ghibellini" come ritornello mi è sembrato un buon modo per enfatizzare la tendenza allo scontro (e cercare di dare un tono più politico al pezzo), per utilizzare un riferimento storico preciso però traslandolo su un altro piano. Una sorta di escamotage per rendere meglio il concetto. Oggi è tutto scontro. Non esiste più la capacità o la volontà di confrontarsi. L’esasperazione ha portato all’incapacità di comunicare. Ci si accusa a vicenda, sembra ormai abitudine scaricare le colpe, esser sempre pronti a negare, tutti convinti di essere dalla parte giusta; nessuno si assume le colpe dei propri sbagli: si preferisce criticare i difetti degli altri. Si è sempre pronti a sbranarsi, a dire “non è colpa mia”: mors tua vita mea.

Mescalina: Com’è nata l’idea del comic play, di un disco accompagnato e raccontato da un fumetto?

Ale: L’idea era nata dal voler sperimentare qualcosa di diverso, dalla nostra volontà di unire forme d’arte differenti che dessero forza l’una all’altra, cercando di andare oltre al concetto di album, ormai forse superato.

Mescalina: Che accoglienza ha avuto il progetto musicale/grafico e quindi cosa vi ha spinto maggiormente a continuare su questa strada pubblicando due nuovi brani con due nuove tavole dell’artista perugino David Ferracci?  

Ale: L’accoglienza è stata buona, senza dubbio ha aiutato a creare più curiosità intorno al progetto. Di base rimane anche il fatto che siamo appassionati di fumetti, per cui è stata una cosa che abbiamo voluto fortemente fare, al di là dei riscontri che potesse avere. David era stato in lizza per il precedente lavoro grafico su All You Can Eat e ci teneva molto a poter fare qualcosa con noi. Questa occasione ci è sembrata la classica “volta buona” per poter realizzare qualcosa insieme.

Mescalina: In una delle nuove tavole, dal gusto quasi in odore di pop-art, siete inscatolati in una scatoletta di tonno, mentre in un’altra siete raffigurati come quattro re (K come Kitsch) e un jolly delle carte francesi. In quale rappresentazione vi riconoscete di più? E vi ritrovate nella distribuzione/attribuzione dei quattro semi delle carte e del ruolo di jolly?

Ale: Tutte e tre le tavole ci rappresentano pienamente. Per questo dobbiamo ringraziare David che ha avuto carta bianca sul progetto. Sicuramente la tavola della scatoletta di tonno è quella maggiormente evocativa e simbolica, sentirsi schiacciati, dati in pasto, credo sia un’esperienza comune a molti di questi tempi, e inoltre ben si inseriva nel concetto All You Can Eat. I semi delle carte non hanno particolare attinenza con i nostri caratteri, mentre il jolly ritrae Diego Galeri, che è il nostro produttore storico e credo che davvero il produttore possa essere considerato il jolly per una band!

Mescalina: Nel 2011 avete partecipato alla compilation tributo ad Umberto Palazzo e il Santo Niente, Generazioni, con il brano Divora che vedeva anche la partecipazione di Micol Martinez: che tipo di esperienza è stata?

Attilio: Il duetto con Micol è stata un`esperienza affascinante. Due giorni full immersion a Bassano del Grappa, in uno studio stupendo (il Chichoi), un momento molto creativo. Ricordo ancora quando ha accettato di farsi coinvolgere in quest`esperienza, le prove nel Loculo per prendere le misure del pezzo, i guizzi creativi durante la registrazione; e poi la guida di Diego (Galeri), la parte di ebow di Steve (Dal Col), conoscere Canali... davvero un`esperienza intensa. Anche se forse la cosa che ricorderò di più resterà "la stanza dei balocchi" con almeno 50 chitarre a disposizione :)

Mescalina: La vostra musica si nutre di distorsioni rock, ritmiche incisive, ma anche di ritornelli e riff coinvolgenti: quali sono i vostri punti di riferimento musicali, gli ascolti che maggiormente hanno influito sulla vostra scelta di fare musica e che tuttora sentite vicini al vostro percorso musicale?

Ale: Difficile dare una risposta, per via dei nostri gusti musicali molto eterogenei. Io personalmente adoro il rock anni 90 in tutte le sue espressioni: sogno segretamente il ritorno del grunge!

Mescalina: I due nuovi brani costituiscono una sorta di doppio singolo, che completa concettualmente l’ep All You Can Eat: quando uscirà un vostro nuovo album, invece (se credete ancora nella forma-disco, visto che ormai è molto più facile di un tempo diffondere anche canzoni non inserite in un progetto più corposo e unitario)?

Attilio: Il completamento concettuale di AYCE deriva soprattutto dall`ultima frase di Guelfi & Ghibellini, che richiama il titolo dell`ep, creando un ponte quasi naturale tra i due lavori. Per quanto riguarda la forma-disco credo che stia perdendo il valore di un tempo, e lentamente sia stia trasformando in qualcosa di anacronistico. Le vendite nell`epoca dello streaming sono quasi azzerate. In un mondo così rapido, anche il modo di fruire la musica è in continua evoluzione. Per le piccole realtà realizzare un album fisico sta diventando una spesa difficile da sostenere: i rientri purtroppo sono sempre minimi e quindi l`utile da reinvestire diventa un problema con cui fare i conti. Al di là dei calcoli, se nel futuro realizzeremo un nuovo album sarà più per un`esigenza personale. Di sicuro quello che per noi conta è avere qualcosa da dire e farlo con qualità, convinzione e armonia. Modi e tempi ci interessano poco. In fondo "è solo una terapia", dice qualcuno.

Buon ascolto!



All You Can Eat (Expansion Set)

Guelfi & Ghibellini + Katerina
registrato al Pianeta Musica - Erba(CO)
editing e missaggio: Mauro Pisani (Pianeta Musica)
masterizzato da Matteo Sandri al Mono Studio di Milano
produzione artistica: Diego Galeri
produzione esecutiva: Kitsch & Mauro Pisani
digital label: Prismopaco Records

Info e contatti:

info@kitschmusic.it
http://www.kitschmusic.it/
http://www.prismopaco.com/
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Si ringraziano i Kitsch e Daniela Calvi – ufficio stampa Artevox Musica www.artevoxmusica.it